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Primavera 1, dalla certezza Arena alla sorpresa Messaoudi: i 2009 e i 2010 si prendono la scena

Volti nuovi e “vecchie” certezze: il Primavera 1 alza la temperatura grazie ai classe 2009/2010, tra i quali ci sono tante sorprese…

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Antonio Arena
Arena

Primavera 1, i classe 2009 e 2010 alzano la temperatura

In un campionato dominato dall’incertezza come il Primavera 1, c’è un solo elemento a dare continuità e una parvenza di regolarità: il talento. Quella componente che è capace di frantumare le barriere dei pregiudizi, e soprattutto di accantonare l’inutile e sterile narrazione sulla carta d’identità. In queste prime 5 giornate infatti, a dominare oltre agli habitué del torneo sono stati i classe 2009 e 2010. Ecco chi si è distinto particolarmente, e chi invece deve ancora accendere il motore.

Diego Perillo (Atalanta, 2009) 

Non è stato l’inizio che ci aspettavamo da un killer che l’anno scorso ha cannibalizzato le difese. Eppure, Diego Perillo ha dimostrato che anche i bomber all’apparenza più glaciali e spietati, hanno bisogno di un po’ di rodaggio: il salto dall’Under 17 all’Under 20 è gigantesco, e i soli 196 minuti fin qui disputati in maglia nerazzurra lo dimostrano. Se poi a questo si aggiunge il rigore sbagliato alla terza giornata, il quadro d’insieme è completo. Al classe 2009 serve una scintilla, ma siamo sicuri che arriverà, visto il talento che ha a disposizione.

Giuseppe Martone (Monza, 2009)

Il Monza è una delle principali incognite di questo inizio di stagione. I brianzoli hanno perso alcuni tasselli fondamentali, ma hanno trovato nuovi leader che stanno salendo di tono. Tra questi, brilla Giuseppe Martone: mediano di fosforo, intelligenza e senso del gioco, il classe 2009 ha ereditato la fascia da capitano con leggerezza e ha già smazzato 2 assist, di cui uno decisivo nell’1-2 esterno di Verona, che ha consegnato ai biancorossi i primi tre punti dell’anno. E nel 2-3 casalingo contro l’Inter ha anche trovato il primo gol in Under 20, traguardo importante nonostante sia risultati inutile nell’economia del risultato finale.

Jacopo Zanella (Bologna, 2009) 

In un Bologna lanciatissimo, l’ingrediente segreto è la creatività e la varietà di soluzioni. Caratteristiche che vengono garantite anche da Jacopo Zanella, novità del centrocampo e già protagonista assoluto con 2 assist nell’1-3 di Cagliari alla seconda giornata. Nelle sconfitte con Inter e Sassuolo non ha brillato, risultato? I rossoblù hanno perso 3-0 e 3-5. Non c’è correlazione diretta tra i due elementi. O forse sì, visto che tornando ad incidere con il suo terzo assist in campionato ha confezionato i tre punti contro il Como…

Achille Tigano (Como, 2009)

C’è chi soffre il salto di categoria, e chi gioca come se intorno a lui non ci fosse nulla, isolandosi dai pensieri negativi e trasmettendo serenità. Esattamente ciò che sta facendo Achille Tigano, motorino di avviamento di un Como che ha conquistato la sua prima vittoria in stagione anche grazie ad un suo spunto. 1 gol, tante giocate interessanti e una grande presenza nelle trame offensive dei lariani, che sembrano aver trovato un altro jolly negli ultimi trenta metri di campo.

Yanis Messaoudi (Milan, 2009)

Il segreto dell’imbattibilità ancora intatta del Milan? La solidità ritrovata e un pacchetto arretrato più attento, che concede meno. Elementi fondamentali, che vanno di pari passo con un ricambio che ha permesso ai rossoneri di inserire nell’undici titolare un centrale che si sta rivelando la principale sorpresa della squadra. Yanis Messaoudi è diventato rapidamente un leader tecnico e carismatico: ha tempi da grande marcatore, presenza fisica, ma soprattutto riduce all’osso gli errori per distrazione. In più, è anche educato tecnicamente e lucido nei momenti decisivi, come dimostra l’assist allo scadere di Milan-Torino, che ha confezionato il 3-2 finale di Dotta.

E poi c’è quel dettaglio da non relegare ai margini: per ora, l’algerino non ha saltato un minuto, completando tutte e 5 le presenze stagionali dal fischio d’inizio a quello finale. Stakanovista e ministro di un reparto a cui servono nuovi punti di riferimento.

