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Simonelli: “Troppi stranieri e strutture carenti. Si preferisce un ghanese a un italiano per le classifiche”
Il presidente Simonelli sulle distinte Primavera, gli incentivi fiscali per i giovani italiani, i tanti stranieri e l’allarme infrastrutture.
Simonelli: “Riforma Primavera e incentivi fiscali per salvare i talenti italiani”
Il dibattito sulla crisi del calcio italiano e sulla valorizzazione dei talenti nostrani si sposta nelle sedi istituzionali. Il presidente della Lega Serie A, Ezio Simonelli, è intervenuto in un’audizione presso la Commissione Cultura della Camera per tracciare una rotta chiara: servono riforme strutturali, incentivi fiscali e un cambio di mentalità radicale che parta dai settori giovanili.
Simonelli ha evidenziato come l’attuale sistema penalizzi l’acquisto di calciatori italiani e come la mancanza di infrastrutture in alcune regioni del Paese stia letteralmente “spegnendo” la produzione di talenti in aree storicamente fertili.
La riforma delle distinte e gli incentivi all’acquisto
“La Serie A sta svolgendo, per proprio conto, un profondo esame di coscienza per individuare misure utili allo sviluppo dei calciatori convocabili nelle nazionali azzurre prevedendo già l’inserimento nelle distinte gare delle formazioni Primavera di ciascuna squadra di almeno 10 giocatori convocabili per le selezioni della Nazionale, escludendo il costo dei calciatori italiani U23 dagli indici sottoposti a controlli proprio per incentivarne l’acquisto e introducendo meccanismi che rendano il più possibile neutrale per i club l’acquisto sul mercato interno rispetto a quello da campionati esteri. A questo fine sarebbe opportuna, da parte del fisco, l’applicazione del meccanismo di reverse charge IVA in ambito domestico, al fine di equiparare gli effetti finanziari degli acquisti dei calciatori italiani a quelli di un giocatore proveniente dall’estero oggi più vantaggioso, senza che ciò peraltro comporti alcun effetto sul gettito”.
Il “problema fisico” e la proposta di abolire le classifiche giovanili
“Da quando è stato abolito il decreto crescita sono aumentati gli stranieri. Con quello strumento venivano stranieri più bravi, poi sono continuati a venire comunque. Il problema degli stranieri parte dal basso: oggi è pieno tra i dilettanti, nelle giovanili. Servirebbe un discorso lungo: come Lega abbiamo proposto di abolire le classifiche giovanili. Quando ci sono le classifiche, gli allenatori vogliono vincere e per vincere prendono giocatori fisicamente più forti. Se prendo un 14enne italiano, calabrese, e un 14enne del Ghana, è abbastanza intuibile che un 14enne ghanese sia più forte fisicamente”.
L’allarme infrastrutture: il caso di Calabria e Sicilia
“Poi c’è un problema diffuso, per cui faccio qualche esempio: oggi i calciatori italiani, selezionabili per la Nazionale, sono 190. Di questi la Calabria, che sfiora i due milioni di abitanti, ne ha uno. Di siciliani, su 4,7 milioni di abitanti, uno. Forse c’è un problema di infrastrutture nel nostro Paese. Il grosso dei calciatori sono in Lombardia, nel Lazio, un pochino in Campania, poi Veneto. Forse c’è da lavorare a livello politico su questo tema”.
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