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Primavera 1, la Top 10 degli attaccanti del campionato

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Daniel Mikolajewski Parma

Primavera 1, è tempo di bilanci: la Top 10 attaccanti

Chiuse le tende del sipario sulla stagione regolare, in Primavera 1 è tempo di tracciare i primi bilanci. Scopriamo quindi i migliori interpreti ruolo per ruolo, in una serie di Top 10 che ci aiuteranno a delineare anche il futuro dei principali protagonisti del campionato. Si continua con i fantasisti: trequartisti, esterni d’attacco, seconde punte, ma di indole ispiratori o valvole di sfogo offensive. Ecco i 10 che hanno colorato in modo più vivace la stagione delle proprie squadre.

1 – Paco Esteban, Lecce

Gli abbiamo attribuito talmente tanti aggettivi durante la stagione, che ora è quasi superfluo aggiungerne altri. Killer spietato dell’area di rigore, cinismo metodico unito all’istinto quasi estemporaneo di chi sa adattarsi al film della partita. 21 gol, 3 assist, lo scettro di capocannoniere del Primavera 1, ma soprattutto una dimostrazione di forza che non può rimanere inascoltata. Qualcuno ai piani alti dovrà pur accorgersi della sua vena realizzativa impressionante. E quel qualcuno potrebbe essere anche lo stesso Lecce, ma un gradino più su rispetto alla Primavera…

2 – Daniel Mikolajewski, Parma

A tratti immarcabile: l’uragano Mikolajewski si è abbattuto con la sua forza distruttrice sul Primavera 1, lasciando solo macerie nelle difese avversarie e spargendo il sale sul terreno. Perché il 9 del Parma non è soltanto un bomber, è un giocatore con un istinto fuori dal comune, che si diverte a trovare soluzioni sempre diverse per mandare al tappeto le retroguardie avversarie. Ha il temperamento vulcanico di uno dal sangue “caliente”, ma anche l’indole da gelido killer del freddo nord: tutto questo, in una struttura fisica da 184 centimetri di pura potenza. Su punizione, aprendo spazi per i compagni o caricando a testa bassa: quando decide di incidere, Mikolajewski lo fa. E i numeri parlano per lui: 26 G/A, il dato più alto del campionato, frutto di 20 reti e 6 passaggi vincenti. In un solo aggettivo: devastante.

3 – Nicolò Baldo, Atalanta

Passiamo da una personalità esuberante, a una più misurata, con un unico filo conduttore. Anzi, due: il talento e la capacità di vedere la porta. Il killer instinct e la facilità nell’impattare sulle partite di Nicolò Baldo, è inversamente proporzionale al numero di parole che pronuncia all’interno della partita, o di spallate e duelli fisici che ingaggia. È un altro modo di dominare, ma altrettanto efficace, come dimostrano i suoi 18 gol e 7 assist in 32 presenze. L’Atalanta si è alimentata dei suoi spunti, delle sue giocate risolutive e anche del suo modo di svariare sul fronte offensivo. Peccato per non aver centrato i playoff, ma la consolazione è la Coppa Italia conquistata da assoluto protagonista.

4 – Riccardo Braschi, Fiorentina

Le posizioni, almeno all’interno della Top 5, differiscono per inerzie, per dettagli minuscoli. Il bomber dei campioni d’Italia è al quarto posto, ma c’è la netta sensazione che sia anche lui qualcosa di speciale. Con il nativo di Firenze arriva in classifica un altro modo ancora di concepire il ruolo di prima punta: è accentratore, sa fare gol in tanti modi, ma è anche rifinitore aggiunto, ha senso della giocata e viene spesso a fare da raccordo con il centrocampo. Nel suo bagaglio, uno Scudetto su cui ha impresso il proprio marchio a fuoco con il penalty decisivo; in stagione regolare invece, sono arrivati 17 gol e 5 assist.

5 – Ioan Vermesan, Hellas Verona

Nella parte finale della stagione ha fatto le prove generali in Serie A, accumulando 6 presenze in un momento in cui il Verona aveva già abbandonato l’idea di poter centrare la salvezza. Prima dell’apprendistato con i grandi, Ioan Vermesan ha dominato con l’U20, in particolare tra gennaio e febbraio 2026, quando ha condensato 9 gol e 1 assist in 7 partite e aveva cambiato prospettive ad una squadra che cominciava ad ambire ai playoff. Alla fine della sua terza stagione in Primavera, il conto complessivo è di 85 presenze, 32 gol e 11 assist. Aspettando la Serie B, che potrebbe garantirgli un posto nelle rotazioni e un minutaggio consistente.

