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Juventus, la rivoluzione infinita: i riflessi del nuovo corso sul settore giovanile

La Juventus azzera i quadri dirigenziali dopo la mancata Champions. L’addio di Sbravati ridisegna anche il settore giovanile, ora in mano a Scaglia.

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Damien Comolli

La politica della tabula rasa dopo la mancata Champions League

La mancata qualificazione alla prossima Champions League ha rappresentato il punto di rottura definitivo in casa Juventus, accelerando un processo di rifondazione dirigenziale che non sembra risparmiare alcun settore del club. L’avvicendamento ai vertici tra l’ormai ex amministratore delegato Damien Comolli e Giovanni Carnevali, arrivato dal Sassuolo per assumere il controllo della gestione aziendale, è solo la punta di un iceberg visibile che sta portando alla sostituzione di numerose figure strategiche. In un clima di profonda ristrutturazione, la proprietà bianconera sta azzerando i quadri tecnici e dirigenziali delle ultime stagioni nel tentativo di invertire la rotta dopo i deludenti risultati sul campo della prima squadra. Una politica di profondo rinnovamento che, per dinamiche interne, ha finito per estendere i propri effetti anche all’area metodologica e di sviluppo del vivaio.

Anche il vivaio coinvolto nel rimpasto societario

L’addio di Michele Sbravati, ufficializzato dall’Atalanta dove ricoprirà l’incarico di Direttore dell’Area Tecnica e di Sviluppo del settore giovanile al fianco di Roberto Samaden, si inserisce perfettamente in questo domino. L’impressione diffusa tra gli addetti ai lavori è che il dirigente ligure, reduce da un biennio in bianconero come Youth Football Director dopo la storica esperienza al Genoa, abbia pagato le conseguenze di un riassetto politico generale piuttosto che una reale insufficienza nei risultati del proprio operato.

Sotto la sua supervisione, il vivaio juventino ha infatti continuato a produrre dinamiche virtuose: dalla stabilità della Next Gen nel campionato professionistico di Serie C fino alla crescita di una Primavera capace di mettere in mostra talenti sotto età di assoluto valore strategico. Profili come Destiny Elimoghale e Thomas Corigliano, entrambi classe 2009 con quest’ultimo fresco vincitore dell’Europeo con l’Italia Under 17, testimoniano la bontà di un lavoro di scouting che ha mantenuto standard elevati nonostante le turbolenze esterne.

Il nuovo assetto e l’eredità affidata a Scaglia

Con la partenza di Sbravati e le probabili uscite secondarie di altri elementi della struttura a lui collegati nelle prossime ore, la gestione del settore giovanile della Juventus rimane attualmente affidata alle mani di Massimiliano Scaglia. La stabilità del comparto giovanile rappresenta una priorità tecnica immediata per evitare che le continue rivoluzioni della prima squadra finiscano per intaccare il patrimonio tecnico costruito negli anni. Non è da escludere, tuttavia, che nelle prossime settimane la nuova governance guidata da Carnevali possa decidere di inserire ulteriori figure di supporto per affiancare l’attuale responsabile, definendo una volta per tutte le linee guida metodologiche di un club che ha assoluto bisogno di ritrovare stabilità ed efficienza a partire dalle proprie fondamenta.

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