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Parma, Conde: “Da Villiers-le-Bel ai playoff di Primavera 1, vi racconto la mia crescita”

Il capitano del Parma Primavera Bernardo Conde si racconta a cuore aperto: l’arrivo dalla Francia, il rapporto con Corrent e Cuesta e il sogno dei playoff.

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Bernardo Conde

Dalla Francia a leader crociato: l’adattamento e la fascia sul braccio

Da Villiers-le-Bel a pilastro della retroguardia crociata. Bernardo Conde, difensore classe 2006 e capitano del Parma Primavera, si è raccontato in un’intervista esclusiva ai microfoni di ParmaLive.com. Il centrale francese ha ripercorso le tappe della sua giovane carriera, dal difficile impatto iniziale con il calcio italiano fino alla straordinaria cavalcata nei play-off scudetto di Primavera 1, senza dimenticare il rapporto con mister Corrent e le prime fortissime emozioni vissute a contatto con la prima squadra.

Dalla Francia a Parma: l’adattamento e la fascia sul braccio

Arrivato in Italia a soli 15 anni, Bernardo Conde ha dovuto superare le barriere della lingua e della distanza da casa prima di imporsi come leader, seppur con uno stile tutto suo, molto diverso da quello del compagno di reparto Drobnic.

“Quando mi ha chiamato il Parma in realtà non lo conoscevo. Poi sono venuto qui e ho trovato un nuovo paese, una nuova lingua, un nuovo calcio che mi è piaciuto. Il mio primo pensiero era che sarebbe stata una bella esperienza. All’inizio ero con i più grandi, i 2003-2004, ed ero molto giovane. Non avevo ancora amici, però erano gentili. Poi ho iniziato a giocare, mi sono abituato e il feeling è andato da solo. Da capitano so che ci sono delle responsabilità, come gestire lo spogliatoio, ma anche essere un esempio sia in campo sia fuori dal campo. Se mi hanno scelto vuol dire che hanno visto qualcosa in me. Drobnic? Lui urla perché prova a gestire e far sentire quello che pensa. Io sono un po’ più tranquillo e cerco sempre di far sì che all’interno della squadra non ci sia un clima negativo, ma positivo. Anche se sono arrabbiato, provo a non farlo vedere e a dire le cose in modo gentile.”

Il segreto del gruppo crociato, reduce dalla vittoria del campionato di Primavera 2 nella passata stagione e ora protagonista ai massimi livelli della categoria, risiede proprio nella compattezza dello spogliatoio guidato da Nicola Corrent.

“Siamo diventati un gruppo, una famiglia unita. Eravamo tanto uniti, perché siamo anche passati da partite difficili. Per il mister ho grande stima, è uno che ha tanti obiettivi e che ha personalità, perché è riuscito a trasferirci i suoi valori. Ha fiducia in me, anche quando gli faccio prendere qualche spavento con i rigori calciati con lo scavetto! Sa che sono calmo, soprattutto nei momenti importanti. Con cucchiaio o senza, ha fiducia in me.”

Il rapporto con la Prima Squadra e il futuro tra i professionisti

Le ottime prestazioni con la formazione Primavera hanno spalancato a Bernardo Conde anche le porte della prima squadra, permettendogli di assaporare il clima del calcio dei grandi sotto la gestione di mister Cuesta.

“Allenarsi con la Prima Squadra per me prima di tutto è un piacere. Quando mi alleno con loro cerco di prendere gli aspetti positivi da tutti i difensori. È stata una bella esperienza, soprattutto quando sono stato convocato per la prima volta nella partita contro l’Hellas Verona: è stato bellissimo. Mister Cuesta ci dà tanta fiducia, ci parla tanto anche in allenamento. È venuto anche tante volte a Noceto a vederci giocare e a farci i complimenti, dandoci dei consigli importanti. La prossima stagione sarà la prima tra i professionisti: il mio obiettivo è abituarmi velocemente a quel mondo e poi cercare di giocare. Poi non lo so, solo Dio lo sa.”

Proprio la fede rappresenta un punto fermo nella vita del giovane difensore, come testimonia la frase della Bibbia presente sul suo profilo social (“Tutto posso in colui che mi dà la forza”), utile anche a superare le delusioni sportive.

“L’ho scelta perché questa frase, anche nei momenti difficili, mi fa ricordare che c’è un Dio lassù ed è lui che sceglie. Contro la Juventus, in Coppa Italia, siamo stati eliminati all’ultimo minuto. Io ero arrabbiato, però alla fine ho pensato che se ha scelto che non dovevamo vincere, allora non vinciamo. Ora siamo emozionati per le finali dei play-off, sappiamo che è una partita importante. Abbiamo un po’ di ansia perché è la prima volta che facciamo i playoff di Primavera 1, ma aspettiamo quel giorno e vedremo.”

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