Primavera 1Roma
Paratici, colpo last minute per i playoff di una Roma… stanca
Roma in debito d’ossigeno: Paratici la revitalizza
Senza allarmismi, ma con freddo e analitico realismo: la Roma di Guidi ha perso smalto, creatività e peso offensivo. Lo raccontano le ultime settimane di Primavera 1, in cui ha perso contatto con un primato che fino alla metà di marzo era di sua proprietà. E in un contesto delicato, di smarrimento sia tecnico che identitario, i giallorossi sono costretti a cercare qualche scarica di energia in una panchina con tante alternative. Tra queste, sale in cattedra Lorenzo Paratici, attaccante classe 2008 che nella parte centrale della stagione era rimasto in U18, mentre in questo finale di stagione diventa prezioso anche per la Primavera. Il gol contro il Napoli ne è la dimostrazione, nell’economia di una partita ripresa per i capelli proprio grazie al graffio del 2-2 del figlio d’arte.
La sintesi perfetta tra senso dell’urgenza e provvidenza
Come nel celebre quadro di Edvard Munch, Federico Guidi avrebbe voluto urlare al 63′ di Napoli-Roma, tanto era lo stato di evidente smarrimento della sua creatura, incapace di reagire davanti all’ulteriore scossone di una stagione che sta prendendo un risvolto inquietante. Eppure, come spesso accade, nell’emergenza e nella sofferenza (malcelata da un atteggiamento sempre piuttosto glaciale nell’area tecnica), c’è l’intuizione. In questo caso, l’idea vincente prende il nome, e le sembianze, di Lorenzo Paratici.
Potrebbe sembrare un’ultima preghiera: d’altronde il classe 2008 è abituato a dominare nell’Under 18, dove dal 25 gennaio ha segnato 7 gol e smazzato 1 assist nelle ultime 7 presenze. Eppure, la sua presenza nella panchina dell’Under 20 non è soltanto il riconoscimento del merito, ma una richiesta di aiuto concreta. E allora il 17enne esce dal cono d’ombra della panchina, e si prende tutti i riflettori in un pomeriggio complicatissimo per i giallorossi.
Al 79′ confeziona la prima gioia in Primavera nella sua carriera, mentre qualche giro d’orologio più tardi si divora il 2-3 in una trance agonistica che dura fino al 94′, minuto nel quale con un controllo in area e una girata, spaventa nuovamente il portiere. Tre chance costruite in poco più di mezz’ora, e una scarica d’adrenalina che defibrilla una Roma con l’encefalogramma piatto. Ed è una stoccata importante anche in chiave playoff, per fermare un’emorragia di risultati che vede i giallorossi comunque a secco di vittorie da 5 partite (ultimo successo il 5 marzo contro il Frosinone). A bilancio, 3 pareggi e 2 sconfitte, che proiettano i ragazzi di Guidi al quarto posto, perdendo contatto dal primato che al momento sembra una questione aperta solo a Fiorentina, Cesena e Parma.
Paratici e Arena per ritrovare energie e… gol
I numeri traducono perfettamente la sterilità del reparto offensivo: l’ultimo gol di una punta risaliva al primo marzo, un 1-0 contro il Milan deciso da Morucci. Da lì in poi, 5 reti segnate in 5 partite, di cui 3 provenienti da Nardin e Seck: in sostanza, due centrali difensivi avevano inciso sul 60% della produzione offensiva dell’ex capolista del campionato nel suo ultimo mese e mezzo. Per questo, il timbro di Paratici nel 2-2 contro il Napoli assume un peso specifico che va oltre un pareggio interno che sa anche di occasione persa. Il classe 2008 e la riabilitazione di un classe 2009 come Arena infatti, dovranno alimentare la corsa di una Roma che non è più la schiacciasassi del mese di febbraio.
Anche per l’italo-australiano, si tratta di un’ultima parte di stagione in evidente flessione negativa. Dopo l’exploit devastante dello scorso 15 febbraio, in cui aveva steso l’Inter con 1 gol e 3 assist, il diciassettenne non ha più centrato il bersaglio. Con le polveri bagnate da due mesi, è dunque necessario che il bomber dei giallorossi torni a bussare alla porta avversaria. E in sua attesa, proprio Paratici potrebbe essere determinante, dando alla squadra di Guidi quelle reti che mancavano.
Luca Ottaviano
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