Primavera 2B
Avellino, che stagione: ora il derby e poi a caccia di un sogno
I biancoverdi di Luigi Molino vincono 3-1 con il Palermo e conquistano l’aritmetica: saranno Play-Off. Settimana prossima l’ultima stagionale
Avellino, una stagione da incorniciare: ma il lavoro non è finito
Una stagione incredibile, frutto di un lavoro meticoloso, lungimirante, che merita di essere raccontato e lodato. L’Avellino Primavera vince 3-1 contro il Palermo e conquista i Play-Off matematici. Un obiettivo a tratti impensabile dopo la travagliata stagione dello scorso anno, ma che inscena tutto il sudore degli addetti ai lavori e la forza di un gruppo che mai ha mollato la presa, che sempre ha creduto in se stesso e che, con coraggio, ha cercato di superare i propri limiti. Anche grazie alla mano di un tecnico che con umiltà, caparbietà, diligenza, ha saputo gestire ogni piccolo pezzo del puzzle. A cui, ora, mancherebbe l’ultimo tassello.
La solida base
Già nel recente passato abbiamo raccontato il lavoro dietro al progetto giovanile avellinese. Uno di quelli fatti con cognizione di causa, atto a non svilire i propri calciatori, cercando di attribuirgli un ruolo e rendendo tutti centrali. Non escludendo nessuno dalle rotazioni, dando serenità ai giovani e, soprattutto, la possibilità di mettersi in mostra. Senza vincoli, condizioni che potessero scalfire umoralmente l’ambiente. Delle premesse fondamentali per il progetto tecnico presente – e probabilmente futuro – consolidate dalle basi ideologiche del duo Molino-Capobianco. Allenatore e Responsabile del Settore Giovanile. Un binomio che ha saputo costruire, modellare, perfezionare e inaugurare un ciclo, che con il tempo – forse neanche molto – potrà agguantare la massima serie del calcio giovanile.
I risultati stagionali nascono da qui: dalla ricerca del giusto team – in ogni sua componente, dal match analyst ai preparatori, passando per i collaboratori, dal medico al team manager, fino al segretario –; dall’amalgama venuto a crearsi; dalla oculatezza nella scelta dei giovani; dalla condivisione dei presupposti tecnici e dalla consequenziale serenità. La stagione dell’Avellino, non ancora conclusa (settimana prossima il derby contro la Salernitana, per l’ultima della stagione regolare), è di rilevanza per questo motivo. Perché mirata, ricercata, studiata, e non derivante da fortuna passeggera.
La crescita dei talenti
E in un contesto del genere, le prestazioni dei calciatori, dei talenti che colmano la rosa irpina, sono diretta conseguenza. Ecco dunque spiegate le incredibili prestazioni dei singoli, anche di coloro che non hanno dovuto far sentire il peso delle assenze. Come quella di D’Onofrio – ieri in gol, dopo mesi difficili a causa di un infortunio – o di Aloisi – capitano di questo gruppo – o ancora di Di Costanzo – leader tecnico fino a gennaio, poi trasferitosi alla Cavese in Serie C-. Insomma un moto evolutivo continuo, in cui tutti hanno detto la propria. A partire dai pali, in cui Barone e Margiotta si sono ben districati. Dalla linea difensiva: Manzo, Vignoli, Zanni, Mellino, e con loro Volpe, Frulio, Catalano. Dal centrocampo, reparto che ha strabiliato per qualità: Amiranda, Santoro, Giunto, Attanasio. Dalle incredibili capacità offensive degli esterni d’attacco, indirizzatori di partite, tutti autori di una stagione incisiva e decisiva: D’Auria, De Michele, Delishi, Pignatelli. Fino agli attaccanti, messisi sempre a disposizione del gioco e non dell’ego: D’Onofrio, Spadoni, Vaccà, Carbone.
Avellino, a caccia di un sogno: la stagione non finisce qui
Ma se da un lato è giusto festeggiare per una stagione regolare di indubbia consistenza (secondo miglior attacco, 54, e quarta miglior difesa, 35), dall’altro è corretto non abbassare la guardia. L’Avellino, ora al quarto posto ad 1 punto dal Perugia secondo e pari punti col Pescara terzo, può ancora puntare ad una migliore classifica. Ma oltre ciò, i biancoverdi dovranno fare i conti con una post-season pronta a non risparmiare nessuno. In cui servirà essere nella dimensione migliore possibile.
La squadra di mister Molino ha dimostrato di poter dire la sua, in ogni contesto, mettendo in difficoltà anche l’Empoli, mattatore del Girone B di Primavera 2. Dunque con l’attenzione ai massimi livelli, i lupi potranno rendersi protagonisti anche nella batteria Play-Off. Dove servirà qualcosa in più e non si potrà incappare in una giornata imprecisa e confusionaria come quella vista contro il Bari – penultima gara casalinga terminata 1-1, con gol di D’Auria al 90’ –.
Il cammino è ancora lungo, il viaggio non si arresta qui. Bisognerà sudare, per riuscire a togliersi ulteriori soddisfazioni e inorgoglire maggiormente società e tifosi. Ma questo gruppo ha dimostrato di poter volare. Insomma, parafrasando Baudelaire, i desideri dei viaggiatori hanno le forme delle nuvole. E l’Avellino sembrerebbe pronto ad avvicinarsi.
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