IntervisteAvellino
ESCLUSIVA MP – Avellino, Capobianco: “Vogliamo continuare a fare bene e dobbiamo completare la rosa. Molino? Un professionista che dà tanto”
Giuliano Capobianco, responsabile del settore giovanile dell’Avellino, ha parlato ai nostri microfoni della stagione che verrà
Le parole di Giuliano Capobianco, responsabile del settore giovanile dell’Avellino
Dopo un’incredibile stagione nel campionato di Primavera 2, culminata con l’eliminazione ai Play-Off con il Modena ai calci di rigore, l’Avellino Primavera si appresta a vivere un nuovo campionato. Sono stati tanti i movimenti, fino ad ora, che hanno interessato l’Under biancoverde. Molti giocatori centrali nella formazione dello scorso anno di mister Luigi Molino hanno salutato temporaneamente i Lupi, trasferendosi in prestito in varie squadre di Serie C per la loro prima esperienza nel calcio professionistico. I biancoverdi hanno dunque rinnovato l’organico della Primavera, promuovendo giovani dalle Under, ma anche andando a reclutare talenti in giro per l’Italia. Movimenti – non ancora terminati – che, in tal senso, hanno restituito – e restituiranno – all’Avellino una nuova faccia. Anche se con le stesse fondamenta: basate sull’incredibile lavoro tecnico-tattico-attitudinale di Molino e sulle scelte sempre oculate del responsabile del settore giovanile Giuliano Capobianco. A raccontare ai nostri microfoni le sensazioni e gli obiettivi in vista della nuova stagione, oltre che i programmi futuri dell’intero vivaio biancoverde, è stato proprio il direttore irpino.
Capobianco, il lavoro di valorizzazione
Direttore, sono state settimane di lavoro intenso. Ci sono state tante novità per alcuni giovani messisi in mostra la scorsa stagione, ed ora l’Avellino procede a valorizzare l’incredibile lavoro fatto: quanto la inorgoglisce aver costruito un progetto tale da mettere in risalto così tanti ragazzi? Ricordiamo i trasferimenti di Mellino, Manzo, D’Onofrio, De Michele, Spadoni, Vignoli e Amiranda in Serie C.
“Per quanto riguarda i ragazzi balzati nel professionismo, dal punto di vista del passaggio dalla Primavera alla Lega Pro, credo che questo sia il principale risultato del lavoro fatto in questi anni. In particolar modo l’anno scorso. Perché comunque abbiamo dimostrato che siamo in grado di formare calciatori che possano fare una carriera importante. Sono tutti ragazzi validi. Questo è frutto del lavoro fatto da tutto lo staff, dalla società, ma il merito dei ragazzi è tanto. Siamo orgogliosi di quanto stiamo costruendo e del percorso dei sette ragazzi trasferitisi in prestito. Ma anche del percorso stesso di Aloisi, che ha fatto tutto il ritiro con la prima squadra ed oggi è ancora aggregato agli ordini di Nesta”.
Gli obiettivi per la prossima stagione e il punto sulla rosa
L’Avellino arriva da un’annata di altissimo livello, quali sono gli obiettivi – fermo restando che il campionato di Primavera 2 sia ricco di insidie – per la prossima stagione? Teme che possano nascere “pressioni”, dati gli standard della stagione appena trascorsa, e che possano essere di intralcio per un regolare percorso in campionato? In relazione a ciò, quali sono i programmi per la prossima stagione? Ci sono stati tanti innesti, alcuni giovani hanno scalato la categoria, passando dalle under alla Primavera. Insomma, si è cambiato molto. Ci sono i giusti presupposti per ricreare un gruppo spavaldo e vincente come quello dello scorso anno? In questi giorni dobbiamo aspettarci altro che rafforzi ancor di più l’organico?
