Seguici su

ComoPrimavera 2AIl calcio dei grandi

Como, dalle parole di Fabregas al lavoro con l’U20 e l’U17: i giovani italiani al centro del futuro

Dallo sfogo di Fabregas alle parole di Suwarso: il Como vuole fare sul serio per quanto riguarda i giovani italiani.

Pubblicato

il

Como esultanza

Dall’appello di Fabregas al lavoro sulle under: il Como vuole aprirsi all’Italia

In qualche mese, sulle sponde del lago di Como è cambiata totalmente la narrazione. Le parole di Fabregas riecheggiano ancora, ma nel giusto contesto servono come spinta per un’inversione della tendenza. Così, per dare continuità alla promozione in Primavera 1, adesso i lariani puntano a intensificare il lavoro sui giovani italiani di prospettiva, come richiesto a gran voce dal proprio allenatore e dal calcio italiano.

Como, giovani italiani? Suwarso anticipa qualcosa di interessante

In casa Como, c’è un’etica del lavoro e una programmazione che impone una certa serietà quando si trattano alcuni argomenti. Così, una polemica che in molti casi potrebbe sembrare sterile, come la mancanza di talento italiano introdotta da Fabregas, diventa spunto di riflessione per il futuro. In particolare, ci pensa il presidente Mirwan Suwarso, in prima persona, a fare da eco al proprio allenatore. In una recente intervista, il patron dei lariani ha dato due impulsi interessanti, che vanno captati e interpretati a dovere. Anche i lombardi sono attenti al talento italiano, ma il costo e le modalità di pagamento troppo stringenti ne hanno per ora limitato la presenza nell’organico. E poi arriva l’elemento forse più interessante: quello dei 4 o 5 giovani che il Como si sta costruendo in casa.

I nomi di un Como… “made in Italy”

Proviamo dunque a delineare l’identikit di alcuni di loro: per quanto riguarda il primo profilo, tutti gli indizi ci portano ad Alessio Baralla. Cosa ci spinge ad esporci sul suo nome? In primis, l’investimento fatto a gennaio: il classe 2008 arriva dall’Empoli in prestito con obbligo di riscatto per una cifra intorno ai 700 mila euro. Uno sforzo economico che è di per sé un attestato di stima, specialmente per un giocatore che al momento del suo arrivo al Como non era ancora maggiorenne.

Interno di centrocampo dinamico, mobile, capace di interscambiarsi coi compagni, per caratteristiche si cala perfettamente nel contesto di una squadra che dai suoi centrocampisti ricerca spunti, pensiero verticale e proprietà tecnica. Dal suo arrivo in U20, non ha più lasciato l’undici titolare, ed è stato un fattore nell’ultima parte della cavalcata verso il Primavera 1.

E togliendo dall’equazione Mezsargs, che è un cheat code in Primavera ma è di origini lettoni, non ci resta che fare un po’ di speculazioni sugli altri nomi in orbita prima squadra: l’investimento da 300 mila euro ci costringe ad accendere i riflettori anche su Lorenzo Bonsignori, 2007 ex Atalanta che appartiene a quella ormai celebre tradizione di esterni della “Dea” con progressione e agilità

Jacopo Simonetta (2006 ex Cagliari e con esperienza in Serie C al Siracusa) è invece il tuttofare del centrocampo: coltellino svizzero di assoluta affidabilità, è un mutaforma che sa travestirsi da fantasista, da agitatore sulla mediana o addirittura da attaccante esterno. Concludiamo con Samuele Pisati, 2009 arrivato gratis la scorsa estate e subito accentratore in Primavera, grazie ai 6 gol in 26 presenze alla prima esperienza in U20.

Un’ultimissima scommessa, più per il lungo periodo. è quella di Riccardo Cassano: Fabregas lo avrebbe voluto con sé lo scorso weekend, certificando la presenza ingombrante degli occhi della prima squadra sul sedicenne. Lo spagnolo ha detto di lui che è “un play fantastico”, ma da qui a diventare un “crack” c’è un percorso di crescita da fare. Magari ripercorrendo le orme di Màximo Perrone, suo autentico idolo (per sua stessa ammissione), per il controllo che ha in campo.

Qualche suggestione di mercato

Non si chiude qui la parentesi sul restyling del Como: per aggiungere un tocco di tricolore infatti, il mercato potrebbe essere risolutore. Lo stesso Suwarso ha fatto il nome di Venturino, e il classe 2006 di proprietà del Genoa funzionerebbe come un assolo di Jimi Hendrix in un pezzo rock. Per il 19enne, la trequarti vuoldire libertà di espressione, e non c’è contesto migliore rispetto ad una squadra le cui chiavi sono in mano al giocatore più atipico e talentuoso, ovvero Nico Paz.

Infine, qualche consiglio libero: Mattia Liberali è un profilo molto simile a Venturino. Rapidità di pensiero e con la palla al piede, il classe 2007 sta completando una maturazione tecnica che si compone anche di una stagione in Serie B a Catanzaro. Dalla Primavera invece, interessanti Galvagno Braschi, per il modo in cui interpretano il ruolo di numero 9: il primo vive maggiormente di presenza fisica e tecnica, il secondo è un fluidificante offensivo e un ottimo scorer.

In sostanza, i lagunari si stanno aprendo delle nuove strade, che implicano una presenza più massiccia di italiani in futuro. Con buona pace di chi archiviava le parole di Fabregas come una protesta sterile e inconcludente…

Luca Ottaviano

Google News Rimani aggiornato seguendoci su Google News!
SEGUICI

Continua a leggere le notizie di Mondo Primavera e segui la nostra pagina Facebook

Clicca per commentare

Tu cosa ne pensi?

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *