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Percentuale stranieri nel Primavera 1: ecco com’è cambiata la situazione negli ultimi 4 anni

I dati dimostrano una tendenza particolare: la percentuale di stranieri nel Primavera 1 sta leggermente diminuendo, ma ci sono eccezioni.

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Primavera 1, come è cambiata la conformazione del campionato in 4 anni

Proviamo a tracciare una linea in relazione allo sviluppo del campionato Primavera 1: quale direzione ha preso il torneo? Ma soprattutto, quali sono le variazioni e le oscillazioni più significative nel rapporto tra i settori giovanili e gli stranieri? In questo senso, l’esterofilia che colpisce la Serie A , stabilmente tra il primo e secondo posto per percentuale di stranieri nei Top 5 campionati Europei (60/65%), sembra avere un impatto minore in Under 20, dove c’è stata una sensibile inversione di tendenza. Scopriamo dunque i valori più interessanti, provando ad analizzare anche i cambiamenti delle singole squadre.

Lecce e Juventus: due lati opposti della medaglia

Cominciamo con i due estremi concettuali, non prima di aver snocciolato qualche dato fondamentale per comprendere al meglio le statistiche. Il Primavera 1 ha subìto una progressiva diminuzione di stranieri all’interno dei settori giovanili: la variazione, seppur minima, si attesta sul -4,2% dalla stagione 22/23 a quella 26/27, passando dal 34,5% all’attuale 30,3%. Un dato che dimostra una timida reazione di sistema, ma che ci vede ancora in ritardo rispetto agli altri campionati giovanili: in Inghilterra è attualmente al 20,8%; in Germania oscilla tra il 5 e il 25% a seconda dell’anno di riferimento; in Spagna invece, è ampiamente sotto il 15%. Insomma, la strada verso l’allineamento anche in questo caso è ancora lunga, ma i segnali di un primo passo ci sono.

Al contrario, analizzando i singoli club vedremmo un pattern molto più altalenante. Gli esempi più lampanti riguardano il Lecce, la Juventus e l’Inter. Nel primo caso, i salentini hanno subìto un ribaltamento completo delle prospettive: dal 2,2% di giovani italiani nella rosa dell’Under 20 durante la stagione 22/23, all’attuale 42,9%. Un segno positivo di più del 40%, contro il +31,1% dei nerazzurri, che passano dal 48,3% di italiani in squadra al 79,4%. Al contrario, i bianconeri rappresentano il rovescio della medaglia: dal 60,5% di italiani del 22/23 al 32,1% di questa stagione, ovvero il dato più negativo dell’intero campionato.

Le neopromosse tra gli esempi virtuosi

Restringendo il campo alla stagione corrente, ci sono tre squadre che hanno ottenuto nel 25/26 la promozione in Primavera 1. Ebbene, il loro rapporto con i giovani italiani è abbastanza solido: l’Albinoleffe guida la classifica con un’impressionante 0,5% di stranieri impiegati durante questo inizio di annata 26/27. L’unico “non italiano” impiegato dai blu-celesti è infatti Bekim Gashi, albanese.

Il Como ha invece la storia più peculiare: a gennaio 2026, la prima squadra schierava un undici completamente privo di italiani; la Primavera invece è storicamente attenta ai talenti nostrani, ma con la progressione spaventosa delle ultime stagioni sembra essere cambiata leggermente anche la ricerca del talento. Lo scouting ha avuto uno sviluppo più capillare anche a livello internazionale, portando la media di stranieri nell’Under 20 dal 5% circa della stagione 22/23 al 30% del 26/27 (20,4% se si considerano solo quelli entrati in campo).

L’Empoli è invece in risalita: se nel 2022/23 la percentuale si assestava intorno al 63% di italiani, oggi siamo sopra il 76%, con un +13% che resiste nonostante le cessioni di quest’estate (su tutti, i bomber Diego Perillo e Thomas Campaniello).

Qualche altro valore significativo

In mezzo a tante squadre che mantengono un rapporto piuttosto regolare, come il Bologna che è esattamente in fotocopia (65,8% sia nel 22/23 che nel 26/27), l’andamento di altre realtà è soggetto a oscillazioni più o meno significative. Tra i segni negativi più sorprendenti abbiamo il Cagliari, che passa dal 78,9% di italiani al 65,4%; la Fiorentina, dall’85,8% al 75,6%; il Sassuolo, dall’83,2% al 72,2%.

Al contrario, ci sono anche squadre che hanno avuto un’impennata nell’impiego di talenti “tricolore”: il Torino passa dal 38,0 al 55,6%; il Cesena va dall’84,4 al 96,4%; la Roma cresce dell’8,7%, passando dal 70,7 al 79,4%. Numeri che certificano la necessità di un cambiamento ancor più sistemico, capace di elevare alla potenza dei cambiamenti finora piuttosto minimi.

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