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Mohamed Seck, un 2026 da leader: dal rinnovo di contratto all’incisività sui piazzati

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Mohamed Seck Roma

“Mohamed I”: è cominciato il regno di Seck nella Roma Primavera

Ce lo aspettavamo già l’anno scorso, ma con un pizzico di ritardo si è concretizzato il passaggio di consegne: la Roma Primavera si è affidata ad un nuovo “leader maximo”, ad un gladiatore che sta guidando la prima linea con carisma e presenza. Mohamed Seck, centrale classe 2006, ha aspettato il suo momento, e negli ultimi mesi ha preso la carica più prestigiosa nello scacchiere di una squadra che vuole tornare a dettare legge.

Un 2026 da primo ministro della difesa

Per difendere le proprie ambizioni da titolo, e possibilmente renderle ancora più credibili, la Roma ha bisogno di ricambio, di qualcuno in grado di prendersi responsabilità e peso specifico nelle zone più delicate del campo. Ebbene, con la crescita quasi da braccetto difensivo di Nardin, coincide l’esponenziale evoluzione nelle letture e nell’incisività di Seck. Nel triumvirato difensivo composto dal classe 2006, dal già citato Nardin e da uno a rotazione tra Terlizzi e Mirra, è proprio l’ex Pro Vercelli ad essersi preso onori e oneri del comandante difensivo. E i segni del suo passaggio sono visibili soprattutto in alcune occasioni.

Dall’inizio della stagione, in campionato figura tra i titolari nell’88% dei casi, avendo disputato 29 delle 32 partite disponibili. Ma il dettaglio più interessante è quello sul minutaggio: il senegalese ha giocato l’87% dei minuti disponibili in Primavera 1; dato che certifica la sua centralità nei meccanismi difensivi. Unite tutto questo all’elemento meno pronosticabile, ovvero la sua presenza in zona gol, e otterrete il suo 2026. Da gennaio in poi infatti, la sua presenza comincia a pesare su tutti e due i lati del campo con un’incisività senza precedenti. Sulle palle inattive, i numeri sono mostruosi: parliamo di 6 gol all’attivo, di cui 5 nei primi 3 mesi e mezzo di questo 2026.

Con il Bologna aveva accorciato le distanze su servizio di Di Nunzio, mentre con il Lecce arriva l’exploit più vistoso, con una doppietta  che indirizza i tre punti dalla parte dei giallorossi. A Frosinone si ripete mandando i titoli di coda su assist di Almaviva. Infine, con l’Atalanta apre le marcature con l’illusoria incornata del vantaggio.

La solidità del “generale di ferro” di Guidi

Mai come ora, alla banda di Federico Guidi serve un faro, un baluardo difensivo. Una guida sia spirituale che carismatica, in grado di trascinare e indicare una strada, diversa da quella pericolosa e inquietante imboccata dalla squadra nelle ultime settimane. La Roma ha ricominciato a prendere gol in situazioni rivedibili, riscoprendosi fragile dietro dopo una finestra temporale (quella tra l’1 febbraio e il 4 marzo) in cui aveva incassato 4 clean sheet su 6 gare di campionato. Con l’Atalanta è arrivato il quarto match consecutivo con almeno una rete subìta.

È dunque necessaria un’inversione del trend negativo, che passa inevitabilmente dalla presa di coscienza dei leader. E con un Seck così in forma, stringere le maglie difensive potrebbe essere meno complicato. Il nativo di Vigevano, ma con passaporto del Senegal, è per distacco il più affidabile attualmente nel pacchetto arretrato: presenza fisica, dominante per vie aeree, ma anche puntuale e preciso nelle letture degli uno contro uno e degli spazi dietro la linea.

La caccia al tanto agognato scudetto quindi, passa anche dal sapersi affidare ai giusti leader, rispettando i momenti e riconoscendo lo stato di forma. E nelle ultime settimane, Mohamed Seck ha dato segnali inequivocabili.

Il rinnovo e le prospettive future

Il suo “nuovo anno” si era inaugurato con il migliore dei propositi: la firma sul rinnovo contrattuale fino al 2027, con opzione per altri due anni a favore del club. Legato al giallorosso potenzialmente fino al 2029, il centrale mette nel mirino la prima squadra, considerando anche lo slittamento della creazione dell’Under 23. Si aprono quindi degli scenari interessanti, con il mondo dei grandi che non rappresenta più un puntino lontano, quasi all’orizzonte, ma un’opzione concreta. Soprattutto se i segnali di crescita spaventosi dati nel 25/26, dovessero continuare ad arrivare anche nei Playoff Primavera.

Luca Ottaviano

 

 

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