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Primavera 1, la top 10 dei portieri del campionato

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Happonen Bologna

Primavera 1, è tempo di bilanci: la Top 10 portieri

Chiuse le tende del sipario sulla stagione regolare, in Primavera 1 è tempo di tracciare i primi bilanci. Scopriamo quindi i migliori interpreti ruolo per ruolo, in una serie di Top 10 che ci aiuteranno a delineare anche il futuro dei principali protagonisti del campionato: si comincia dai portieri. Tra sorprese, mine vaganti e stakanovisti, ecco i dieci giovani che hanno difeso con più continuità i pali delle proprie squadre.

1 – Ukko Happonen, Bologna

Ha saltato una fetta importante di campionato, ma la sua assenza si è percepita particolarmente. Nell’incredibile rimonta del Bologna durante l’ultima parte della stagione, c’è il marchio indelebile dei guantoni di Ukko Happonen. Glaciale e tagliente, sangue nordico ma istinto e riflessi incandescenti: in 18 presenze, ha incassato solo 14 gol e fatto registrare 7 clean sheet. Si tratta del 38,8% delle porte inviolate e di una media di 0,7 reti subìte per partita giocata. È lui quindi uno dei segreti del cambio di marcia di una delle squadre più in forma del campionato, capace di nutrirsi anche degli interventi del proprio portiere per centrare i playoff. Nota a margine: dagli undici metri è un incubo per i tiratori, avendo parato il 60% dei calci di rigore in stagione ( 3 su 5).

2 – Andrea Vailati, Monza

Cominciamo restituendo il dato così com’è: tra i portieri con più di 15 presenze, detiene la percentuale maggiore nel rapporto tra partite giocate e clean sheet. Il Monza alterna molto tra i pali, ma quando a difenderli c’è Andrea Vailati, la difesa si chiude in maniera ancora più ermetica. Il classe 2007 ha abbassato la saracinesca 9 volte in 16 gare, totalizzando quindi il 56% di clean sheet. In più, i brianzoli nonostante il quindicesimo posto sono la quarta miglior difesa del campionato, con 45 reti subìte di cui soltanto 11 quando in porta c’era Vailati. Tradotto: il diciottenne ha incassato il 24% dei gol totali (circa 0,7 per match disputato).

3 – Gianluca Astaldi, Parma

Il Parma è una squadra che produce, che ha tante soluzioni offensive e può contare su uno dei principali bomber del campionato. Ma per equilibrare una potenza di fuoco da 59 gol, c’è anche bisogno della seconda miglior difesa del torneo. I crociati mettono il lucchetto alla propria porta, non solo grazie ad una fase difensiva attenta, ma anche perché tra i pali c’è Gianluca Astaldi34 partite giocate, è uno dei portieri più impiegati del campionato e soprattutto quello con più clean sheet di tutti. Il classe 2006 ha tenuto la porta inviolata 12 volte, circa il 36% sul totale delle presenze. Numeri impressionanti soprattutto nelle ultime 12, in cui il nativo di Roma ha chiuso a doppia mandata la porta con 7 partite senza subire gol. Riflessi, solidità, presenza: gli emiliani credono nello scudetto anche grazie al proprio portierone.

4 – Nicolò Pannozzo, Lazio

Perché gli eroi non sono soltanto quelli con una maschera. In casa Lazio lo sanno bene, ma ogni tanto Nicolò Pannozzo mette in crisi questa consapevolezza. Indossa i guantoni, ma spesso si è messo il mantello da Superman per arrivare su traiettorie impensabili. Il classe 2008 è subentrato in corsa, ereditando i pali di una squadra che concedeva molto, ma che dal suo arrivo ha alzato il livello della propria difesa. Dalla notte al giorno, dal buio ad uno spiraglio di luce: dai 17 gol incassati nelle prime 13 partite, si passa a 12 reti subìte nelle successive 13. Cosa è cambiato? Il protettore dei pali: Pannozzo subentra con riflessi mostruosi e infila una serie impressionante di parate decisive, oltre a trovare 7 porte inviolate nell’arco di tempo di riferimento. Chiuderà l’annata con 20 presenze 8 clean sheet (il 40% del totale).

