Viareggio Cup
Viareggio Cup, la guida alle semifinali: finale tutta italiana o caccia all’upset?
Viareggio Cup, semifinali scontate o pronostici ribaltati?
Sovversione delle aspettative: è un elemento portante di un torneo come la Viareggio Cup, e per ora ha indirizzato il racconto della 76a edizione dando quel tocco di imprevedibilità che è il sale della “Coppa Carnevale”. Alle porte della finale, si presentano 4 squadre accomunate da un sogno, ma che declinano le proprie ambizioni in modi diversi. Si muovono i granelli di sabbia nella clessidra, con l’ultimo che scenderà precisamente sabato 21 marzo, alle ore 14:30. Fiorentina-One Touch e Sassuolo-Rijeka per staccare il pass per l’ultimo atto. Riviviamo dunque il percorso delle semifinaliste, allargando l’inquadratura anche ai possibili corsi e ricorsi storici…
Si riproporrà lo scenario più frequente?
Partiamo da qualche statistica che ci permetta di delineare i confini di una potenziale impresa. A Viareggio, 52 delle precedenti 75 finali del torneo si sono tinte esclusivamente di tricolore, con due italiane a contendersi il trofeo. Tradotto: il 69% delle finali della “Coppa Carnevale” è una questione italiana. A supporto della tesi, c’è il precedente della scorsa stagione, un Genoa-Fiorentina in cui i liguri si sono laureati campioni. Ed è qui che si inserisce una variabile impazzita: quella, appunto, della sovversione delle aspettative. Dal 2015 al 2019 infatti, abbiamo assistito a 5 ultimi atti esclusivamente italiani; a spezzare la catena, ci pensa l’Alex Transfiguration nel 2022, club nigeriano. Nigeria che vede nell’One Touch la speranza che si possa riproporre quello scenario.
One Touch, il cammino finora nella Viareggio Cup
Nel viaggio dell’eroe teorizzato da Christopher Vogler, c’è sempre un innesco denominato “chiamata all’azione”. Ebbene, per il One Touch quel momento è arrivato. C’è da concludere un cammino straordinario, provando a mettere la firma su un capolavoro. Gli africani però, oltre a battere i pronostici, dovranno superare persino i precedenti. Girone passato al secondo posto, grazie a 2 vittorie, 1 sconfitta e una differenza reti di +1 (5 gol fatti, 4 subìti). L’unico neo è rappresentato da quel K.O., arrivato (ironia della sorte) contro la Fiorentina, prossima avversaria in semifinale.
Da quell’1-0 dello scorso 13 marzo però, sembrano essere passate ere geologiche: agli ottavi, roboante 9-0 all’Athletic Palermo, mentre ai quarti si ripetono con un secco 0-4 ai danni dello Spezia. I nigeriani quindi si presentano alla vigilia pieni di entusiasmo e nuove consapevolezze, tra cui una fiducia alle stelle e quell’inquietante indole da ammazza-italiane che può spaventare persino un gigante della competizione come la Fiorentina.
Fiorentina, ad un passo dall’ennesima finale
Per evitare i rimpianti e il gusto amaro che soltanto una sconfitta in finale può darti, la Fiorentina deve superare gli ultimi due grandi scogli. Soltanto nel ventunesimo secolo, i viola hanno giocato e perso 4 finali a Viareggio, e per aggiungere un dettaglio piuttosto inquietante, tutte contro delle italiane. Più in generale, il conto sale a 10 finali perse se si guarda alla storia della competizione, a fronte di 7 vittorie e con un’emorragia che non si ferma dal 1992, ultimo anno in cui i toscani hanno alzato al cielo il trofeo della “Coppa Carnevale”.
Per tamponare la ferita dunque, i gigliati possono trovare nuova linfa grazie al destino, che ripropone una sfida contro il One Touch dal sapore dolce. Proprio contro i nigeriani infatti, il 13 marzo scorso la Fiorentina ha trovato il suo duecentesimo successo nella storia del torneo. Il passato recente per trovare slancio verso il futuro prossimo. A proposito di passato recente: il passo dei ragazzi di Capparella è molto regolare, con 5 successi su 5 match disputati nel torneo (di cui due ai rigori) e soltanto 3 gol incassati nei 90 minuti.
Sassuolo e Viareggio Cup: si riconferma il sodalizio?
Si può dire, senza troppa paura di sbagliare, che il Sassuolo sia diventato il dominatore della Viareggio Cup nella sua versione più moderna. Negli ultimi 10 anni, i neroverdi si sono aggiudicati 3 edizioni, centrando sempre (almeno) gli ottavi di finale e giocando due semifinali consecutive tra la scorsa stagione e quella in corso. Segnali inequivocabili, che mettono gli emiliani al centro dei radar di una competizione che hanno imparato a conoscere e a vincere. Quest’anno, il percorso fino alla top 4 è stato immacolato: archiviato da imbattuti il girone, con 9 punti su 9 disponibili, un rullo compressore da 15 gol fatti e solo 1 subìto. In scioltezza anche gli ottavi, passati con un 3-0 al Westchester United, mentre ai quarti arriva qualche singhiozzo di troppo con l’As Police, regolato ai rigori.
Adesso, l’ostacolo più stimolante, ovvero la favola Rijeka.
Rijeka, la sorpresa di questa 76a edizione
Sembrava un puntino lontano, nessuno li ha visti arrivare, ma i croati si sono schiantati sulla Viareggio Cup a tutta potenza. Imbattibilità quasi insospettabile, con 1 pareggio e 2 vittorie nel girone, il successo sul Mavlon agli ottavi e quello ai rigori contro la Rappresentativa Serie D, che ha suscitato non poche polemiche. Da adesso dunque, sognare è più che lecito e i ragazzi di Goran Gajzler giocano senza pressioni, ma con la voglia di ribaltare ciò che dicono i pronostici. Sassuolo avvisato…
Luca Ottaviano
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