Primavera 1
Primavera 1, la Top 10 dei centrocampisti del campionato
Conclusa la stagione regolare, è tempo di classifiche: è il turno della Top 10 dei centrocampisti del Primavera 1 25/26
Primavera 1, è tempo di bilanci: la Top 10 centrocampisti
Chiuse le tende del sipario sulla stagione regolare, in Primavera 1 è tempo di tracciare i primi bilanci. Scopriamo quindi i migliori interpreti ruolo per ruolo, in una serie di Top 10 che ci aiuteranno a delineare anche il futuro dei principali protagonisti del campionato. Si continua con i centrocampisti centrali: leader di temperamento e carisma, ragionieri e bomber inaspettati.
1 – Gabriele Conti, Fiorentina
Quella scintillante medaglia d’oro dà una profondità diversa al lavoro svolto da un autentico coltellino svizzero. Se fossimo in una serie tv, potremmo dire: “Better Call Gabriele”. Conti c’è sempre stato nei momenti più importanti della stagione della Fiorentina, al di là del minutaggio effettivo: perché i suoi gol non si contano, si pesano. A fine anno, presenta un conto di 11 reti, ma il dettaglio più interessante è che lo fa con una continuità spaventosa uscendo dalla panchina. In campionato ha una media di 1 gol ogni 127 minuti giocati: è la più alta della squadra, battendo perfino Riccardo Braschi (1 centro ogni 144 minuti circa). Inoltre, circa il 54% dei suoi timbri arriva nel secondo tempo e da subentrante. Insomma, di professione farebbe il centrocampista, ma di indole è stato l’agitatore per eccellenza in una squadra da titolo.
2 – Edoardo Tigani, Parma
È stato l’orologio biologico del Parma, ma anche il suo sistema nervoso centrale. Edoardo Tigani ha completato il suo processo di crescita firmando una stagione da vero e proprio leader. Catalizzatore per eccellenza, ha azionato la prima costruzione con grandissima continuità, arrivando anche molto spesso negli ultimi metri, per incidere in prima persona. 5 gol e 1 assist a bilancio in 29 partite, ma soprattutto una freddezza glaciale nello scegliere sempre la linea di passaggio giusta o il momento più opportuno per alzare i ritmi della manovra. Il cervello pensante della seconda della classe.
3 – Andrei Toroc, Bologna
In una sola parola: presenza. Perché il Bologna è stato protagonista di una delle fiammate più folgoranti della seconda parte di stagione, grazie a molti protagonisti che hanno alzato i giri del motore. Eppure, in un contesto in cui tanti hanno scelto di emergere nel 2026, Andrei Toroc ha rappresentato l’elemento di continuità, il filo conduttore. Regolarista, ha tenuto sempre altissimo il proprio contenuto in termini di fisicità e incisività negli equilibri della squadra. In 30 presenze, ha messo a segno 5 gol e servito 7 assist (miglior dato della squadra, al pari di Lo Monaco e Lai). Attestato di stima necessario, per un senatore silenzioso, che ha dato tanto sfogo alla propria qualità e meno alle corde vocali.
4 – Alessandro Di Pasquale, Lecce
A proposito di sostanza, è impossibile non citare Alessandro Di Pasquale. Il ministro del centrocampo del Lecce, uno dei pochi sprazzi di tricolore all’interno dei salentini, ma anche uno dei più vivaci nella stagione. Andando a memoria, non crediamo esistano partite, tra le sue 34 disputate, in cui abbia sbagliato l’approccio: attenzione sempre ai massimi livelli, generosità e anche presenza nella metà campo offensiva. Siamo di fronte ad uno dei principali leader nei giallorossi. Un centrocampista che ha ricoperto tutte le funzioni: ispiratore (7 assist stagionali), goleador (2 reti), incursore e sabotatore della manovra avversaria.
