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Prandelli: “Rinnovamento obbligatorio, se non fanno giocare i giovani, facciamolo noi”
Cesare Prandelli propone a Gravina una squadra gestita dalla FIGC per i giovani: “Se non li fanno giocare, facciamolo noi”. Conte per la rinascita.
Prandelli: “Rinnovamento obbligatorio, se non li fanno giocare, facciamolo noi”
L’ex commissario tecnico Cesare Prandelli è intervenuto ai microfoni di Radio Anch’io Sport su Rai Radio 1 per analizzare la profonda crisi che attanaglia il sistema calcio italiano. L’allenatore ha aperto il suo intervento con estrema fermezza, sottolineando come il rinnovamento non sia più una scelta, ma una necessità assoluta e obbligatoria per la sopravvivenza del movimento. Secondo la sua esperienza, il problema principale risiede nella mancanza di sintonia tra la Lega Calcio e la Federazione: senza un accordo tra queste due componenti, ogni tentativo di cambiamento rischia di rimanere vano.
La Nazionale al centro del sistema: il modello tedesco
Prandelli ha poi spostato l’attenzione sull’importanza della maglia azzurra, citando il modello tedesco come esempio virtuoso da seguire per uscire dall’impasse. Il tecnico si è chiesto provocatoriamente se in Italia esista la consapevolezza che la Nazionale dovrebbe essere la squadra più importante del Paese, superando gli interessi dei singoli club. Per ripartire, il mister suggerisce un approccio collettivo che coinvolga tutte le componenti del sistema, dagli arbitri ai genitori, dai dirigenti fino ai procuratori, partendo fin dai primi passi dei bambini per ricostruire una cultura sportiva solida e condivisa.
La proposta shock: una squadra federale post Under 21
Un passaggio fondamentale dell’intervista ha riguardato la proposta concreta avanzata al presidente Gabriele Gravina per la tutela dei talenti emergenti. Prandelli ha svelato l’idea di creare una sorta di “seconda squadra italiana” gestita direttamente dalla federazione per i calciatori che concludono il biennio in Under 21. L’obiettivo è proteggere il capitale tecnico nazionale in quella fascia d’età critica in cui molti ragazzi si perdono per mancanza di spazio nei club professionistici. “A Gravina avevo proposto di fare la seconda squadra italiana. Dopo il biennio Under 21, organizziamo noi una squadra. Non vogliamo un premio valorizzazione, vogliamo mantenere il nostro capitale. Dobbiamo fare qualcosa di eclatante. Se non li fa giocare nessuno, facciamoli giocare noi.”
Conte e Abete: i nomi per la ricostruzione
Infine, l’allenatore ha individuato in Antonio Conte la figura di garanzia ideale per guidare la transizione tecnica sulla panchina azzurra. Grazie alla sua profonda conoscenza dell’ambiente e delle dinamiche federali, Conte potrebbe rappresentare il punto di rottura necessario per avviare un cambiamento reale. Sul piano della politica sportiva, Prandelli ha espresso grande stima per Giancarlo Abete, auspicando una sua sinergia con i vertici del Coni per costruire un programma vincente che possa allontanare definitivamente lo spettro del commissariamento della FIGC e dare stabilità a tutto il movimento.
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