Primavera 1
Primavera 1, la Top 10 dei difensori del campionato
Primavera 1, è tempo di bilanci: la Top 10 difensori
Chiuse le tende del sipario sulla stagione regolare, in Primavera 1 è tempo di tracciare i primi bilanci. Scopriamo quindi i migliori interpreti ruolo per ruolo, in una serie di Top 10 che ci aiuteranno a delineare anche il futuro dei principali protagonisti del campionato. Si continua con i difensori centrali: tra leader inaspettati, comandanti senza macchia e… inattesi goleador.
1 – Mohamed Seck, Roma
All’interno di una stagione piuttosto movimentata, anche lui ha avuto i suoi sbandamenti. Eppure, ha sopperito a qualche sbavatura con una presenza offensiva che non dovrebbe essere propria di un centrale che fa della marcatura il suo trademark. Il tratto distintivo di Mohamed Seck, nella sua annata 25/26, è stato il colpo di testa: ha incornato 6 volte durante la stagione, di cui 5 nel 2026. I suoi gol hanno portato 9 punti alla causa della Roma, e il suo momento di massima espressione coincide con la porzione di stagione più convincente dei giallorossi, in termini di risultati e rendimento. 36 presenze con l’89% dei minuti totali giocati, per un autentico leader carismatico che ha preso in consegna le chiavi del reparto arretrato dei ragazzi di Guidi.
2 – Christian Pehlivanov, Lecce
Roccioso, granitico, insuperabile: per ampi tratti della stagione, Christian Pehlivanov ha deciso di diventare un muro invalicabile. Il Lecce non ha disputato una grande stagione sul piano difensivo (53 gol subìti, 12esimo peggior dato del campionato), ma si è retto soltanto sul bulgaro, che ha risposto inanellando una serie di prestazioni molto convincenti. Presenza fisica, tenuta atletica, nell’uno contro uno è stato semplicemente perfetto. E le letture in marcatura arricchiscono la stagione di un protagonista assoluto nei salentini, al pari di qualcuno che troveremo più avanti nelle nostre classifiche…
3 – Dominik Drobnic, Parma
È stato il ministro difensivo della seconda miglior difesa del campionato, con soli 38 gol incassati (media di 1 a partita). Il classe 2007 non ha soltanto dominato la stagione, ha dato anche legittimità alle ambizioni da titolo del Parma. Con la sua leadership, la retroguardia assume una conformazione totalmente diversa, diventando quasi invalicabile. 34 presenze, carisma a tonnellate e soprattutto ottima presenza nella propria area di rigore. Un leader che non si riconosce dal volume dei decibel emessi, ma dal volume di chiusure in marcatura.
4 – Edoardo Sadotti, Fiorentina
Può esistere un difensore centrale talmente tecnico da avere piedi e numeri da centrocampista? Nel 2026, la risposta è sì, in qualsiasi livello. E la Fiorentina Primavera lo sa bene, potendo contare su Edoardo Sadotti. Nella difesa molto ordinata di Galloppa, lui è il “cheat code”, quel briciolo di follia che è necessario per rendersi indecifrabili agli occhi degli avversari. Oltre a rappresentare una colonna portante del sistema viola, con 36 presenze e grande regolarità di prestazioni, il classe 2006 si concede anche un ottimo livello di incisività nell’area di rigore avversaria. 4 gol e 1 assist arricchiscono la sua stagione, e risultano determinanti nel primato dei toscani.
5 – Francesco Verde, Juventus
Nel 2026 della Juventus, la notizia migliore è la crescita esponenziale di alcuni singoli. Tra questi, è impossibile non citare Francesco Verde, leader trascinante con la fascia al braccio, nonché primo pretoriano della sesta miglior difesa del campionato. Da braccetto di sinistra, lungo il corso della stagione ha rappresentato un’arma in più per Padoin, che gli ha dato libertà di espressione concedendogli anche qualche incursione nella metà campo offensiva. E la chiave di lettura più importante è proprio rappresentata da quella progressione energica, quasi rugbistica, capace di spazzare via chiunque pur di arrivare in meta. All’attivo, 29 presenze, 1 gol e 4 assist, con l’unico rammarico rappresentato da una finale di Coppa Italia giocata da assoluto dominatore, ma persa ai rigori anche per un suo errore dal dischetto.
6 – Manuel Villa, Monza
L’annata quasi commovente di Manuel Villa, ci ricorda una sacrosanta verità: può esserci dignità anche in una stagione vissuta lontano dalla borghesia del campionato. Il classe 2008 è stato il capo popolo, quel punto di riferimento che trasmetteva sicurezza ai compagni. Le sue 37 presenze, con il 95% dei minuti giocati, rappresentano un dato eloquente, che non lascia spazio ad interpretazioni. Se il Monza può vantare la quarta miglior difesa con 45 reti subìte, lo deve anche e soprattutto al proprio ministro difensivo.
7 – Bodin Tomasevic, Bologna
Il montenegrino ha seguito tutto il processo evolutivo di una difesa che nella stagione risulta essere la quarta per rendimento in tutto il torneo. Anzi, nel girone di ritorno Tomasevic si è messo in cattedra, aumentando i giri del motore, salendo di tono sul piano fisico e della presenza sull’uomo. Ma soprattutto, concedendo le briciole agli avversari. 30 partite giocate, 2 gol all’attivo durante la progressione spaventosa del Bologna nelle ultime settimane, quello sprint che ha permesso ai rossoblù di centrare i playoff. E al primo turno si è già portato a casa un souvenir molto prestigioso, togliendosi dal taschino Antonio Arena dopo averlo totalmente cancellato dal campo.
8 – Manuel Carrascosa, Torino
Nel cambio di marcia del Torino, un ruolo piuttosto centrale è stato assunto dal difensore spagnolo. Dalla 18a giornata in poi, i granata hanno fatto registrare 8 clean sheet in 20 partite (media del 40%), concedendo soltanto 18 gol (0,9 per match disputato). Numeri che certificano una seconda parte di stagione grandiosa, in cui Carrascosa ha contribuito con la sua duttilità. Da terzino bloccato o da centrale di difesa, il classe 2008 ha offerto ordine, grandi letture e intelligenza nel saper gestire gli uno contro uno.
9 – Federico Ribello, Cesena
È l’unico nella lista ad aver avuto nel passato recente una parentesi piuttosto consistente nel calcio dei grandi. L’esperienza accumulata in Serie D, Ribello l’ha riversata nel suo splendido anno a Cesena. Di reparto, la difesa concede qualche gol di troppo (52 in 38 partite), ma a livello individuale il classe 2006 è il più costante, quello che stacca la spina meno frequentemente. Buona presenza, dinamismo e ottima scelta del tempo dell’intervento: nelle 31 gare disputate, il 20enne ha guidato il reparto con lucidità.
10 – William Feola, Hellas Verona
Per decifrare la sua stagione, non si possono togliere dall’equazione due fattori determinanti. La stagione degli scaligeri, a livello di tenuta difensiva, è stata molto deludente: spesso il reparto si è scoperto fragile, fin troppo permeabile specialmente con gli attacchi alla profondità. Ma c’è un rovescio della medaglia: se da un lato il classe 2006 ha avuto qualche uscita a vuoto in termini squisitamente difensivi, dall’altro ha restituito con gli interessi nella metà campo offensiva. 2 gol, ma soprattutto 5 assist che dimostrano un indole più protesa in avanti che riflessiva.
Luca Ottaviano
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