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Hellas Verona, la Serie B è… una risorsa? I giovani pronti al salto in prima squadra
Hellas Verona, la Serie B può dare un assist ai giovani scaligeri
Da ormai qualche settimana, l’Hellas Verona conosce la propria sentenza: la condanna alla retrocessione in Serie B però, potrebbe fungere da “anno zero”. C’è bisogno di una ripartenza vera, seria, di una programmazione che rimetta al centro della propria equazione anche lo sviluppo dei giovani talenti. Il modus operandi dalle parti dei gialloblù ripete sempre lo stesso pattern: crescita, sviluppo fino alla Primavera. E poi arresto improvviso dovuto ad una prima squadra che diventa meta finale di una cerchia ristrettissima di ragazzi. Adesso, va invertito il paradigma, e la serie cadetta potrebbe funzionare come trampolino di lancio.
Da Vermesan a Pavanati: la “giovane Verona” può dare nuova linfa
Il progetto dell’Hellas Verona ha subìto varie battute d’arresto, culminate con la retrocessione ottenuta in questa stagione. Da varie annate però, i cancelli della prima squadra si chiudono in maniera sistematica per i ragazzi che escono dalla Primavera. Per invertire questa pericolosa tendenza, la Serie B può paradossalmente essere d’aiuto. Scopriamo quali talenti potrebbero completare il proprio processo di crescita, arrivando finalmente a giocare tra i grandi.
Difensori
Non è stata una grande annata, a livello collettivo, per il pacchetto arretrato. Il Verona ha chiuso il campionato con 61 gol subìti e la quarta peggior difesa. Eppure, alcune individualità si sono fatte spazio, sgomitando e mantenendo la barra dritta nonostante le difficoltà di sistema. Tra questi nomi, spicca quello di William Feola: il 2006 ex Roma ha dimostrato un pregio in particolare, che non si estranea mai dalla lotta, rimanendo sulla nave anche quando si incaglia senza possibilità di evitarlo. Era in campo nei momenti più bui, come l’umiliante 7-0 subìto contro il Sassuolo, ma è stato anche leader tecnico e carismatico nella parte centrale dell’anno, quando tra il 24 novembre e il primo febbraio, in 12 partite il Verona ha perso soltanto 1 volta. A referto ha messo persino 2 gol e 5 assist, giocando il 91% dei minuti disponibili in 36 presenze.
Sulla sinistra potrebbe farsi spazio Davide De Battisti: ereditato la fascia da Pavanati e si è comportato egregiamente, mettendo sostanza e continuità di rendimento. Nella sua stagione ci sono 32 partite giocate, 1 rete e 4 assist, ma soprattutto tonnellate di carisma che potrebbero servire per non soffrire il salto in prima squadra.
Più defilato invece Andrej Popovic: il 2006 serbo ha struttura, presenza fisica, tutto per diventare qualcuno, ma deve acquisire consapevolezza della propria forza e deve rinunciare a qualche distrazione di troppo in copertura. Emblematica in questo senso la partita contro il Cesena. Stupendo lavoro su Papa Wade e Rossetti, porta mantenuta immacolata, e poi quel calo di tensione al 93′, che gli costa un rosso pesante.
Centrocampisti
Il centrocampo è il motore principale di un sistema che vuole chiamarsi “squadra”, e per questo gli serve benzina per alimentare la transizione, visione, intelligenza, dinamismo e perché no, estro e incisività negli ultimi metri. Caratteristiche che nella Primavera dell’Hellas si ritrovano in tre autentici veterani: Luca Szimionas è maturato sul piano del temperamento e della presenza nell’ultimo terzo di campo, completando una stagione da 4 gol e 1 assist in 36 partite. Jurgen Peci è il ragioniere, metronomo che scandisce i tempi e che fa contare ogni sua singola giocata; gestendosi, fa andare fuori giri gli avversari, ma soprattutto ha un senso dell’ultimo passaggio che quest’anno in Primavera 1 abbiamo visto in pochissimi. 3 reti, ma soprattutto 9 passaggi vincenti nel campionato del classe 2007.
Concludiamo con un talento “fuori sede” in questa seconda parte di annata: il Verona ha infatti sofferto l’assenza di Alessandro Pavanati. Indole da leader carismatico, ma anche rapidità e idee chiare sulla trequarti. Il classe 2006 è andato in prestito a gennaio alla Reggiana, lasciando in eredità la fascia da capitano e una produzione offensiva da 5 gol e 1 assist in 16 apparizioni. Indizi che ci spingono a pensare che al suo ritorno in gialloblù, il suo futuro sia con i grandi.
Attaccanti
Due lati della stessa medaglia: un killer metodico, spietato e ossessionato dal gol; dall’altra parte, un talento cristallino con troppi “start and stop” durante la stagione. Ioan Vermesan è la certezza da cui ripartirà con ogni probabilità l’Hellas in versione Serie B. 16 timbri e 4 offerte ai compagni in Primavera 1, con la sensazione che ogni tanto abbia abbassato volutamente la temperatura. In più, sono arrivati 5 spezzoni di gara in Serie A, con un apprendistato da 71 minuti.
Se il rumeno è quasi sicuramente al centro del “Verona che verrà”, Ruben Akalé dovrà guadagnarsi questo status correndo ancora più forte. Girone d’andata spaventoso per l’ex Lille, con 8 centri e 2 assist nelle prime 18 gare italiane della sua carriera. Quasi Eclissi totale invece nella seconda porzione di campionato, con 1 solo graffio e la sensazione che il 2007 francese si specchi troppo nel suo talento, rimanendone quasi ipnotizzato. La Serie B però potrebbe dargli quello stimolo in più per sprigionare tutto il suo potenziale che è lì, latente, che aspetta il suo momento. E qualora arrivasse, sarebbe un grande problema per tutte le difese…
Luca Ottaviano
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