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Torino, Baldini e il retroscena su Gabellini: “Ho dovuto fare il padre cattivo”

Il Torino di Francesco Baldini è salvo. Analisi della vittoria sulla Lazio, il caso Gabellini e il futuro del tecnico granata.

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Il Torino cala il poker in casa alla Lazio: le parole di Baldini

Il Torino può finalmente festeggiare il traguardo più sofferto: la permanenza aritmetica nel massimo campionato giovanile. Dopo la sfida contro la Lazio, il tecnico Francesco Baldini è intervenuto ai microfoni di Toro News per tracciare il bilancio di una stagione vissuta sul filo del rasoio, ma raddrizzata grazie a una rincorsa furiosa iniziata nel cuore dell’inverno.

Dall’abisso alla luce: la rincorsa iniziata il 3 gennaio

Il tecnico granata ha voluto ricordare con orgoglio il punto più basso della stagione, per dare il giusto peso al lavoro svolto. “Ragionavo oggi con il mio staff che il 3 di gennaio, prima di Cremonese-Torino, era una partita tra ultima e penultima”, ha esordito Baldini. Da quel momento, la squadra ha cambiato marcia, pedalando forte per risalire la china. “Io devo ringraziare tutte le persone che mi circondano: il mio staff, l’area medica. Abbiamo tenuto i ragazzi sul pezzo nonostante il calo fisico fisiologico delle ultime settimane”. Un pensiero speciale, carico di commozione, è andato a Beppe, lo storico magazziniere del club: “Dedico questa salvezza a lui, che si sta curando e che oggi non è potuto essere qui con noi”.

Il “metodo Baldini”: il caso Gabellini e la fascia tolta

Uno dei segreti della rinascita granata risiede nella gestione psicologica dei singoli, in particolare quella di Gabellini, diventato il simbolo del girone di ritorno. Baldini ha rivelato un retroscena inedito sulla sua gestione: “Ho dovuto fare il padre cattivo e togliergli la fascia da capitano. Per alcuni mesi non ci siamo neanche parlati e lui non giocava”. Una scelta drastica, figlia della volontà di scuotere il talento del ragazzo. “L’ho fatto per cercare una reazione e quando l’ho vista gli ho ridato la fascia: era tornato il protagonista che mi raccontavano”. Una scommessa vinta che ha spostato gli equilibri della stagione.

Il futuro e il sogno dichiarato della Serie A

Con la salvezza in tasca, l’attenzione si sposta inevitabilmente su ciò che accadrà nella prossima stagione. Baldini non ha nascosto il suo attaccamento all’ambiente granata, ma ha anche ribadito le sue ambizioni personali. “Amo troppo il campo, mi piace allenare. Ho la certezza che le prime persone con cui parlerò saranno Cairo e Ludergnani. Penso che io sia servito al Torino e viceversa”.

Tuttavia, l’obiettivo a lungo termine dell’ex difensore rimane il ritorno nel calcio dei grandi: “Quando ho smesso di giocare in Serie A mi sono promesso di tornarci come allenatore. Io alleno per quell’obiettivo e il giorno che ci metterò il piede potrò smettere. Nel settore giovanile riesco a incidere molto ed è una soddisfazione, ma il mio sogno è quello”.

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