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ESCLUSIVA MP – Caliaro: “Modena modello di valorizzazione del territorio. Wiafe e Colpo le nostre vittorie”
Intervista esclusiva a Davide Caliaro, responsabile del vivaio del Modena: il successo di Wiafe e Colpo, la formazione dei giovani e il legame col territorio.
Il Modena raccontato da Davide Caliaro, responsabile del settore giovanile gialloblù
Il Modena è attualmente in zona playoff di Serie B. Nella squadra di Sottil stanno figurando molti giovani, come Samuel Wiafe ed Edoardo Colpo, prodotti del settore giovanile gialloblù che hanno già trovato spazio tra i grandi. Abbiamo dunque chiesto a Davide Caliaro, responsabile del settore giovanile, quali siano gli obiettivi della società per il vivaio modenese e non solo. Di seguito le sue dichiarazioni in esclusiva ai microfoni di MondoPrimavera.com.
Le parole di Davide Caliaro
Analizziamo la stagione del settore giovanile: c’è una formazione che l’ha colpita maggiormente? È soddisfatto dei risultati?
“La Primavera sta facendo un ottimo percorso in Primavera 2 girone A: con la sua terza posizione, è un segnale che stiamo lavorando per bene, al netto anche dei profili che siamo riusciti a portare in prima squadra come Wiafe e Colpo. La nostra vera vittoria è questa. Poi per quanto riguarda le altre annate, parlo dell’U17 che è quella più vicina alla Primavera, sta facendo un percorso importante nonostante alcuni infortuni traumatici”.
Samuel Wiafe, classe 2008, ha esordito in Serie B contro l’Entella: ci parli di lui.
“Samu è un ragazzo straordinario, d’oro, dai grandi valori e umiltà. Poi ha delle ottime qualità tecniche, nelle letture in campo delle fasi di gioco. Sono convinto che il percorso che ha fatto quest’anno in Primavera gli abbia dato molto sotto questo punto di vista, credo che si stia ritagliando uno spazio importante. Poi volevo sottolineare un ulteriore aspetto: che dietro la crescita del ragazzo c’è la grande visione della proprietà per quanto riguarda i giovani e il settore giovanile: lui, classe 2008, trova spazio in prima squadra dopo essere cresciuto nel vivaio per anni, dagli U15, grazie anche alla lungimiranza di Andrea Catellani e Alessandro Consolati. Ci deve essere una totale sinergia tra i meccanismi della prima squadra”.
Un altro che ha esordito recentemente è Edoardo Colpo.
“Premetto: Edoardo gioca in un ruolo differente rispetto a Wiafe, ha una storia di vita differente, bravissimo ragazzo anche lui. Per noi è estremamente importante l’impegno umano dei ragazzi. Ha trovato una minore continuità rispetto a Samuel ma proprio per una questione di ruolo. Ha fatto però vedere una grandissima crescita che l’ha appunto portato poi all’esordio in serie B”.
Dopo la mancata partecipazione ai prossimi Mondiali da parte dell’Italia, si è aperto un dibattito in merito alla formazione dei giovani calciatori. Da quali valori bisogna partire per crescere un ragazzo attraverso questo sport?
“È un mondo che va esplorato e strutturato: i ragazzi delle giovanili si allenano in media due ore e mezza al giorno, quindi 10-15 ore settimanali. Se consideriamo le ore di una giornata, sappiamo bene che non sono sufficienti. Per questo all’interno della squadra è necessario che ci siano figure che forniscano i giusti strumenti, a livello di gioco e non solo. È importante anche andare a lavorare soprattutto sull’area psicologica. Abbiamo un altro tipo di progetto che si chiama “Salute e Performance” che ha l’obiettivo di formare l’uomo prima del calciatore. Ma non solo: non tutti i ragazzi nel futuro faranno i calciatori, quindi chi non riuscirà, sarà comunque una persona migliore e nel domani potranno essere giardinieri migliori, architetti migliori, cuochi migliori, fratelli, sorelle, compagni migliori. Cerchiamo dunque di lavorare per strutturare la persona. È l’obiettivo centrale. Coinvolgendo anche relatori esterni in alcuni eventi che organizziamo: abbiamo coinvolto il Modena Calcio e il Modena Volley nell’incontro “Vivere e decidere sotto pressione. Dentro e fuori il campo di gioco” che aveva come tema centrale la gestione della pressione, sia in ambito sportivo che nella vita quotidiana. L’evento è stato mediato dallo psicologo Luca Moratti che collabora con noi da due stagioni”.
Si può parlare dunque di un “modello” Modena? Citando non solo Wiafe e Colpo, ma anche Arnaboldi e Fabbri fissi in prima squadra.
“Sicuramente saranno gli altri a stabilire se noi siamo un modello o meno, ma sicuramente abbiamo una visione molto chiara: far andare ogni realtà della nostra società, prima squadra e settore giovanile, nella stessa direzione. Siamo un modello dal momento in cui questa visione si articola in tante qualità, a partire proprio dai nostri percorsi formativi. A me piace pensare che siamo un modello, ma allo stesso tempo non siamo un’isola in mezzo al nulla: siamo una società su un territorio che per noi è fondamentale, anche perché è la dove spesso andiamo a guardare i nostri giovani calciatori. Lo testimonia anche il nostro progetto “Canarini si cresce”, dedicato appunto alla valorizzazione del settore giovanile e alla collaborazione con le società calcistiche del territorio. Non solo in termini di calciatori, ma anche formazione di allenatori, preparatori, osservatori attraverso corsi gratuiti, proprio per promuovere il movimento calcistico modenese. Non è semplice fare sistema, quindi è importante che si creino questi rapporti sinergici tra tutte le parti”.
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