Primavera 1
Primavera 1, stagione 2026/27 alle porte: quali sono i giovani pronti a prendersi il campionato
Il Primavera 1 cambia nuovamente conformazione: quali sono i classe 2008 e 2009 pronti a dominare il campionato?
Primavera 1, la stagione 26/27 porta tanti volti nuovi… e qualche certezza
Dove eravamo rimasti? Il nastro si riavvolge al 28 maggio 2026, quando la Fiorentina si laureava campione del Primavera 1 a distanza di più di quaranta anni dall’ultima volta. Ma non c’è tempo per perdersi tra le pieghe dei ricordi: la stagione 2026/27 è dietro l’angolo, e come ogni anno saranno tante le novità in termini di rapporti di forza. Saranno le classi 2008 e 2009 a doversi prendere i riflettori, con conseguenti cambiamenti radicali negli undici delle varie squadre. Scopriamo i 10 talenti più interessanti ai blocchi di partenza della nuova annata. Quei giovani che, per talento e doti, sono chiamati a marcare una notevole differenza con gli altri.
Christian Lupo, Lecce
Non tutti gli eroi indossano un mantello… C’è chi decide di mettersi dei guantoni, con cui dare dei ganci ben assestati al destino. Il giovane talento del Lecce ha impresso il suo marchio a fuoco sull’inizio dell’estate italiana, guidando la Nazionale U17 alla vittoria dell’Europeo. A suon di parate, riflessi, e rigori neutralizzati. Tra la semifinale contro la Spagna e la finale contro il Belgio, sono ben 5 i penalty respinti dal classe 2009, di cui uno durante i tempi regolamentari. Una serie di prestazioni dirompenti, che lo mettono al centro del sistema Lecce: sarà lui il proprietario dei pali dei salentini.
Dennis Beldenti, Fiorentina
In un mondo divorato dalla cultura dell’hype, dobbiamo subito fare chiarezza: Dennis Beldenti è un talento di caratura purissima, ma andrà aspettato. Avrà i suoi momenti di flessione negativa, e forse all’inizio farà fatica ad imporsi in una Primavera. Stavolta, la carta d’identità ha un suo peso specifico: parliamo di un classe 2010, che ha sulla schiena il peso di un cartellino da 1 milione di euro. Il destino gli ha già messo addosso una discreta pressione, ma è proprio sotto pressione che nascono i diamanti più preziosi, e la sensazione è che l’ex Brescia possa ambire allo status di “wonderkid”.
Davide Sorino, Inter
Il binario di sinistra dell’Inter ha trovato un altro potenziale erede a cui consegnare la corsia nel “post Dimarco”. Davide Sorino non è stato soltanto il leader carismatico dell’Under 18 nerazzurra campione d’Italia. Il 2008 è anche e soprattutto un facilitatore di gioco, un regista offensivo prestato alla fascia, e un fluidificante della proposta offensiva. 17 G/A nella stagione 25/26, con quei 13 assist a referto che spiccano per la dimensione del dato e per il collegamento diretto con i grandi esterni dell’Inter ai piani più alti. Il diciottenne è quindi chiamato a confermare i segnali di crescita, prendendosi la corsia mancina e continuando ad essere un notevole fattore offensivo.
Diego Perillo, Atalanta
Un killer spietato, che ha cannibalizzato tutte le statistiche dell’annata appena conclusa. Con l’Empoli è stato semplicemente incontenibile: in stagione regolare, ha segnato 23 gol in 22 presenze (media di più di uno a partita) nel Campionato U17, in cui sembrava un gigante in mezzo alle formiche. Trascinante anche nella fase finale, con l’assist decisivo nei quarti di finale con la Lazio, la scintillante tripletta che mandato al tappeto il Genoa in semifinale, e gol e assist in finale con la Juventus. Ma il classe 2009 non era sazio, e ha banchettato anche con le difese dell’Europeo U17: timbro all’esordio nel torneo e doppio assist nella partita successiva, all’interno di una competizione vinta dagli azzurrini. Adesso, il salto all’Atalanta, che ha 2 milioni di motivi per vedere il suo nuovo bomber in azione.
