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Bologna, squalifica per Ravaglioli dopo il caso scommesse

Ravaglioli squalificato per scommesse sul calcio: sei mesi di stop, metà convertiti in prescrizioni alternative e percorso terapeutico.

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Tommaso Ravaglioli (Bologna)
Tommaso Ravaglioli (Bologna)

Squalifica per Tommaso Ravaglioli dopo il caso scommesse

Tommaso Ravaglioli è stato sanzionato dal giudice sportivo per aver violato le norme federali in materia di scommesse. Il giovane calciatore del Bologna, attualmente inserito nel gruppo Primavera, è finito al centro di un procedimento disciplinare che si è concluso con una sospensione dall’attività agonistica e una multa economica.

Le motivazioni del provvedimento

Secondo quanto riportato nel dispositivo, Ravaglioli è stato squalificato “per avere effettuato, nel periodo fine 2024-dicembre 2025, scommesse su competizioni calcistiche nazionali e/o internazionali”. La contestazione riguarda quindi un arco temporale di circa un anno durante il quale il giocatore avrebbe preso parte ad attività di gioco vietate dai regolamenti sportivi per i tesserati.

Le norme federali, infatti, impongono rigide limitazioni agli atleti professionisti e ai tesserati, vietando qualsiasi forma di scommessa legata agli eventi calcistici. La violazione di tali disposizioni comporta generalmente pesanti conseguenze disciplinari, che possono includere squalifiche di lunga durata e sanzioni economiche.

La decisione del giudice sportivo

Nel provvedimento emesso nella giornata di lunedì 15 giugno, il giudice sportivo ha stabilito per il calciatore una ammenda pari a 5 mila euro. Oltre alla multa, è stata disposta una squalifica “di sei mesi, tre dei quali commutati in prescrizioni alternative”. In pratica, metà della sospensione sarà sostituita da specifiche misure previste nell’ambito del percorso concordato con le autorità sportive. La decisione tiene conto di diversi elementi emersi durante l’istruttoria e della collaborazione fornita dal giocatore nel corso della vicenda.

Autodenuncia e percorso terapeutico

A incidere sulla determinazione della pena è stata soprattutto la scelta di Ravaglioli di collaborare attivamente. Il calciatore, infatti, si è autodenunciato d’intesa con il Bologna, assumendosi la responsabilità dei propri comportamenti. Questo atteggiamento ha contribuito a ottenere una riduzione della sanzione. Inoltre, il giovane atleta ha accettato di intraprendere un programma terapeutico finalizzato alla cura della ludopatia, percorso che rappresenta uno degli aspetti centrali delle prescrizioni alternative previste dal provvedimento disciplinare.

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