Primavera 1
Juventus, Padoin alla vigilia del Parma: “Contro la finalista Scudetto serve coraggio”
Simone Padoin presenta il debutto della Juventus con il Parma dopo il rinnovo fino al 2028: “Gruppo in crescita, pronti ad andare a duemila”.
Il tecnico bianconero blinda il futuro fino al 2028 e carica l’ambiente: “Formiamo i ragazzi facendo capire l’importanza del risultato”
Alla vigilia dell’esordio nel campionato Primavera 1 per la stagione 2026/2027 contro il Parma, il tecnico della Juventus Primavera Simone Padoin ha presentato la nuova annata. L’allenatore bianconero, fresco di rinnovo contrattuale fino al 30 giugno 2028, si è soffermato sulle prospettive della squadra, sul bilancio della preparazione estiva e sul valore dell’imminente sfida contro la compagine emiliana.
La società ha confermato piena continuità al progetto tecnico focalizzato sulla crescita dei giovani verso il professionismo.
La conferma in panchina e gli obiettivi della stagione
Mister Padoin ha espresso grande soddisfazione per il prolungamento dell’accordo con il club bianconero:
“Il rinnovo di contratto fino al 2028 mi ha fatto molto piacere perché è un chiaro segno di fiducia. L’anno scorso è stata la mia prima annata: c’era molta curiosità, in primis da parte mia, su come avrei vissuto e reagito a questa nuova esperienza. Mi è servito qualche mese per entrare nella quotidianità, ma ho chiuso la stagione moderatamente soddisfatto dei risultati. A livello personale, la soddisfazione più grande è stata vedere il percorso di crescita dei ragazzi. Sono felice che la società abbia rinnovato la fiducia in me: era quello che speravo e mi dà grande carica per continuare a lavorare, aiutare questi ragazzi a migliorare e cercare di raggiungere risultati importanti di squadra”.
Sulla fisionomia del gruppo e il focus del calcio dei grandi:
“Nel settore giovanile non si parte mai come in prima squadra, dove hai una base solida a cui aggiungi pochi elementi. Ogni anno i gruppi cambiano e c’è sempre molta curiosità. In rosa abbiamo diversi giocatori rimasti dalla passata stagione che avevano trovato poco spazio: c’è tanta voglia di vederli all’opera da protagonisti. In Primavera il processo di crescita rimane fondamentale, ma avvicinandosi al calcio dei grandi — dove tra pochi mesi questi ragazzi si giocheranno il futuro — è fondamentale iniziare a capire anche l’importanza del risultato. Ci saranno momenti in cui conterà meno essere belli e si dovrà pensare a portare a casa la posta in palio, perché il focus principale del calcio professionistico è vincere”.
Gestione umana e bilancio della preparazione
Il tecnico si è poi concentrato sul rapporto con i calciatori e sul lavoro svolto durante il ritiro estivo:
“L’aspetto umano è diventato prioritario: devi far sentire ai ragazzi la tua vicinanza e trasmettere quanto tu sia focalizzato sul loro miglioramento. Anche noi allenatori dobbiamo adattarci a una generazione diversa da quella in cui siamo cresciuti. Un tempo bastava che l’allenatore dicesse qualcosa per prenderla per vera; oggi ai ragazzi devi spiegare le decisioni e motivare le richieste. Quando i giocatori percepiscono questa attenzione, capiscono l’importanza del proprio ruolo nel gruppo e sono stimolati a dare di più. Di conseguenza, i risultati arrivano da soli.
Rispetto all’anno scorso la preparazione è andata molto meglio, anche per una questione numerica. Quest’anno, con l’introduzione dell’Under 18, siamo riusciti a spalmare un gruppo di quasi 40 giocatori su due squadre e questo alla lunga ci darà grandi benefici. La preparazione è filata liscia e senza infortuni: ci siamo sempre allenati in 20-21 elementi con grande regolarità. Ora c’è curiosità di vedere come affronteremo l’esordio in campionato”.
Le richieste per il debutto contro il Parma
Infine, le indicazioni e lo spirito richiesto per la prima giornata di campionato contro i crociati:
“Partiamo subito forte contro il Parma che due mesi fa giocava la finale scudetto e questo rappresenta uno stimolo in più. Voglio vedere una squadra vera. L’ho detto ai ragazzi fin dal primo giorno: siamo un gruppo in costruzione, con tanti elementi nuovi o che l’anno scorso hanno giocato meno, quindi dobbiamo compattarci. Non voglio vedere undici entità distinte in campo. Chiedo spensieratezza, entusiasmo e coraggio: all’inizio l’emozione potrà farsi sentire, ma voglio che giochino sereni e tranquilli, andando a duemila all’ora. Hanno le qualità giuste per fare una bella partita”.
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