Federico Croci, Fiorentina
Avere il mondo in mano a sedici anni? Si può fare, specialmente se hai quel tipo di talento. La viola ha scoperto l’ennesimo baby fenomeno nel proprio settore giovanile, e Grosso non ha esitato a fargli respirare aria da prima squadra. Federico Croci, fantasista classe 2010, ha già esordito contro QPR e Watford nelle amichevoli estive, ma nel corso della stagione verrà presumibilmente integrato in Primavera. In questo contesto, proverà a fare quello che ha già fatto con l’Under 17 e l’Under 18: dominare nonostante sia pesantemente sotto età. A 15 anni esordiva in Under 20, qualche mese dopo invece potrebbe essere uno dei talenti più decisivi del campionato. Il simbolo di una crescita spaventosa, che non conosce freni.
Mattia Angelicchio, Milan
Un altro sedicenne irrompe in questa top 10. Ha chiuso la stagione in crescendo, prendendo le redini del centrocampo del Milan in Primavera, e per questo ci attendiamo un atto di forza nella prossima stagione. Angelicchio dovrà essere il ragioniere di un “diavolo” a cui manca fosforo e idee in cabina di regia, per alimentare il gioco offensivo. 10 presenze con l’Under 20, di cui 9 nel 2026: il segno di un arrivo graduale all’interno dei meccanismi del gruppo.
Mattia Guaglianone, Roma
Una gemma nascosta per chi non è assiduo frequentatore dell’Under 18, una piacevole conferma per chi invece lo ha visto incantare con la maglia della Roma. Il collegamento più facile è quello con l’allenatore: difficilmente Mattia Scala perderà la chance di promuoverlo in Primavera, dopo averlo fatto leader del suo gruppo nella scorsa annata. Classe 2010, fantasista con colpi e giocate a cinque stelle, Guaglianone potrebbe essere la risposta alla crisi d’identità dei giallorossi, spenti e sbiaditi proprio in “zona fantasia” durante il periodo di pesante declino della stagione 25/26. Un altro indizio ce lo offre un evento che esula dal terreno di gioco: la Roma lo ha appena blindato, offrendogli un rinnovo di contratto che risuona come dichiarazione di intenti.
Gabriel Kulla, Sassuolo
Per mesi a contatto con il vertice della classifica marcatori, Gabriel Kulla è stato il leader carismatico e tecnico di un Sassuolo in evidente debito di ossigeno, che si è nutrito degli spunti del proprio attaccante. 24 G/A, tradotti in 16 centri e 8 assist al primo anno in Primavera. Il preludio di qualcosa di ancora più importante? Lo vedremo nella stagione 26/27, dove è chiamato a dare continuità agli stupendi segnali lanciati nella passata annata.
Destiny Elimoghale, Juventus
Ci sono tante parole che potrebbero tradurre fedelmente l’obiettivo di Elimoghale alle porte della sua seconda stagione in Primavera 1. C’è la voglia di riscatto, dopo la finale di Coppa Italia persa, in cui non ha inciso come voleva. Anche l’ambizione di squadra di voler centrare i playoff, ma anche quella personale di voler innalzare il proprio apporto negli ultimi metri di campo. C’è persino, egoisticamente, la voglia di puntare magari all’Under 23 a suon di prestazioni. Ma al di là di tutte le valutazioni sulla fattibilità o meno di tutte queste dinamiche, c’è la consapevolezza che quella che sta per arrivare sarà l’annata della verità per il gioiellino ancora molto grezzo della Juventus. La parola ora passa al campo.
Antonio Arena, Roma
Torniamo in giallorosso perché è inevitabile terminare la nostra rassegna con un 2009 che ha già folgorato il Primavera 1. Impatto ottimo con la categoria, talento, presenza in area di rigore e gol: Arena ha già mosso dei primi passi molto decisi verso la consacrazione ad uno dei talenti più interessanti del futuro della Nazionale. Ora però, serve la continuità che non gli ha permesso di trasformare la stagione da 10 gol e 4 assist in un capolavoro, complice l’appannamento delle ultime settimane di campionato.
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