Primavera 1
Primavera 1, le cinque favorite per la vittoria finale: c’è una grande esclusa
A venti giorni dal ritorno in campo del Campionato Primavera 1, proviamo a delineare i rapporti di forza ai vertici.
Primavera 1, i primi “exit poll” del Campionato… a bocce ferme
Non siamo ancora entrati nel vivo della stagione 26/27, ma a circa 20 giorni dall’inizio del Campionato Primavera 1, possiamo provare a delineare le gerarchie ai vertici. Alcune squadre si presentano ai blocchi di partenza con qualcosa da aggiustare, altre con dei fantasmi da scacciare; altre ancora, con il peso di doversi riconfermare. E in un torneo dove nulla è scontato, i rimescolamenti sono all’ordine del giorno.
Primavera 1, le cinque “favorite” per la vittoria finale
Precisando come non sia una classifica in ordine di forza delle squadre, ma solo un’indicazione data dal lavoro svolto durante la “off-season”, ecco la Top 5 dei club con più chance di recitare un ruolo da protagonista nella prossima stagione.
Due esclusioni di lusso: Parma e Milan
Cominciamo dalle note stonate, quelle squadre che per una serie di motivi potrebbero rischiare di subire un ridimensionamento nelle aspettative. Il Parma riparte da Nicola Corrent, forse la più grande certezza in un’estate che ha consegnato all’allenatore tanti dubbi. Il primo riguarda l’inevitabile ricambio generazionale, che ha tolto ai crociati molto peso offensivo e una serie di leader tecnici importanti anche negli equilibri mentali. Ottimo l’arrivo di Simone Lontani, fantasista classe 2008 soffiato proprio al Milan, ma gli emiliani hanno perso la regia e gli inserimenti di Tigani, il killer instinct di Mikolajewski, gli impulsi di Cardinali e Plicco. Una serie di interrogativi a cui il tecnico dovrà dare risposte.
Sponda rossonera, il “diavolo” è nei dettagli, e tutti ci indirizzano verso un’altra stagione zoppicante. La perdita di Lontani non sembra essere stata assorbita nel modo giusto, in più l’emorragia non si è fermata solo alla zona fantasia: tra i pali, Longoni ha lasciato per accasarsi al Paris Saint-Germain. Infine, Scotti ha preso al volo la chance di misurarsi con la Serie C, approdando al Savoia. Mancheranno tre colonne portanti, e le fondamenta andranno ricostruite: un compito piuttosto complicato, considerando la forbice molto larga nei confronti delle grandi del campionato.
La Fiorentina e quella voglia di ripetersi
Non è un evento raro in un torneo come il Primavera 1, e l’ultima a riuscirci è stata l’Inter nel biennio 16/17 e 17/18. La Fiorentina si presenta ai nastri di partenza con lo scudetto cucito sul petto, e con la voglia di fare “back to back”. Anche la viola ha dovuto fare i conti con una serie di addii importanti, ma in questo caso l’ingresso di nuovi talenti potrebbe non farne sentire la mancanza.
Nel reparto arretrato è arrivata la mossa più altisonante: l’eredità di Sadotti e Kouadio verrà presa in consegna da Kospo, chiamato ad una stagione da primo ministro difensivo, e soprattutto da Beldenti, talento classe 2010 pagato 1 milione di euro. In avanti, è uscito Braschi, ma è entrato Federico Croci, altro classe 2010 abituato a stupire in ogni contesto. Grosso ne ha assaporato il potenziale nel pre-stagione, dove il sedicenne ha regalato spunti da fenomeno con la prima squadra.
Insomma, per ogni addio importante, la Fiorentina sembra avere già la risposta in casa. Motivo in più per preparare un altro assalto allo scudetto.