5 – Filippo Bertaccini, Cesena
Suo malgrado, diventa il simbolo di come le cose, anche le più belle, possano essere cancellate da un soffio di vento. La sua partenza in stagione è stata a dir poco folgorante: leader tecnico del Cesena, anche a minutaggio ridotto ha avuto un impatto devastante, con 8 gol e 2 assist in 20 presenze. Da solo, rappresentava il 25% della produzione offensiva di uno degli attacchi più ispirati del campionato. Poi, l’infortunio che lo ha mandato al tappeto, sottraendo al torneo uno degli attori principali, almeno della prima parte di stagione. E allora la citazione nella Top 10 è obbligatoria, per dare risalto ad un protagonista della squadra che ha concluso la stagione regolare al terzo posto anche grazie alla sua sgasata iniziale.
6 – Filippo Cerpelletti, Inter
Potrebbe essere utilizzato come definizione di “controllo”. Non si scompone mai, cerca sempre la soluzione per uscire in palleggio ed è incredibilmente ordinato durante la prima costruzione. Filippo Cerpelletti ha tenuto nel taschino le chiavi del centrocampo dell’Inter, e limitando le proprie sbavature (prossime allo zero) ha contribuito ad alzare la qualità della manovra. In più, per aggiungere spessore al suo anno, il numero 4 dei nerazzurri ha indossato regolarmente la fascia da capitano, non subendone mai il peso specifico e rimanendo sempre lucido nelle scelte. Infine, 3 gol e 2 assist impreziosiscono le sue 35 presenze in campionato.
7 – Muhammed Bah, Roma
Nel corso della stagione, Muhammed Bah è diventato l’elemento fondamentale negli ingranaggi della Roma. Quando si inceppava lui, il motore della squadra perdeva cavalli. L’inizio di campionato è stato imponente: l’8 giganteggiava a centrocampo, sfruttava la propria esuberanza sul piano atletico e fisico per trasformarsi anche in un’arma in più nella transizione. Sul finale è calato, come tutto il gruppo, ma il suo apporto da 2 gol e 5 assist in 34 partite giocate rimane comunque notevole.
8 – Nicolò Ballabio, Monza
Alla sua seconda annata in Primavera 1, Nicolò Ballabio ha pescato dal cilindro una stagione magica. È un classe 2008, elemento che non va tolto dall’equazione, perché nonostante l’età il diciottenne gioca da veterano. In più, ha dato prova di sapersi prendere responsabilità importante e un peso sempre più grande negli equilibri della squadra. 34 gare disputate, 4 gol e altrettanti assist per il ragioniere del centrocampo del Monza. E il prossimo anno ci sarebbe la Serie A come sogno da inseguire…
9 – Emmanuele De Chiara, Napoli
Il verdetto finale è pesante, e condanna il Napoli a fare ragionamenti diversi per il futuro. Ma il risultato non può cancellare il percorso del protagonista assoluto nei partenopei. Emmanuele De Chiara è stato il cuore pulsante degli azzurri: grinta, presenza, giocate risolutive, gol pesanti e soprattutto senso dell’urgenza. Nel periodo più difficile, il capitano ha provato ad alzare i giri del proprio motore, concentrando gran parte della sua produzione offensiva nell’ultima fetta di campionato. 29 partite, 6 gol e 3 assist; di questi, 4 centri e 2 passaggi vincenti sono arrivati nelle ultime 10 gare. In sostanza, quando serviva un leader De Chiara ha preso in mano le redini del gruppo.
10 – Jurgen Peci, Hellas Verona
Probabilmente rappresenta l’exploit più inaspettato per una caratteristica in particolare: il senso dell’ultimo passaggio. Jurgen Peci ha fatto dell’assist la propria arma segreta: nonostante il suo raggio d’azione non comprendesse l’area di rigore o le zone limitrofe, il conto a fine stagione è di 9 passaggi vincenti in 35 match disputati. A cui si aggiungono anche 3 gol, per non farsi mancare l’apporto anche in prima persona. È il terzo miglior assist-man del Primavera 1, dietro solo a Marello e Laerke che per alcuni tratti della stagione sembravano fare un altro sport. In più, la fascia da capitano indossata nell’ultima porzione di stagione ci restituisce lo status all’interno dell’undici: da tassello importante ad autentico leader.
Luca Ottaviano
Continua a leggere le notizie di Mondo Primavera e segui la nostra pagina Facebook