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Udinese, il bivio di Simone Pafundi: il ritiro estivo per decidere cosa fare da grande

Udinese: l’attaccante classe 2006 Simone Pafundi torna dal prestito e sarà valutato da Runjaic nel ritiro estivo per decidere il futuro.

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Simone Pafundi

Il talento classe 2006 torna in Friuli dopo il prestito alla Sampdoria: le prossime scelte saranno decisive

Il calciomercato vive spesso di fiammate e grandi acquisti, ma per l’Udinese la sfida più affascinante dell’estate si gioca in casa e porta il nome di Simone Pafundi. L’attaccante ventenne, che insieme al diciottenne difensore Matteo Palma rappresenta il patrimonio verde più importante del club friulano, si appresta a iniziare il ritiro estivo agli ordini di Kosta Runjaic. Una preparazione precampionato che, mai come quest’anno, assume i contorni di uno snodo cruciale per il suo futuro. Nato come un autentico “enfant prodige” del calcio italiano — tanto da spingere l’ex ct Roberto Mancini a farlo esordire in Nazionale maggiore nel 2022 a soli 16 anni, 8 mesi e 2 giorni — Pafundi deve ora decidere cosa fare da grande, consapevole che il tempo delle etichette giovanili è ormai finito.

Il percorso recente del fantasista descrive perfettamente la complessità del salto tra i professionisti. Rimasto a lungo ai margini del progetto tecnico a Udine, il classe 2006 ha trascorso l’ultima stagione in prestito in Serie B con la maglia della Sampdoria. L’avventura a Marassi si è rivelata formativa ma spigolosa: 26 presenze complessive, un gol e 3 assist in poco più di mille minuti di gioco, condizionati dai frequenti cambi in panchina dei blucerchiati e da qualche acciacco muscolare di troppo. Pafundi è finito persino nel mirino della contestazione della tifoseria doriana durante i momenti più bui della stagione, un carico psicologico pesante per un ventenne arrivato a titolo temporaneo. Al termine del campionato la Sampdoria non ha esercitato il diritto di riscatto fissato a 5 milioni di euro, rispedendo il giocatore alla base.

La gestione Runjaic e l’ombra del contratto in scadenza

Il ritorno in Friuli rappresenta, per il ragazzo nato a Monfalcone, un foglio bianco su cui scrivere il proprio destino. Runjaic, che lo ha già impiegato in passato e ne conosce le doti tecniche fuori dal comune, intende valutarlo attentamente durante i test estivi per capire se possa finalmente diventare una risorsa stabile e d’impatto per la Serie A.

Sullo sfondo resta la questione contrattuale, con un accordo in scadenza a giugno 2028. L’Udinese sa che il controllo sul cartellino è legato a un equilibrio labile: il ragazzo ha fretta di giocare per affermarsi e non accetterebbe un’altra stagione da spettatore. Se il ritiro dovesse certificare la mancanza di spazio nello scacchiere tattico bianconero, le strade del mercato si riaprirebbero immediatamente. Che sia a Udine per la definitiva consacrazione o altrove attraverso una nuova cessione, le prossime settimane definiranno il futuro di uno dei talenti più cristallini ma ancora inespressi del nostro movimento calcistico.

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