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Caso Tahirovic: l’ex Roma Primavera al centro della bufera Galles-Bosnia
Benjamin Tahirovic, ex Roma Primavera, finisce nel caos: il CT della Bosnia accusa l’allenatore gallese del Brondby di ostruzionismo pre-playoff.
Caso Tahirovic: l’ex Roma Primavera al centro di un intrigo internazionale
Il percorso dei playoff per il Mondiale 2026 si infiamma non solo per le sfide sul campo, ma anche per un vero e proprio caso diplomatico che coinvolge un volto noto del calcio giovanile italiano: Benjamin Tahirovic. Il centrocampista classe 2003, protagonista con la Roma Primavera prima dell’esordio in Serie A sotto la guida di José Mourinho, è finito al centro di un duro scontro tra la nazionale bosniaca e il suo club attuale, il Brondby.
Dalla Capitale alla Danimarca: l’ascesa di Tahirovic
Arrivato a Trigoria nel 2021, Tahirovic si era messo in luce come uno dei perni della mediana della Primavera giallorossa, guadagnandosi la promozione in prima squadra nella stagione 2022/2023. Dopo 11 presenze con i “grandi” e una parentesi all’Ajax, il bosniaco ha cercato rilancio in Danimarca, al Brondby. Qui, sotto la guida del tecnico gallese Steve Cooper, sembrava aver trovato la dimensione ideale, prima che l’avvicinamento allo scontro playoff tra Galles e Bosnia (la cui vincente potrebbe affrontare l’Italia) rimescolasse le carte.
Lo scontro: accuse di “ostruzionismo” nazionale
Il caso è esploso – riporta Il Corriere dello Sport – a causa del drastico calo del minutaggio di Tahirovic nelle ultime settimane. Il CT della Bosnia, Sergej Barbarez, ha lanciato accuse pesantissime, suggerendo che l’esclusione del giocatore dal Brondby sia legata alla nazionalità gallese del suo allenatore, Cooper, prossimo avversario della Bosnia con il suo Galles.
“Tahirovic mi ha riferito cose al limite dell’incredibile – ha dichiarato Barbarez – probabilmente connesse alla nazionalità del suo allenatore, che gli ha augurato buona fortuna per tutto, tranne che per la nazionale”.
La replica del club e il dietrofront del giocatore
La risposta del Brondby non si è fatta attendere: il club ha smentito categoricamente ogni motivazione “patriottica”, parlando di esclusione per motivi disciplinari concordata con la dirigenza.
A cercare di smorzare i toni è stato lo stesso Tahirovic. Il giovane centrocampista, per evitare che la situazione degenerasse ulteriormente compromettendo il suo futuro nel club, avrebbe contattato telefonicamente Steve Cooper per scusarsi, sostenendo che le sue parole siano state mal interpretate dal proprio Commissario Tecnico. Resta però la tensione per una sfida playoff che, tra “giochi mentali” e polemiche, è iniziata molto prima del fischio d’inizio.
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