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La Roma e l’intrigo trequarti: l’addio di Coletta e un “baby Rodrigo Mora” già pronto in Primavera

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Roma esultanza

Roma, un rebus trequarti tutto da sciogliere

La Roma sta continuando ad aggiungere tasselli nel proprio mosaico, ma c’è un buco al centro del disegno ancora lontano dall’essere colmato. Per molti un dettaglio, per i giallorossi invece è quasi un’ossessione, che ha un volto, un nome e un cognome: Rodrigo Mora. Fantasista, classe 2007 tutto estro e creatività, il portoghese è il profilo che il club ha individuato per ovviare ad un’assenza di fantasia sulla trequarti, che senza Dybala non ha interpreti in grado di trovare soluzioni fuori dagli schemi o giocate di genio puro.

Arrivare al giocatore del Porto però, si sta rivelando più complicato del previsto: una difficoltà che apre nuovamente un dibattito sulle scelte e sulla visione del quadro d’insieme, che spesso in queste occasioni cede il passo alla frenesia. I giallorossi infatti, ne avevano già costruito uno in casa, ma la sua uscita di scena un’estate fa ora rende necessario guardarsi nuovamente intorno. E dalla Primavera potrebbe arrivare una soluzione interna ambiziosa, nella sostanza e nella forma…

Da Coletta a Rodrigo Mora: un filo ininterrotto che parla di… necessità

Si dice che ci accorgiamo del valore delle cose solo quando le perdiamo. Ebbene, a Trigoria forse hanno sottovalutato l’assenza di Federico Coletta. Il classe 2007, che al Benfica sta vivendo una metamorfosi sia tecnica che tattica, è stato tutto ciò che oggi la Roma ricerca in un altro trequartista dal baricentro basso e con il senso della giocata come suo mantra. Oggi si è trasformato in un line-breaker, uno capace di rompere le linee, insinuarsi nelle crepe del sistema avversario e incidere con l’ultima giocata.

Nella sua esperienza alla Roma, Coletta era un trequartista di associazione, un catalizzatore capace di concludere in prima persona o di fluidificare il gioco. Il tutto assume credibilità se si citano i suoi numeri: nell’ultimo anno in Primavera 1 ha messo a referto 14 gol e 3 assist, in un’annata dominante; nella sua prima stagione nella seconda squadra del Benfica, ottimo apprendistato da 7 reti 3 passaggi vincenti. Simbolo di un processo di transizione che qualcun altro ha avuto il coraggio di innescare.

Così, a distanza di 365 giorni quel milione di euro guadagnato dalla sua cessione, rischia di tramutarsi in cinquanta milioni… di rimpianti. È questa la cifra che ora serve per strappare Rodrigo Mora al Porto, una somma che certifica anche il lavoro svolto dalla società su di lui. Quel lavoro che tra i cancelli di Trigoria non è stato portato a termine, nonostante il talento e le giocate parlassero chiaro. Insomma, uno scenario piuttosto curioso, che parla portoghese nonostante tutte le strade portino a Roma…

Guaglianone o Falcetta: la formula per tornare a sorridere è in Primavera

Siamo davanti ad un bivio, una sliding door che riporta la Roma a dover valutare nuovamente il da farsi. I giallorossi hanno messo il mirino su Rodrigo Mora, con un atteggiamento quasi predatorio e addirittura con una formula d’acquisto che potrebbe adattarsi alle richieste del Porto. La via però, potrebbe essere un’altra, sicuramente controintuitiva rispetto alla strada presa dal club. In Primavera infatti, ci sono due profili che ricordano molto da vicino il classe 2007 portoghese. Due nomi plasmati da Mattia Scala, chiamati quest’anno a certificare quanto di buono hanno fatto vedere nell’Under 18.

Il primo è reduce da una stagione in doppia-doppia: Pietro Teixeira Falcetta, italo-brasiliano che unisce le sonorità latine del gioco carioca alle influenze della tradizione calcistica italiana; un cocktail di tante caratteristiche diverse, che è esploso con un’annata da 16 gol e 10 assist nel Campionato U18. L’altro profilo è invece un jolly più interessante, perché significherebbe dover puntare su un classe 2010. Mattia Guaglianone sarebbe una scommessa, quel rischio che non è stato corso nell’estate 2025 e che rischia di rimanere negli archivi qualora arrivasse un accentratore come Mora. Estro, qualità e ricerca nelle giocate, il suo 2026 ha segnato il passaggio in Under 18 a soli 15 anni, con un impatto da 3 centri e 4 offerte ai compagni in 13 presenze. Insomma, dall’Under 20 arrivano dei segnali, ora è la Roma a doverli tradurre nel modo più giusto…

Luca Ottaviano

 

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