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Bargagna: “All’Empoli il vivaio è la base del progetto, ogni anno promuoviamo dei giovani”

Federico Bargagna illustra il modello Empoli a Coverciano: l’importanza dell’attività di base e il passaggio diretto dal settore giovanile alla prima squadra.

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Federico Bargagna

Empoli, parla il responsabile del settore giovanile: il punto di Bargagna

La filosofia e il modello dell’Empoli si confermano un punto di riferimento assoluto per il calcio italiano. In occasione dell’evento “L’importanza del capitale umano nel calcio: il ruolo del vivaio come leva di sviluppo e sostenibilità”, tenutosi presso il Centro Tecnico Federale di Coverciano, il responsabile del settore giovanile azzurro, Federico Bargagna, ha tracciato le linee guida del club toscano.

Le sue dichiarazioni, raccolte dai colleghi di Tuttomercatoweb, evidenziano come lo scouting territoriale e una reale sinergia con la prima squadra siano i pilastri di una realtà capace di competere ad altissimi livelli.

Il valore del territorio e la sfida con i top club

“A Empoli cerchiamo di valorizzare il talento partendo dal territorio. Per noi sono fondamentali i primi scouting nell’attività di base: se riusciamo a creare un buon gruppo nelle categorie iniziali, possiamo trasmettere valori e principi fin dai primi anni. Se non accade, diventa difficile farlo successivamente. Quando si entra nelle categorie Under 16 e Under 17, con calciatori stranieri e italiani importanti, per una realtà come l’Empoli diventa difficile competere con i top club. Abbiamo tante idee e passione, a volte troviamo qualche talento, ma il nostro lavoro deve partire da territorio e attività di base. La proprietà e il presidente sono molto presenti e vivono a pieno il settore giovanile”.

Dal vivaio alla prima squadra: la Primavera come pilastro

“Oltre a far crescere i ragazzi come uomini, l’obiettivo dell’Empoli è creare calciatori pronti per la prima squadra. Da noi il salto è breve e la Primavera, col nuovo format, è quasi una terza squadra. La sinergia è costante e quotidiana e prima di creare una rosa per il ritiro della stagione successiva, si parte dai ragazzi del settore giovanile che riteniamo pronti. Il resto della squadra si costruisce solo dopo. Il vivaio non è un riempitivo ma è la base del progetto”.

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