Juventus: è tempo di tornare grande
La storia recente dei bianconeri, racconta di un’altalena di risultati piuttosto snervante. Una discontinuità che ha fatto perdere consistenza e contatto nei confronti delle parti alte della classifica. La Juventus non entra in top 3 dalla stagione 20/21, ma ha centrato il quinto posto in tre delle ultime cinque occasioni. Male invece negli ultimi tre anni, con un dodicesimo e un ottavo posto che certificano questa assenza di regolarità. Sarà quindi compito di Elimoghale e compagni tornare ai vertici: il classe 2009 è chiamato ad alzare i giri del motore, accompagnato dal compagno di nazionale Corigliano e dalla crescita dei 2008. In difesa, ci si aspetta tanto dal blocco belga De Brul-Gielen, mentre a centrocampo Makiobo, Tiozzo e Borasio dovranno fare i leader.
Inter, novità e freschezza per insidiare il primo posto
La vittoria dello scudetto dell’Under 18, come motore per i successi della Primavera. Sono tredici i giocatori che erano presenti nella finale scudetto lo scorso 13 giugno, e che oggi fanno parte dell’Under 20. Tra questi, ci si aspetta il definitivo salto di qualità da: Matteo Farronato, già 16 presenze all’attivo in Primavera; Patryk Makiewicz, che dovrà recitare un ruolo apicale nel pacchetto arretrato; Davide Sorino, terzino goleador chiamato a raccogliere l’eredità tecnica di Marello; La Torre, Putsen e Vukoje, terzetto di centrocampo che ha già assaggiato il campionato Under 20. Infine, Kevin Moressa, esterno dotato di colpi da numero 10 che ha già collezionato 12 presenze in Primavera 1, impreziosite da 3 gol e 2 assist.
Insomma, il futuro sembra scintillante nella sponda nerazzurra di Milano, e i margini di crescita di questo gruppo sono molto alti.
Roma: la…scalata per il successo
Perdonate il facile gioco di parole con il cognome del nuovo allenatore. L’estate ha portato una sterzata di freschezza in casa giallorossa. Totale rottura con il passato e una nuova strada da tracciare, il tutto credendo nei valori e nei concetti di Mattia Scala e del suo gruppo di ragazzi. Il tecnico, che è entrato a Trigoria nel 2014 e non ne è mai uscito, ha completato il suo personale processo di crescita toccando con mano tutte le categorie del settore giovanile giallorosso. L’ottimismo nei confronti della Roma deriva quindi dalla sua esperienza nel plasmare il talento dei giovani. Ora, il classe 1994 avrà a disposizione un gruppo con grandi qualità e con un potenziale da indirizzare al meglio. Arena e Guaglianone dovrebbero essere i riferimenti offensivi, “dynamic duo” estremamente ben assortito grazie a killer instinct, fantasia e creatività.
A loro si unisce Falcetta, per comporre un tridente sulla carta detonante. A centrocampo, gli strappi di Giammattei, mentre nel reparto arretrato la forza arriva dalle corsie, con Carlaccini e Lulli pronti a prendersi le fasce. Un mix di sensazioni interessanti, sufficienti per presentare la propria candidatura al tavolo delle grandi.
Atalanta: l’obiettivo playoff e un nuovo principe in attacco
È forse una delle squadre più attese, perché deve riscattare un ultimo periodo tremendamente discontinuo. Quindicesimo posto nel 22/23, retrocessione quasi accarezzata nel 24/25, e nel 25/26 un settimo posto colorato soltanto dalla Coppa Italia conquistata. Il mercato però, arriva in soccorso: l’Atalanta ha perso il cinismo di Baldo, ma ha acquistato Diego Perillo, il killer più spietato dello scorso campionato Under 17. L’ex Empoli sarà l’accentratore assoluto, e con una media spaventosa di 1 gol ogni 71 minuti giocati sarà l’incubo di ogni difesa. Con lui, ci si aspetta un’evoluzione dal gruppo dell’Under 18 chiamato al salto, ma soprattutto si attende l’impatto di Francesco Gasparello, classe 2009 che ha già alle spalle 34 partite con l’Under 20 tra campionato, coppa e Youth League.
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