6 – Filippo Galvagno, Cesena

Con buona pace di chi pensa che il talento italiano non esista, ecco un altro marcatore puro con sangue tricolore. A Cesena si sono goduti una stagione tra le nuvole, con l’umore alle stelle e un entusiasmo travolgente. Il tutto, alimentato da un attacco da 70 gol (il migliore del campionato con Fiorentina e Inter), di cui 23 sono arrivati grazie alle reti o agli assist di Filippo Galvagno. Di tecnica, di prepotenza o anche solo di presenza in area: il classe 2007 sa vivere gli ultimi venti metri come pochi altri. E il fatto di aver inciso sul 33% della produzione offensiva della squadra, è un altro elemento a favore del talento di Alba.

7 – Gabriel Kulla, Sassuolo

Scorer, assistman e leader tecnico: non c’è una cosa che Gabriel Kulla non sappia fare. È il primo 2008 nella lista, ma la classe e i colpi lo elevano a protagonista assoluto nella stagione opaca del Sassuolo. Un anno in bianco e nero per gli emiliani, in cui gli sprazzi di colore li inseriva soltanto l’albanese, con la sua energia trascinante. 16 gol segnati, 8 assist confezionati e un’ultima parte di campionato da dominatore incontrastato: dalla 27a alla 38a giornata ha messo a referto 9 reti e distribuito 6 assist, nel momento in cui i neroverdi avevano bisogno di mettere sottochiave la salvezza.

8 – Paul Mendy, Cagliari

La Serie A lo ha già conosciuto, grazie alla solita visione di Pisacane che lo ha aggregato spesso con la prima squadra. Eppure, restringendo il campo alla Primavera, la stagione di Paul Mendy non è meno impressionante. Alla sua prima annata con l’U20, il classe 2007 parte a rilento, segnando solo 2 gol nelle prima 15 partite. Ciò che arriva dopo però, è qualcosa di inspiegabile: da dicembre, il senegalese comincia a timbrare a raffica, trovando 8 reti nelle successive 9 gare. Conclude con 14 centri e 3 assist, alternando alla Primavera anche un po’ di Serie A, con il picco massimo rappresentato dalla doppietta nel 3-2 contro l’Atalanta del 27 aprile. E per non farsi mancare nulla, marchia a fuoco anche la finale playout, affondando il Napoli con 1 gol e 2 assist.

9 – Muhammed Colley, Frosinone

Dalla Serie D alla Primavera: per molti un ridimensionamento, per Colley una parte del suo processo di crescita. E infatti, con l’U20 del Frosinone ha messo in mostra la sua capacità atletica fuori scala e la sua potenza specialmente in campo aperto. Duttile e decisivo, ha ricoperto varie funzioni nel pacchetto offensivo dei gialloblù, partendo anche dalla fascia sinistra oltre che attaccando per vie centrali. In 36 presenze, il gambiano ha raccolto 14 gol 6 assist: bottino notevole, ma non abbastanza per evitare lo spettro della retrocessione in Primavera 2.

10 – Tommaso Gabellini, Torino

Nelle ultime tre stagioni, ha rappresentato l’anima e il cuore pulsante del Torino. Il granata è ormai la sua seconda pelle, e quando Tommaso Gabellini scende in campo non lo fa soltanto per incidere, ma anche per cambiare il destino della squadra. Con la stagione 25/26 ha sfondato ufficialmente il muro delle 100 presenze in Primavera, dato tanto impressionante quanto inquietante perché dimostra un certo immobilismo della prima squadra nei suoi confronti. E anche quest’anno, doppia cifra abbondantemente garantita: 14 gol e 2 assist all’attivo.

Menzioni onorevoli: Durmisi e Arena

Non è stato soltanto il campionato dei veterani, ma anche la stagione dei volti nuovi. Ci concediamo questa variazione sul tema per citare due nomi che (a meno di clamorose chiamate in prima squadra) il prossimo anno potrebbero dominare il Primavera 1, come in parte hanno già fatto nel 25/26. Parliamo di Arman Durmisi e Antonio Arena. 

Nella stagione del 2008 della Juventus c’è una sliding door, e arriva alla 17a giornata contro l’Atalanta: la doppietta nello 0-2 di Bergamo gli spiana la strada verso l’undici titolare, e il diciassettenne risponde con un girone di ritorno spaventoso. Alla fine saranno 10 gol in campionato, e una doppia cifra da parte di un minorenne è sempre un segnale da attenzionare.

Anche per il 2009 della Roma c’è da segnalare l’ottimo bottino da 10 timbri e 4 assist, ma nella sua stagione l’espressione massima del suo talento da predestinato l’ha mostrata davanti ai 60 mila dell’Olimpico, in un 2-3 di Coppa Italia che traccia un “prima” e un “dopo” nella sua carriera. Ancora sedicenne, Arena attacca lo spazio alle spalle della difesa del Torino e incorna il suo primo gol tra i professionisti.

Insomma, due nomi destinati a brillare nel futuro prossimo di Juventus e Roma.

Luca Ottaviano

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