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Il “caso” Braschi spacca Firenze. Tra social e le parole dell’ex Cois: “Manca coraggio”
Riccardo Braschi resta in panchina contro il Sassuolo e a Firenze scoppia il caso. Le parole di Vanoli e l’opinione dell’ex Cois.
Fiorentina, il “caso” Braschi: il talento resta al palo e Firenze si spacca
Non è lo 0-0 contro il Sassuolo a occupare le frequenze delle radio locali e le discussioni dei tifosi viola, ma un’immagine simbolo: Riccardo Braschi che si scalda per tutto l’intervallo, senza tuta né pettorina, per poi accomodarsi nuovamente in panchina fino al triplice fischio. In una fase del campionato dove la Fiorentina ha poco da chiedere alla classifica, la mancata concessione di uno spezzone al classe 2006 ha sollevato un polverone che ha coinvolto dirigenti, ex calciatori e persino l’opinione pubblica extra-calcistica, soprattutto tra i tifosi sui social.
Le spiegazioni di Vanoli e il contrasto con la società
Paolo Vanoli ha cercato di spegnere le fiamme nel post-partita: “Non avrei avuto nessun problema a inserire Braschi, ma Gudmundsson stava facendo bene nel ruolo di punta”. Una giustificazione tecnica che però si scontra frontalmente con le recenti dichiarazioni del DS Fabio Paratici, il quale proprio pochi giorni fa aveva auspicato un maggiore inserimento dei giovani in orbita prima squadra, rilanciando il progetto di una formazione Under 23 viola.
Il cortocircuito tra campo e scrivania è evidente: se non ora, con una salvezza tranquilla e nessun obiettivo europeo immediato, quando è il momento di testare il futuro?
Il grido d’allarme di Sandro Cois: “Manca coraggio”
A rincarare la dose ci ha pensato l’ex centrocampista viola Sandro Cois, intervenuto ai microfoni di Radio Firenze Viola. Secondo Cois, il problema è sistemico e riguarda l’intero movimento nazionale.
“Se la società non ha il coraggio di far giocare calciatori della Primavera importanti, diventa un problema per il calcio italiano. In queste ultime partite farei giocare i ragazzi titolari per valorizzarli. Esordire in Serie A dà un entusiasmo fondamentale per il futuro, specialmente quando non hai nulla da perdere”.
La delusione di Braschi e la missione per il finale
Nonostante la comprensibile amarezza, consolata a fine gara dai compagni di squadra, Braschi ha scelto la via del silenzio e del lavoro, fedele al suo carattere solido. Il giovane attaccante vanta finora un’unica presenza tra i professionisti (a marzo contro il Rakow in Conference), ma Firenze chiede di più. Restano quattro giornate al termine della Serie A: quattro occasioni per dimostrare che il progetto giovani non è solo una dichiarazione d’intenti da rilasciare ai quotidiani, ma una realtà da costruire sul prato del Franchi.
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