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Stefano Fiore scuote i vivai: “Fuori i genitori dai campi e via il miraggio del risultato”

L’ex azzurro Stefano Fiore propone una rivoluzione per i vivai italiani: stop alla cultura del risultato, genitori fuori dai cancelli e più istruttori sul territorio.

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Stefano Fiore

L’ex centrocampista azzurro lancia la proposta da Firenze: eliminare l’ossessione del risultato nei vivai

Il calcio italiano ha bisogno di una profonda rivoluzione culturale e strutturale che parta direttamente dalle fondamenta, ovvero dai vivai. A dettare le linee guida per una vera e propria rinascita del sistema è Stefano Fiore. L’ex centrocampista della Nazionale, intervenuto a Firenze nel corso della Tombolini World Cup durante l’evento Pitti Uomo, ha espresso idee chiarissime in questo mese di giugno 2026. Il campione ha tracciato la strada ideale per valorizzare i ragazzi del futuro.

Il primo grande ostacolo da abbattere sul rettangolo verde risulta legato alla mentalità e all’esasperazione della prestazione fin dalle categorie dei più piccoli. Secondo l’ex calciatore diventa fondamentale eliminare l’ossessione del punteggio finale, definendo prioritario: “Levare il risultato, questa voglia di vincere i campionati minori che non hanno…”

Il ruolo delicato dei genitori e la netta distinzione tra allenatori e istruttori

Un passaggio cruciale e altrettanto drastico deve toccare la gestione del contesto familiare all’interno delle strutture sportive. I genitori risultano spesso colpevoli di caricare i giovani atleti di pressioni del tutto deleterie per la loro crescita calcistica e personale. Su questo punto la posizione dell’ex azzurro appare categorica: “I genitori, come a scuola, devono arrivare al cancello e andare via.”

La rivoluzione strutturale deve necessariamente passare anche dalle competenze specifiche di chi guida i ragazzi ogni giorno sul campo da gioco. L’ex centrocampista propone un radicale cambio di paradigma per quanto riguarda la didattica sul territorio nazionale. La proposta prevede infatti di: “Levare gli allenatori dai settori giovanili e di portare gli istruttori, formare gli istruttori in tutta Italia. Quindi non accentrare solo la scuola di Coverciano, da dove tutto parte, ma creare tanti centri federali in tutta Italia dove vengono formati gli allenatori, gli istruttori che vanno ad allenare i ragazzi.”

Questo decentramento formativo permetterebbe di uniformare i metodi di insegnamento della tecnica di base in ogni regione, garantendo a tutti i giovani calciatori italiani le medesime opportunità di crescita atletica e coordinativa lontano dalle pressioni dei grandi club.

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