Primavera 1Fiorentina
Fiorentina, Galloppa: “Primi nonostante i ragazzi promossi tra i grandi. E ora le finali in casa nostra”
Daniele Galloppa commenta il premio di miglior allenatore del Primavera 1 e lancia la Fiorentina verso le finali scudetto del Viola Park.
Galloppa suona la carica: “Primo posto difficilissimo, ora i playoff al Viola Park”
La regular season della Fiorentina Primavera si è chiusa nel migliore dei modi. Il primo posto in classifica ha certificato la bontà del percorso dei giovani viola, un rendimento d’alto livello coronato dal riconoscimento personale per l’allenatore Daniele Galloppa, premiato come miglior tecnico del campionato ai Primavera 1 Best Awards. Ai microfoni di Sportitalia, l’allenatore ha analizzato la stagione straordinaria dei suoi ragazzi, sottolineando la complessità di un torneo mai così incerto e i costanti cambiamenti che hanno caratterizzato la rosa a causa delle promozioni in prima squadra.
La fiducia della società e l’equilibrio del campionato
I ringraziamenti: “Permettetemi di ringraziare la società che ha scommesso su di me anni fa e il direttore Angeloni che ha creduto in me in quello in cui credevo. Senza lo staff non sarebbe possibile nulla. Questi ragazzi mi danno gioie, mi fanno arrabbiare, ma sono l’espressione migliore dell’allenatore”.
Sul campionato: “Mai stato così equilibrato. A luglio, quando avevamo pensato la squadra, l’idea era diversa perché tanti ragazzi sono andati in prima squadra. Arrivare primi e portare tanti ragazzi in prima squadra è una cosa difficilissima. Dà ancora più merito al lavoro che abbiamo fatto in un campionato equilibrato dove è stato primo il Cesena, la Roma, il Parma… È stato complicato rimanere lì e ringrazio i ragazzi che mi hanno seguito”
La semifinale scudetto e i maestri Capello e Spalletti
Sulla fase finale: “Adesso aspettiamo una tra Bologna e Roma. Complimenti a Morrone perché credo che il Bologna sia la squadra cresciuta di più. La Roma ha grande qualità. Sarà una partita difficile. La cosa meravigliosa è che la giocheremo in casa in un posto unico al mondo”.
Sui suoi maestri: “Da ragazzo ho avuto Capello e Spalletti, due gestioni diverse che mi hanno lasciato tanto sia nella gestione delle persone, Capello era un top, sia nella proposta di calcio dove Spalletti era all’avanguardia. Mi hanno dato tanto. Poi quando ho iniziato ad allenare non ho copiato nessuno. Prendo spunti, ma ho un’idea chiara che cerco di trasmettere”.
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