“Per il campionato di Primavera 2, c’è la volontà di continuare a fare bene. Perché comunque lo scorso anno abbiamo fatto un gran lavoro, forse andando oltre le aspettative. Però c’è volontà di continuare su questa linea. In questo momento però siamo ancora un cantiere aperto, anche visto il regolamento. Con tutti i 2007 che sono saliti su e andati a giocare in Serie C, ora dobbiamo completare la rosa, perché abbiamo un buon gruppo composto da 2008/2009. A noi interessa più che altro formare altri ragazzi. Per il campionato ripeto, c’è volontà di fare bene, poi bisogna conoscere il girone, vedere le altre squadre. Perché anche le altre stanno cambiando molto. Quindi aldilà degli obiettivi di classifica, deve essere anche questa un’annata di formazione. Poi, se dovessero arrivare risultati importanti come lo scorso anno, saremo più che contenti”.
L’importanza di mister Molino
Nell’allenamento congiunto con la prima squadra, la Primavera ha già mostrato ottime trame di gioco, oltre che una qualità tecnica totale di gran livello. Sicuramente si riparte da una garanzia, che porta il nome di mister Molino. Che si è dimostrato un ottimo allenatore, un valorizzatore incredibile, oltre che un uomo dal grande spessore umano. Perché entrare in sintonia con dei ragazzi giovani non è per nulla semplice, ancor di più farli rendere in quel modo. Facendosi rispettare, acquisendo la fiducia dell’intero gruppo, nonostante abbia molte volte dovuto compiere scelte difficili. È l’arma in più di questa squadra? Quanto è importante avere persone del genere all’interno di un progetto inteso alla futuribilità, oltre che al presente? E quanto incide un tecnico di questo calibro negli equilibri di un’intera rosa, ma anche nelle dinamiche dirigenziali?
“Mister Molino è un professionista che ha dato – e continua a dare – tanto al settore giovanile dell’Avellino, perché è partito dalle fondamenta insieme a me 7 anni fa. Da quando è subentrato il presidente D’Agostino. Quindi questa continuità che ci è stata concessa dalla proprietà ci ha dato l’opportunità di fare grandi cose. E Molino ne è l’esempio lampante. Lui insieme al suo staff, a cui abbiamo dato continuità. Sicuramente il mister, poi, anche dal punto di vista caratteriale riesce a dare tanto ai ragazzi. Perché va oltre il semplice campo, insegnando dei piccoli trucchi da spogliatoio. Che sono fondamentali nel percorso di crescita di un ragazzo, che deve poi interfacciarsi al calcio dei grandi. Spadoni, Vignoli, Aloisi e gli altri ne sono l’esempio vivente. Però bisogna dire che c’è anche un grandissimo staff alle spalle, perché nel tempo abbiamo formato dei professionisti che sono andati in prima squadra: dai preparatori atletici, ai fisioterapisti, a tante altre figure, che si sono formate in Primavera prima di compiere il salto in prima squadra”.
Il futuro del vivaio biancoverde
Ultima domanda direttore: immagino si sia confrontato con la società, vista anche l’attenzione sempre più frequente nei confronti delle Under. Dove vede la Primavera biancoverde fra 3 anni? Ma soprattutto come immagina il futuro dell’intero settore giovanile? Quanto potenziale ha questo progetto secondo il suo punto di vista?
“Io credo che serva ragionare a bienni. Nel senso che adesso abbiamo un gruppo 2008/2009, che deve fare bene, dal quale devono uscire nuovi giocatori futuribili e di prospettiva. Che possano avvicinarsi sempre di più alla prima squadra. Come sta già accadendo. L’augurio è innanzitutto di portarne sempre di più in ottica prima squadra, nel professionismo, nel calcio che conta. Magari vedere qualcuno nel più breve tempo possibile in delle gare ufficiali con la prima squadra. Poi se con la Primavera riuscissimo, volta per volta, a produrre calciatori, già avremmo vinto. Nell’arco dei tre anni, se riuscissimo a mantenere questi standard, sarebbe una cosa incredibile. Però ripeto, l’obiettivo è permettere la formazione di sempre più calciatori, lanciandoli nel professionismo. Ma soprattutto in orbita prima squadra”.
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