Primavera 1Napoli
Come sarebbe il Napoli con soli giocatori del vivaio? Ecco l’ipotetica squadra azzurra
Come sarebbe il Napoli usando solo i giocatori cresciuti nel settore giovanile? Da Insigne a Vergara, ecco l’ipotetica formazione fatta in casa.
Il Napoli fatto in casa: la formazione con i prodotti del vivaio
Come sarebbe la Serie A se ogni squadra potesse schierare solo giocatori cresciuti nel proprio vivaio? Una domanda che negli anni ha acceso curiosità e qualche rimpianto. Perché dietro ogni club c’è un mondo sommerso fatto di talenti scoperti, coltivati, lanciati – o lasciati andare – che spesso continuano la loro carriera altrove, diventando protagonisti ai massimi livelli.
Noi di Mondoprimavera abbiamo deciso di trasformare questa domanda in un viaggio: una serie dedicata a tutte le squadre del massimo campionato, immaginando rose complete e formazioni titolari composte esclusivamente dai giocatori passati dal loro settore giovanile. Una sorta di universo parallelo in cui non contano i milioni spesi sul mercato, ma la qualità del lavoro svolto nel vivaio.
Per rendere l’esperimento credibile e coerente, abbiamo considerato solo i calciatori che hanno realmente fatto parte del percorso formativo del club per almeno una stagione completa nelle giovanili, arrivando fino alla categoria Primavera o comunque completando un ciclo significativo. Dalle stelle affermate agli outsider inattesi, da chi è rimasto a chi è diventato grande lontano da casa: tutti riconducibili a una radice comune.
Dopo aver dedicato le prime puntate a vivai di alto livello come quelli di Atalanta, Inter, Juventus e Milan (e non solo), è il turno del Napoli. Pronti a scoprire come sarebbe la squadra salentina costruita soltanto con i figli della sua cantera? Iniziamo il nostro viaggio.
I portieri made in Napoli
Tra i pali della formazione cresciuta nel vivaio partenopeo non possiamo che schierare Luigi Sepe (1991): oggi svincolato, ha alle spalle molti anni tra Serie A e B, nei quali ha difeso anche la porta del Napoli. Alle sue spalle scegliamo chi l’azzurro lo indossa ancora: Nikita Contini (1996). Completa il reparto un altro estremo difensore prodotto dal settore giovanile come Davide Marfella (1999), oggi in Serie B tra i pali del Bari.
La difesa cresciuta a Cercola
Apriamo subito una parentesi, a scanso di equivoci: non c’è Luperto, cresciuto nel Lecce, mentre Zanoli ha giocato molti anni a Carpi e poco nel vivaio del Napoli. A comandare l’ideale retroguardia c’è dunque l’esperienza di Armando Izzo (1992), oggi all’Avellino. A fargli compagnia nel terzetto di difensori schieriamo Benedetto Barba (2003) oggi in C con la maglia dell’AlbinoLeffe e Claudio Manzi (2000), tra le certezze del Monopoli.
Tra le alternative nel reparto gli esperti Walter Guerra (1992) del Crotone e Daniele Donnarumma (1992) del Catania, oltre a Giuseppe Nicolao (1994) del Team Altamura. C’è poi il duttile Armando Anastasio (1996) della Salernitana e il più giovane Matteo Marchisano (2004), in forza al Giugliano.
Il centrocampo di scuola partenopea
In mezzo al campo la stella non può che essere Antonio Vergara (2003), sorpresa stagionale del Napoli di Conte. Lo schieriamo ovviamente titolare insieme a Luca Palmiero (1996) dell’Avellino e a un altro profilo che gioca in Serie B come Karim Zedadka (2000) del Sudtirol. Completa il reparto mediano il trequartista Gianluca Gaetano (2000), jolly offensivo del Cagliari.
Le alternative rispondono ai nomi di Antonio Romano (1996) e Mario Prezioso (1996), entrambi in Serie C con il Giugliano. C’è anche la corsa di Francesco Mezzoni (2000) della Virtus Entella, oltre all’esperienza di un ex azzurro di lunga data come Raffaele Maiello (1991), oggi al Casarano.
L’attacco formato nel vivaio azzurro
Chiudiamo il nostro viaggio nella storia recente del settore giovanile del Napoli con l’attacco. Impossibile non affidare la maglia numero 10 a Lorenzo Insigne (1991), tornato nel “suo” Pescara dopo l’esperienza oltreoceano. Lo scugnizzo compone un terzetto insieme a Giuseppe Ambrosino (2003) del Modena e Gennaro Tutino (1996) dell’Avellino.
Discreta anche la panchina, con il fratello d’arte Roberto Insigne (1994) dell’Avellino, dove ha come compagno di squadra Raffaele Russo (1999). Chiude il reparto offensivo Antonio Cioffi (2002), in prestito al Latina.
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