Notizie
Juve, il processo è totale: il caos dei grandi specchia gli errori sui giovani. Da Huijsen a Soulé, quanti rimpianti
La crisi della Juventus investe anche la Next Gen. Le cessioni di Huijsen e Soulé pesano sul bilancio e sul campo: ora si punta su Licina e Puczka?
Juve, è il giorno dei processi: pesano anche le scelte fatte sui giovani
Il crollo interno contro la Fiorentina (0-2) ha aperto ufficialmente i processi in casa Juventus. La contestazione feroce dell’Allianz Stadium, esplosa sia dentro che fuori dall’impianto, è il termometro di una piazza esausta, costretta a fare i conti con l’ennesima stagione senza trofei e, soprattutto, con lo spettro concreto di rimanere fuori dalla prossima Champions League. Se per l’Europa che conta serve ormai un miracolo calcistico, l’inevitabile ridimensionamento sportivo ed economico riaccende i riflettori sulla gestione societaria. Una confusione dirigenziale che non si limita alle opache operazioni milionarie della prima squadra (da Koopmeiners e Douglas Luiz fino ai nodi legati a Vlahovic, Openda e David), ma che investe in pieno la gestione, la valorizzazione e la cessione dei giovani talenti dell’universo Next Gen.
Il mercato dei rimpianti: le cessioni di Huijsen e Soulé sotto la lente
L’analisi dei rimpianti della Juventus non può che partire dal reparto arretrato. La cessione di Dean Huijsen, monetizzato per meno di venti milioni di euro e successivamente sbarcato al Real Madrid per cifre mostruose, grida vendetta. Ci si chiede se non valesse la pena aspettare il difensore classe 2005, specialmente se si considera che quel tesoretto è stato reinvestito per acquistare Lloyd Kelly (e Juan Cabal, un altro che non ha affatto convinto). Inoltre, per l’ennesima ironia del mercato, la Juventus si ritroverà in rosa Daniele Rugani, di rientro dal suo quarto prestito senza riscatto dopo che la stessa Fiorentina ha deciso di non esercitare le opzioni per trattenerlo.
Un discorso analogo investe Tarik Muharemovic. Ceduto mantenendo il 50% sulla futura rivendita, il centrale è oggi finito nel mirino di Inter e club di Premier League. Per la Juventus potrebbe rappresentare un profilo ideale da riportare a Torino sfruttando le vantaggiose condizioni economiche; tuttavia, l’ormai quasi certa retrocessione in Europa League rischia di far perdere appeal al club, spingendo il ragazzo a preferire destinazioni con la vetrina della Champions.
I paradossi più evidenti si registrano però nel reparto offensivo, dove l’ombra di Matias Soulé si allunga minacciosa sulla Continassa. Ceduto (a buone cifre) per fare cassa alla Roma, il talento argentino — rigenerato dalla cura Gasperini nella Capitale — sta trascinando i giallorossi verso quel piazzamento Champions che sta sfuggendo proprio ai bianconeri. Soulé è stato sacrificato per arrivare a Nico Gonzalez, già “sbolognato” all’Atletico Madrid (che lo riscatterà a cifre inferiori rispetto a quelle pattuite), lasciando la trequarti a Francisco Conceiçao, autore di una stagione fatta di troppi alti e bassi, e a Edon Zhegrova, rimasto quasi costantemente ai margini delle rotazioni.
Da Adzic ai gioielli del futuro: la necessità di un cambio di rotta
La gestione dei giovani solleva forti perplessità anche sul fronte degli arrivi. È il caso di Vasilije Adzic: la stagione del talento montenegrino classe 2006 è iniziata e virtualmente finita a settembre, con l’eurogol decisivo siglato contro l’Inter. Da febbraio il ragazzo non vede il campo, configurando un vero e proprio anno “buttato” nel momento cruciale della crescita. Mandarlo in prestito per fargli accumulare minutaggio ed esperienza sarebbe stata la scelta più logica; ora la dirigenza si trova al bivio e non potrà permettersi di replicare una stagione da separato in casa.
L’unica nota di speranza per il popolo bianconero risiede proprio nella necessità forzata di cambiare strategia. Senza gli introiti della Champions League, il budget per il mercato estivo sarà drasticamente ridotto. L’Europa League e la tournée estiva dovranno diventare il nuovo laboratorio per testare e valorizzare i prossimi prodotti della Next Gen. I fari sono già puntati su Adin Licina e David Puczka: i due ragazzi avranno l’occasione di giocarsi le proprie carte nel ritiro precampionato, con l’obiettivo di dimostrare che la vera ricchezza della Juventus, in un momento di spending review forzata, si trova già all’interno delle proprie mura.
Continua a leggere le notizie di Mondo Primavera e segui la nostra pagina Facebook