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Nocerino sul calcio italiano: “Le giovanili piene di stranieri sono un grosso problema”
Antonio Nocerino analizza il calcio italiano parlando dei problemi dei settori giovanili fino alla sua carriera da allenatore.
Nocerino tra campo e panchina: “In Italia serve più coraggio”
Antonio Nocerino, oggi impegnato nella nuova veste di tecnico dopo le esperienze maturate negli Stati Uniti, ha fatto il punto sulle proprie ambizioni e sul percorso necessario per affermarsi in panchina. Per l’ex centrocampista rossonero, la priorità non è legata alla categoria o all’età dei calciatori a disposizione, quanto alla qualità e alla serietà del progetto tecnico da portare avanti. Di seguito le sue parole a Sky.
“Io voglio allenare, però voglio farlo bene. Poi che siano giocatori giovani o grandi, è una conseguenza e bisogna fare vari step per arrivare. Per me la gavetta è importante, non mi spaventa, però posso anche allenare i giovani tutta la vita: l’importante è che poi si possa fare un lavoro buono, fatto seriamente e con degli obiettivi”.
Il nodo dei giovani e dei vivai
Antonio Nocerino ha affrontato anche il tema delicato dell’impiego dei talenti italiani, collegandolo anche alle difficoltà incontrate dalla Nazionale negli ultimi anni. La sua posizione è netta: il problema risiede alla base, ovvero nella composizione delle squadre giovanili, mentre per le prime squadre si dice contrario a imposizioni regolamentari, preferendo una valorizzazione naturale basata sul merito e sulle necessità tecniche.
“Obbligo di inserire i giovani in prima squadra? Dovrebbe essere considerato a livello di settore giovanile. Il fatto che le squadre giovanili siano piene di giocatori che arrivano dall’estero è un grosso problema. Sulle prime squadre, invece, io non credo tanto ai vincoli e agli obblighi, ma all’arrivare a fare di necessità virtù… ce lo stanno raccontando i colossi del calcio internazionale”.
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