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Juventus, dalla tradizionale amichevole con la Next Gen arrivano segnali di futuro
La tradizione che diventa un’occasione per mostrarsi: la Next Gen ha lanciato ottimi segnali nell’amichevole contro la Juventus di Spalletti
Juventus, quante indicazioni dall’amichevole in famiglia con l’Under 23
Non è la tradizionale e suggestiva Villar Perosa, ma lo scenario di un Allianz Stadium avvolto in un entusiasmo ancora tiepido. A distanza di meno di una settimana dal ritorno in campo in Serie A, si gioca la tradizionale amichevole tra Juventus e Juventus Next Gen. Una sfida che riecheggia negli annali, che parla di appartenenza, ma anche di slancio verso il futuro. E in merito a questo, nella gara mutilata dalla consueta (a proposito di ricorrenze) invasione di campo all’intervallo, i ragazzi dell’Under 23 non hanno sfigurato. Ecco chi si è messo in mostra con più intensità, brillando nel pomeriggio di Torino e lanciando segnali ad uno Spalletti in versione “attento osservatore”.
Quarantacinque minuti per alzare il tiro e puntare… alla prima squadra
Nella consueta amichevole in famiglia ci sono tanti elementi a giocare un ruolo importante. C’è il senso di appartenenza, che si costruisce anche guardando da vicino il calore riservato a quegli undici uomini che scenderanno in campo rappresentando quei colori durante la stagione. C’è anche lo spirito competitivo di ragazzi desiderosi di non recitare un ruolo da sparring partner. Infine, c’è l’ambizione di chi in quei quarantacinque minuti vede un’opportunità, un palcoscenico da fare suo accentrando i riflettori dell’allenatore che si siede sull’altra panchina. E stavolta, in quanto a segnali lanciati a Luciano Spalletti, il tecnico di Certaldo non può ritenersi insoddisfatto. All’interno dei 48 minuti, concentrati e intensi, concessi da quel pubblico che poi si è riversato sul prato verde dell’Allianz, la squadra di Brambilla ha fatto un’ottima impressione.
Grande prova per un portiere… in prova
Cominciamo dal difensore dei pali: Riccardo Radu, classe 2007, farebbe parte del gruppo della Primavera di Padoin, con cui nelle ultime due stagioni ha collezionato 35 presenze complessive arricchite da 11 clean sheet. Nel primo quarto d’ora è il migliore in campo: sicuro tra i pali, piazza un grande riflesso sul destro violento di Kolo Muani, replicando con il piede poco dopo e oscurando la vallata anche a Cambiaso, con un’ottima uscita bassa.
Impotente sul compasso aperto da Conceicao, mentre sul mancino di McKennie sfiora una parata che sarebbe sfuggita alla logica, con grande spinta sulle gambe riguadagnando il centro della porta e riflesso riuscito solo a metà. Sul finale di tempo, altra uscita a mangiare campo in avanti e parata a mano aperta sul tentativo di scavetto di Kolo Muani. Insomma, non proprio una semplice giornata in ufficio per il diciannovenne, che ha lanciato impulsi di conoscenza finissima del gioco e del suo ruolo.
In difesa, il migliore è Rizzo
Presenza costante in proiezione offensiva, spinge le transizioni mostrando grande capacità atletica e letture interessanti. Il classe 2007 ha digerito in fretta l’uscita dalla Coppa Italia Serie C, ripresentandosi in campo con una fame incredibile di calcio. E ne ha prodotto tanto: primi giri di lancette e subito blitz nella metà campo offensiva, conduzione e imbucata alle spalle della linea per premiare l’attacco alla profondità di Amaradio. Poco dopo, sulla punizione del compagno si piazza sul secondo palo ad attendere il tap-in, ma perde lucidità e manca la porta.
Amaradio e Merola: fantasia al potere
Partiamo dal numero 11, il più attivo all’interno dei 48 minuti. Il 2005 è subito dinamico, si muove tanto per invadere lo spazio tra le linee avversarie e gestisce con consapevolezza il pallone, prendendosi le giuste responsabilità. Ottimo il taglio al decimo, assorbito da Kelly e l’uscita di Pinsoglio. Mortifera la punizione bassa e sul palo del portiere, corretta lateralmente dal portiere. Ottima anche l’apertura con cui fa sganciare Grelaud. Insomma, tante giocate all’interno di una prova convincente.
Per il 21 invece, un match a temperature più basse, con meno spunti durante la seconda parte del primo tempo. In particolare, si mette in proprio approfittando dello scippo di Durmisi, ma con la punta va soltanto vicino al palo. Poco dopo, cerca di restituire il favore al compagno con un’offerta in verticale. Non proprio la sua miglior prestazione, dopo una stagione da protagonista in Primavera 1 e un rinnovo di contratto che andrà legittimato durante questa annata.
Durmisi: il killer instinct rimane latente
Il 9 della Next Gen sta ancora completando la sua fase di rodaggio. Nonostante questo, qualche sprazzo di quell’istinto famelico che gli riconosciamo, lo ha mostrato. Furbo quando arriva alle spalle di Douglas Luiz e gli borseggia il pallone, innescando l’assolo di Merola. Più tardi, controlla in corsa il pallone del compagno, sterza verso il centro e cerca una soluzione a cinque stelle: esterno destro verso il primo palo, ambizioso ma distante dalla porta.
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