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Il ‘torello’ che ha conquistato l’Inter: la favola nerazzurra di Mattia Mosconi
Alla scoperta di Mattia Mosconi, l’esterno classe 2007 dell’Inter: dai gol in Youth League alla fascia di capitano con l’Italia U17.
Il ‘torello’ che ha conquistato l’Inter: la favola nerazzurra di Mattia Mosconi
Tanti appassionati, guardando le ultime partite dell’Inter, avranno notato la presenza di un volto nuovo e, soprattutto, giovanissimo tra le riserve. Si tratta di Mattia Mosconi, un ragazzo che sta attirando l’attenzione per il numero di convocazioni in crescita costante nel gruppo dei “grandi” e che rappresenta oggi uno dei prospetti più interessanti del panorama giovanile italiano.
Le origini e l’approdo all’Inter
Nato il 26 marzo del 2007 nella provincia di Sondrio, Mattia è un vero figlio d’arte: suo padre Massimo è infatti molto conosciuto in zona per il suo passato da calciatore e allenatore. Il giovane muove i primi passi nel mondo del calcio proprio nella città natale, con l’US Grosio, dove brilla e attira l’interesse dell’Inter. La società meneghina gli offre un contratto e si assicura le sue prestazioni a partire dal 2022.
Identikit tecnico: un “torello” d’attacco
Dal punto di vista fisico e tecnico, Mosconi è un esterno destro moderno e strutturato. Gioca a piede invertito e, con i suoi 176 cm di altezza, si presenta come un vero e proprio “torello”: baricentro basso e una struttura massiccia che gli permette di reggere l’urto con i difensori più piazzati. Le sue qualità principali emergono palla al piede; ama puntare l’uomo e andare via in velocità, grazie a un ottimo dribbling. Una volta entrato in area di rigore, sa essere letale: è dotato di un gran tiro, potente e preciso, che lo rende pericoloso in ogni fase dell’azione offensiva.
Il percorso nella massima serie giovanile
Un percorso giovanile di alto livello l’ha portato ad acquisire le abilità necessarie per rivelarsi una pedina chiave della Primavera nerazzurra nelle ultime due stagioni. Nel corso dell’annata passata, Mosconi si è contraddistinto tra i compagni centrando il bersaglio per 6 volte e contribuendo alla conquista dello Scudetto Primavera vinto ai play-off nella cornice del Viola Park.. Attualmente sta cercando di ripetersi e non sembra mancare molto: 5 reti e 4 assist nelle 29 partite disputate con la massima formazione giovanile, sommate a 5 spezzoni di gara con l’Under 23 di Stefano Vecchi, di cui una dal primo minuto. Mattia si è rivelato decisivo anche nella finale di Supercoppa Primavera, trovando la rete nel match poi vinto ai calci di rigore contro il Cagliari.
L’impatto nelle competizioni europee
Sebbene il rendimento domestico sia degno di nota, l’esterno destro classe 2007 ha trovato la miglior versione di sé in Europa. L’aria internazionale lo galvanizza: i suoi strappi, abbinati a un’efficacia quasi da centravanti, hanno trascinato i nerazzurri all’impresa dei quarti di finale di Youth League, prima con un’ottima prestazione di fronte a oltre 50.000 spettatori a Colonia e poi con due assist nel successivo 5-3 sul Real Betis.
I successi in maglia azzurra
Oltre al palcoscenico europeo con il club, anche la maglia della Nazionale riesce ad ispirare il giovane attaccante. Tutti i coetanei lo ricordano come un esponente di spicco della sua annata, che rappresenta ormai con continuità in azzurro. La prima soddisfazione è senz’altro la vittoria, da capitano, dell’Europeo U17 nel 2024. Sempre con l’Italia, ha trascinato l’Under 19 di Andrea Bollini alla qualificazione per l’Europeo che si svolgerà la prossima estate in Galles, segnando nel 3-0 contro la Slovacchia. Traguardi non casuali per chi è ormai un punto fermo del movimento giovanile della Penisola.
Il rapporto con la Prima Squadra
Le qualità di cui dispone hanno spinto Cristian Chivu a servirsi di Mosconi durante diversi allenamenti, ma, soprattutto, a convocarlo con la prima squadra in 4 occasioni. La prima risale al 29 ottobre scorso, quando i nerazzurri vinsero 3-0 sulla Fiorentina. Dopodiché, Mattia ha seguito il tecnico anche nelle ultime tre gare disputate: due volte con il Como e una proprio a San Siro contro il Cagliari.
Un uomo spogliatoio dai sani valori
“Seconda famiglia”. Questo è il modo in cui descrive il rapporto con la sua squadra. I compagni lo indicano come un vero e proprio “uomo spogliatoio”: un ragazzo solare e scherzoso, tanto da essere soprannominato “chacharito”. Allo stesso tempo, però, è volenteroso e ricco di concentrazione. Sono dello stesso avviso parenti e compaesani, che lo seguono con costanza indossando le sue magliette personalizzate in giro per l’Italia.
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