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Come sarebbe il Parma con soli giocatori del vivaio? Ecco l’ipotetica squadra crociata
Come sarebbe il Parma usando solo i giocatori cresciuti nel vivaio? Da Ravanelli a Defrel, l’ipotetica formazione fatta in casa.
Il Parma fatto in casa: la formazione con i prodotti del vivaio
Come sarebbe la Serie A se ogni squadra potesse schierare solo giocatori cresciuti nel proprio vivaio? Una domanda che negli anni ha acceso curiosità e qualche rimpianto. Perché dietro ogni club c’è un mondo sommerso fatto di talenti scoperti, coltivati, lanciati – o lasciati andare – che spesso continuano la loro carriera altrove, diventando protagonisti ai massimi livelli.
Noi di Mondoprimavera abbiamo deciso di trasformare questa domanda in un viaggio: una serie dedicata a tutte le squadre del massimo campionato, immaginando rose complete e formazioni titolari composte esclusivamente dai giocatori passati dal loro settore giovanile. Una sorta di universo parallelo in cui non contano i milioni spesi sul mercato, ma la qualità del lavoro svolto nel vivaio.
Per rendere l’esperimento credibile e coerente, abbiamo considerato solo i calciatori che hanno realmente fatto parte del percorso formativo del club per almeno una stagione completa nelle giovanili, arrivando fino alla categoria Primavera o comunque completando un ciclo significativo. Dalle stelle affermate agli outsider inattesi, da chi è rimasto a chi è diventato grande lontano da casa: tutti riconducibili a una radice comune.
Dopo aver dedicato le prime puntate a vivai di alto livello come quelli di Atalanta, Inter, Juventus e Milan (e non solo), è il turno del Parma. Pronti a scoprire come sarebbe la squadra salentina costruita soltanto con i figli della sua cantera? Iniziamo il nostro viaggio.
I portieri made in Parma
Tra i pali, la scuola dei portieri made in Parma offre ampie garanzie. La maglia da titolare di questa formazione ideale va a Edoardo Corvi (classe 2001), cresciuto nel club e oggi stabilmente nel giro della prima squadra gialloblù. Alle sue spalle, come valide alternative per blindare la porta, troviamo Filippo Rinaldi (2002), altro prodotto del territorio, e lo sloveno Martin Turk (2003), cresciuto a Collecchio prima di trasferirsi all’Estoril Praia.
La difesa cresciuta a Collecchio
Passando al reparto arretrato, la linea a quattro difensiva unisce l’esperienza di elementi navigati alla freschezza di profili internazionali. Al centro della difesa si posiziona la coppia composta da Davide Adorni (1992), colonna del Modena, e Luca Ravanelli (1997), oggi in forza al Monza. Sulla fascia sinistra si adatta perfettamente Cristian Dell’Orco (1994, Perugia), un jolly prezioso capace di agire sia da difensore centrale che da terzino.
Sul binario opposto, la maglia di terzino destro viene affidata all’italo-australiano Alessandro Circati (2003), punto fermo del Parma moderno e in grado di coprire sia il centro che la fascia. A completare il pacchetto dei difensori ci sono le alternative di lusso: il giovanissimo centrale Nicolas Trabucchi (2007, Dolomiti Bellunesi) e l’esperto terzino destro Mirko Esposito (1996, Giulianova).
Il centrocampo di scuola emiliana
Il centrocampo è un perfetto mix di dinamismo, geometria e fisicità di chiara scuola emiliana. La cerniera mediana è guidata da Andrea Mallamo (2002, Lecco) nel ruolo di metodista, affiancato dalle mezzali Jeremie Broh (1997, Giugliano) e Drissa Camara (2002), quest’ultimo gioiello ivoriano attualmente al Gaziantep ma cresciuto nel vivaio del Parma.
Le rotazioni a centrocampo sono garantite da profili di grande prospettiva: il trequartista Elia Plicco (2007), ancora di proprietà del Parma, il mediano Dren Terrnava (2005, Perugia) e la mezzala Matteo De Rinaldis (2003, Vado).
L’attacco formato nel vivaio gialloblù
Il tridente d’attacco, infine, garantisce gol, estro e tanta esperienza nei massimi palcoscenici europei. Il punto di riferimento centrale è Gregoire Defrel (1991, Modena), la cui carriera in Serie A è iniziata proprio a Parma. Ai suoi fianchi agiscono due ali d’attacco devastanti: a destra Nicholas Pierini (1998, Sampdoria) e a sinistra lo slovacco Lukas Haraslin (1996), protagonista con lo Sparta Praga.
Le alternative nel reparto offensivo non mancano e offrono soluzioni differenti: la fisicità del centravanti Alberto Cerri (1996, Cesena), l’imprevedibilità del talento ivoriano Chaka Traorè (2004, Milan Futuro) e la verve realizzativa di Gabriele Artistico (2002, Spezia). Una rosa completa, competitiva e interamente cresciuta all’ombra del Tardini.
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