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ESCLUSIVA MP – Malu Mpasinkatu: “Contento per le tante africane alla Viareggio Cup. Le regole però vanno riviste”
La 76ª edizione della Viareggio Cup è alle porte: Malù Mpasinkatu ci ha parlato in esclusiva delle 12 squadre africane partecipanti.
Africa protagonista della 76ª edizione della Viareggio Cup: il parere di Malù Mpasinkatu
Il continente africano sarà protagonista di questa 76ª edizione della Viareggio Cup. Infatti, 12 squadre su 24 provengono da 5 paesi africani: Nigeria, Senegal, Burkina Faso, Ghana e Costa d’Avorio. Per avere un quadro preciso e completo su queste realtà, non potevamo non chiedere a Malu Mpasinkatu, massimo esperto di calcio africano ed internazionale e primo direttore sportivo di origine africana a diplomarsi a Coverciano con il massimo dei voti. Grazie a lui, a Naomie Muteba (madrina dell’evento) e a tutta la redazione del CEO Michele Criscitiello, Sportitalia ha raggiunto un livello di ascolti altissimo durante la Coppa d’Africa. Di seguito le parole di Malù Mpasinkatu.
Quest’anno saranno presenti ben 12 squadre africane: 8 della Nigeria, una senegalese, una ghanese, una della Costa d’Avorio e una del Burkina Faso.
“Per me è una bellissima cosa, significa che l’Africa in questo momento sta facendo passi importanti, in qualche modo metro acerbo quello che è stato il successo pazzesco su Sportitalia durante la Coppa d’Africa. Questo significa che si ha voglia di questo calcio, dei campioni e delle star. Oggi non c’è torneo in Europa dove una squadra africana non è presente, addirittura qua a Viareggio siamo a 12. La Viareggio Cup in Africa mantiene ancora il suo fascino storico intatto: il fatto che ci sia questo alto numero di squadre del continente è motivo di orgoglio, dà modo a questi ragazzi di confrontarsi con altre realtà, facendo anche bella figura”.
Delle nigeriane, il Mavlon è alla seconda partecipazione consecutiva; l’Ojodu City è arrivata ai quarti nel 2024 e nel ’25 in semifinale.
“Fanno bene perché sono fasce d’età in cui i giocatori iniziano a vedersi, il talento esce allo scoperto. Quando i ragazzi compiono la maggiore età possono venire a giocare in Europa e dunque vengono Scout dappertutto per osservare. Tantissimi provengono dai paesi scandinavi, dove vige una legge molto snella che permette di tesserare extracomunitari senza alcun limite. Qui in Italia invece, come dico sempre, ci sono ancora leggi anacronistiche che non permettono lo sviluppo di un certo tipo di calcio da parte di presidenti, direttori sportivi. Se queste squadre africane raggiungono questi risultati, vuol dire che c’è del talento. Anche miei colleghi direttori sportivi di Serie C e B possono solo ammirare questi ragazzi, osservare e sperare che la loro squadra salga di categoria. Potranno dire “Ho visto nascere un talento ma che mi andrà a sbocciare in Svezia, in Francia, in Belgio, in Olanda, in Portogallo, in Spagna, nell’Europa dell’est ma non in Italia”. È vero, dobbiamo proteggere i vivai del calcio italiano ma non puoi impedire a me ds di Serie C o B di avere extracomunitari, non sono quei due che bloccano la crescita di talenti italiani. Anzi, se scelti bene possono essere la fortuna di queste squadre perchè se presi ai prezzi giusti e rivenduti possono essere una plusvalenza che può salvare il bilancio o avere budget. Questa regola va riveduta: se il giocatore è bravo viene fuori comunque”.
L’As Police Football rappresenta invece una novità dal Burkina Faso.
“Sì, anche in base alla crescita che un paese ha. Noi siamo abituati a paesi con un determinato background storico: Nigeria, Senegal, Costa d’Avorio, Magreb, Marocco, Egitto, Algeria, Tunisia… paesi che hanno sempre una prima squadra importante. Il Burkina Faso è una realtà in crescita sia a livello politico e sociale che sportivo. Ne è prova ciò che ha fatto la nazionale in Coppa d’Africa e oggi questa presenza nuova va a significare che anche i paesi emergenti vedono questo torneo come vetrina per i loro talenti, è sicuramente un aspetto positivo”.
Hai dei profili in particolare da indicarci? Chi dovremo “tenere d’occhio”?
“In questo momento non vorrei dare dei profili perché è giusto che le squadre che partecipano mettano un effetto sorpresa alla competizione. Gli osservatori devono andarsi a vedere il torneo senza indicazioni. Questo posso dire: ci sono dei talenti, andateli a scoprire, ognuno poi può fare il suo pensiero. Per questi ragazzi sarebbe top partecipare alla Viareggio Cup e poi avere la possibilità di raggiungere una serie C, piuttosto che una B”.
Un tuo ricordo particolare legato a Viareggio.
“Ho un ricordo bellissimo che mi lega alla Viareggio Cup: quando ero direttore sportivo dell’Ujana, questa era stata la sorpresa del 2016 essendo la prima squadra africana a passare in gironi e nel 2017 aveva dato del filo da torcere al Milan e all’Ascoli (di Orsolini). Tanti ragazzi di quella realtà si sono poi affermati, purtroppo non in Italia sempre per le ragioni esposte ampiamente prima. C’erano squadre di Serie C e B che volevano tesserarli ma non si poteva, già all’epoca”.
Parlando invece della nostra realtà italiana: il Genoa è il campione in carica, però ci sono poche squadre italiane partecipanti per via dei calendari troppo fitti. Cosa pensi in merito a questo tema?
“Scherzandoci su, Viareggio è diventato ormai un torneo più per africani che per italiani. È una battuta però che ci fa riflettere: secondo me è uno dei tornei più antichi del mondo che va preservato; allo stesso tempo però vanno rivisti il format e altre cose. Sono sicuro che il comitato organizzativo ha in serbo per i prossimi anni qualcosa. Personalmente suggerirei un restyling del format, anche sotto un aspetto anagrafico: gli under 17 sono la fascia in cui si vanno a vedere i talenti del futuro, è qui che vedi il futuro. È giusto tenere questo torneo ma è paradossale che ci siano più squadre straniere che italiane. Per me se ci sono squadre africane è interessantissimo, però io sono dell’idea che si debba tenere il livello alto”.
Le squadre africane partecipanti
Mavlon (Nigeria)
Rangers Enugu (Nigeria)
One Touch (Nigeria)
Nexus Foktbal Academy (Nigeria)
RBM Sports (Nigeria)
Futurepro Soccer (Nigeria)
Magic Stars (Nigeria)
Ojodu City (Nigeria)
Olympique Thiessois (Senegal)
Kofridua (Ghana)
Academy Potey Keahson (Costa d’Avorio)
As Police Football (Burkina Faso).
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