5 – Giorgio De Marzi, Roma

È una Roma multietnica, con il proprio attaccante di origini australiane e… Captain America a difendere i pali. Non sono gli Avengers, ma a loro modo hanno recitato il ruolo di supereroi di una squadra a cui servono dei protagonisti assoluti. Giorgio De Marzi è stato per alcuni tratti della stagione un’ottima soluzione quando l’attacco non funzionava, per costruire la classifica in un altro modo, ovvero subendo meno gol. E in effetti, i numeri stagionali traducono fedelmente questa necessità di affidarsi al proprio portiere: nelle 20 presenze accumulate, il nativo di Lancaster ha incassato solo 17 gol (media di 0,85 per partita). In più, è il secondo in campionato per clean sheet (10), dietro soltanto ad Astaldi. Insomma, una candidatura all’interno della Top 10 del ruolo è obbligatoria.

6 – Plamen Penev, Lecce

Sopportare gli urti della prima stagione in Primavera 1, giocando contro attaccanti più esperti e sorreggendo da solo il peso della porta. Una sola parola: personalità, Plemen Penev ne ha da vendere. “Dal vangelo secondo Stakanov”: il classe 2008 le ha giocate tutte, centrando il 100% dei minuti disponibili e offrendo tantissime buone prove. La porta rimane inviolata 8 volte, ma soprattutto il diciottenne dà la sensazione di avere già l’indole da veterano.

Non si scompone mai, ha una durezza mentale folle se rapportata all’età, e soprattutto affina un indole da para-rigori molto interessante. 3 tiri dal dischetto neutralizzati su 7 tentativi, con il 43% di efficacia. Il Lecce potrebbe aver trovato il portiere del futuro.

7 – Niccolò Fontana, Cesena

Alcuni potrebbero obiettare sulla posizione in classifica, ma l’unica certezza è che sarebbe scandalosa la sua assenza da questa Top 10. Sicurezza tra i pali, struttura fisica imponente e ottimi riflessi per il 18enne portiere del Cesena. Nella sua stagione, poco più di 1 rete incassata a partita e 8 porte inviolate in 29 presenze. Tra gli highlights della sua grande stagione, l’assist confezionato per Galvagno nel 3-2 contro il Milan. Un rinvio lunghissimo, che certifica il range pazzesco del numero 39 dei bianconeri.

8 – Alessandro Anelli, Atalanta

Nella prima parte di stagione, veniva spesso impiegato in Under 18. Dalla 21esima giornata in poi, Anelli è diventato il titolare in Primavera, e nessuno gli ha più tolto lo status di “numero 1” dei ragazzi di Bosi. Nella sua stagione tanti momenti indelebili, ma il picco massimo resta la finale di Coppa Italia: impressionante con tre riflessi decisivi nei 90 minuti, insuperabile ai calci di rigore. Chiude l’annata con 21 presenze7 clean sheet (esattamente il 33,3% di media), mostrando qualche crepa solo nell’ultima partita, in cui la Juventus gli presenta il conto vendicandosi di quanto successo in coppa e sbattendo fuori la Dea dai playoff.

9 – Atanas Kehayov, Cagliari

Il Cagliari è la terza peggior difesa, con 62 gol incassati. E questo assunto potrebbe togliere credibilità alla nomination di Kehayov. Eppure, analizzando e approfondendo la stagione del bulgaro, ci accorgiamo di come sia stato paradossalmente decisivo. Innanzitutto, con i suoi 7 clean sheet ha regalato 19 dei 39 punti totali dei rossoblù, mettendo la firma sul 48% della classifica dei sardi.

10 – Leonardo Santer, Torino

La mancanza di solidità ha segnato la prima parte di stagione dei granata. Eppure, Leonardo Santer è rimasto tra i migliori in stagione per tutto l’anno, nonostante i momenti di profonda crisi iniziale. Anzi, dal suo insediamento tra i pali, il Torino ha ritrovato un po’ di tranquillità e ha registrato qualcosa anche in termini difensivi. Dalla 18a giornata in poi, ha trovato dei suoi 8 clean sheet stagionali, regalando al pacchetto arretrato quella solidità necessaria per rimontare in classifica e allontanarsi dalla zona retrocessione.

Luca Ottaviano

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