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Riforma Zola a rischio, l’affondo dell’ex azzurro contro il governo: “Così si penalizza il calcio di base”

Zola critica il decreto sport del governo: a rischio la Riforma e gli investimenti nei vivai del calcio italiano.

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Gianfranco Zola
Gianfranco Zola

Zola contro il decreto sport: un allarme per il futuro dei vivai

Gianfranco Zola sceglie parole nette e tutt’altro che concilianti per commentare il decreto legge sullo sport approvato dal Consiglio dei Ministri. L’ex fuoriclasse della Nazionale, oggi vicepresidente vicario della Lega Pro, esprime apertamente la propria contrarietà a una misura che, a suo giudizio, rischia di compromettere il percorso di valorizzazione dei giovani calciatori italiani e di indebolire ulteriormente le fondamenta del movimento calcistico nazionale.

“Rimango incredulo di fronte al provvedimento approvato ieri in Consiglio dei Ministri, che va totalmente contro il sostegno ai Settori giovanili e all’utilizzo dei talenti italiani selezionabili per la Nazionale”, afferma Zola in una dichiarazione all’ANSA. Una presa di posizione che arriva in un momento particolarmente delicato per il calcio italiano, ancora alle prese con le conseguenze di risultati internazionali deludenti e con il dibattito sulla crescita dei giovani talenti.

Il riferimento alle difficoltà della Nazionale

Nelle parole dell’ex numero 10 emerge anche la preoccupazione per il futuro della selezione azzurra. Secondo Zola, la scelta del governo appare in controtendenza rispetto alla necessità di investire sui giovani proprio nel momento in cui il calcio italiano dovrebbe interrogarsi sulle cause della propria crisi.

Tutto ciò a meno di tre mesi dalla terza mancata qualificazione dell’Italia al Mondiale… di cui oggi siamo ahi noi spettatori, e dopo i proclami del mondo politico”, sottolinea. Un richiamo che evidenzia la distanza, secondo il dirigente della Lega Pro, tra gli annunci sulla necessità di rilanciare il movimento e le decisioni concretamente adottate.

La difesa della Riforma Zola

Da anni impegnato nella crescita dei settori giovanili, Zola lega gran parte delle sue critiche alla sorte della riforma che porta il suo nome, un progetto nato per incentivare l’impiego dei giovani calciatori italiani nei campionati professionistici e sostenere il lavoro dei club nella formazione.

L’ex campione ricorda come il provvedimento si inserisca in un quadro che, a suo giudizio, aveva già subito un duro colpo con l’eliminazione del vincolo sportivo. Per questo motivo afferma che “la decisione assunta dal Consiglio dei Ministri, che segue l’inspiegabile abolizione del vincolo sportivo due anni fa, con enorme danno per i nostri vivai, rappresenta l’ulteriore autogol nei confronti dei Settori giovanili – femminili e maschili – della Serie C, cancellando con una scelta né condivisa né comunicata le risorse necessarie per sostenere la Riforma Zola. La quale soltanto un mese fa aveva riscosso l’elogio bipartisan durante l’audizione di Lega Pro alla Settima commissione della Camera dei Deputati”.

La questione delle risorse economiche

Al centro della contestazione vi è soprattutto la destinazione dei fondi che finora avevano sostenuto il progetto. Zola evidenzia come le risorse economiche rappresentino uno strumento essenziale per garantire continuità alla crescita dei giovani e per consentire ai club di investire nella formazione. “La cosa che mi stupisce è che i 10 milioni di euro, fino a oggi riservati alla Riforma Zola, non siano più destinati allo sviluppo del calcio femminile e maschile di base, bensì ai club di Serie A che hanno un miliardo di diritti tv”, osserva. Una scelta che, secondo il dirigente, rischia di accentuare ulteriormente il divario tra il vertice del sistema e la sua base.

Un appello per il calcio dei territori

Nella parte finale del suo intervento, Zola lancia un appello alle istituzioni e alla Federazione affinché vengano individuate nuove risorse per salvaguardare un progetto che considera strategico per il futuro del calcio italiano. “Questo significa mortificare il nostro sforzo, che ha già prodotto una crescita sensibile di giovani italiani in campo. Chiediamo che governo e Figc possano reperire le risorse per non spegnere l’unico progetto avanzato negli ultimi anni a favore del rilancio tecnico del movimento azzurro. Duole molto che ancora una volta si penalizzi il calcio di base, delle 60 città, dei territori, dell’imprenditoria locale, dei tifosi comuni e delle speranze giovanili per favorire i club più ricchi del Paese. Viva l’azzurro e viva il calcio italiano”.

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