Antonio Arena (Roma, 2oo9)

Esistono vari modi per dominare: c’è chi sceglie di affinare il proprio killer instinct, chi vive solo in funzione degli undici metri, o chi sceglie di allargare il proprio raggio d’azione. Nel caso di Arena, siamo dalle parti della terza opzione: perché se nel 25/26 aveva dimostrato di saper vivere l’area di rigore con una doppia cifra di gol alla prima stagione in Primavera, quest’anno sta certificando un’evoluzione tecnica impressionante. Con Scala il classe 2009 diventa anche rifinitore aggiunto, apre spazi per i compagni e cerca perfino l’ultimo passaggio, trovandolo con una regolarità spaventosa. Dopo cinque giornate, a referto ci sono 1 gol e 3 assist. “And counting”, come direbbero in America…

Edoardo Dario Rocca (Inter, 2009)

L’Inter non vuole saperne di smettere di produrre esterni sinistri talentuosi. L’ultimo anello della catena praticamente infinita è Edoardio Dario Rocca, un sedicenne a cui non piace entrare in punta di piedi in un contesto nuovo. Pronti, via: 2 presenze in Primavera 1 da titolare, 1 gol e 1 assist messi a referto, con una naturalezza imbarazzante.

Emmanuel Eone (Lazio, 2009)

Per molte settimane ha rischiato di passare sottotraccia. O forse era quello che voleva, visto l’impatto devastante che ha avuto all’inizio dalla panchina. Eone si è preso l’attacco dei biancocelesti, e al momento segna 1 gol ogni 73 minuti circa, arrivando a quota 3 centri in 215 giri d’orologio complessivi.

Federico Croci (Fiorentina, 2010)

Qualora ce ne fosse ancora bisogno, il fantasista viola ha deciso di lanciare un’altra dichiarazione d’intenti. Con la doppietta detonante rifilata al Genoa, il classe 2010 ha ribadito la sua centralità nella Fiorentina, con l’orizzonte che si sposta sempre più in là, guardando verso lidi che non sono più inimmaginabili. E il timbro nel pareggio contro il Lecce, che lo fa salire a quota 3 centri in campionato, è l’ennesimo segnale…

Dennis Beldenti (Fiorentina, 2010)

È stato il catalizzatore di tutte le attenzioni durante il mercato estivo. Inevitabile, visto il prezzo del cartellino (1 milione di euro). Ora però, Beldenti è alle prese con l’inserimento graduale in un contesto nuovo, che ha il compito arduo di riconfermarsi dopo lo Scudetto dell’anno passato. Dopo l’esordio, 73 minuti nell’1-1 contro il Sassuolo, si intuiva che lo spazio sarebbe stato sempre più consistente nell’undici titolare. Nelle ultime due ha raccolto altri 117 minuti, benzina per alimentare la sua corsa.

Mama Opoku (Parma, 2010)

È abituato ad essere in anticipo rispetto ai tempi fisiologici di un giovane calciatore, ma la sua stagione sostanzialmente deve ancora cominciare. È stato il primo 2010 ad esordire nel Primavera 1, insieme a Roberto Scaglione, all’età di 15 anni; ora, serve minutaggio e una crescita più sul piano del temperamento e della gestione delle emozioni. I 43 minuti giocati fin qui in stagione non sono ancora abbastanza, ma il talento del Parma può esplodere da un momento all’altro.

Dennis Pierange Scifo (Monza, 2010)

Tornano i colori biancorossi ad accendere questa lista. Stavolta parliamo di un esterno di fascia, che sa interpretare la doppia fase e pensare sia da laterale offensivo che difensivo. Scifo è una delle note più positive di un Monza in risalita: il gol alla prima di campionato lo ha messo ufficialmente nei radar, ma la regolarità di prestazioni gli sta dando un bel minutaggio. Per ora, il conto è di 4 presenze e 180 minuti totali: niente male per un sedicenne alla prima esperienza in Under 20.

Lorenzo Damonte (Genoa, 2010)

Un altro quindicenne del Genoa sta cercando la definitiva consacrazione in Primavera. Sulla scia di Roberto Scaglione, Lorenzo Damonte sta scalando le gerarchie della difesa rossoblù. Nel 3-3 con la Fiorentina, il classe 2010 è subentrato nella ripresa confezionando un secondo tempo attento e preciso. Altri quarantacinque minuti in campo contro il Parma, mentre con l’Atalanta è rimasto in panchina. Ma il quindicenne (avete letto bene, non è un errore di battitura) dimostrerà di non essere lassù per caso.

Mattia Guaglianone (Roma, 2010)

Lo avevamo predetto prima della partenza della stagione, ora è arrivata la conferma: Scala farà di tutto pur di inserire nell’ingranaggio Mattia Guaglianone. Il 2010 ha trovato il debutto in Primavera, giocando sei minuti nell’1-1 di Lecce, ma ora non vuole più fermarsi. Sarà complicato per il tecnico trovare la formula giusta per far convivere tutto quel talento, ma è anche uno stimolo in più per trovare soluzioni. E uno con il talento del nativo di Rieti non poteva stare a lungo in panchina…

Il risultato è arrivato quasi nell’immediato: titolare nell’1-1 contro il Como, ha trovato il graffio decisivo nello 0-1 contro il Milan, con primo gol in Primavera e tre punti messi in ghiaccio. È cominciata l’era di Guaglianone anche in Under 20. Messaggio recapitato al resto del campionato…

Francesco Olivieri (Atalanta, 2010)

Un altro esordiente in casa Atalanta, strappato dall’Empoli nel mercato estivo: dopo Perillo, anche Olivieri sta prendendo confidenza con il Primavera 1. Nel terzo weekend di campionato è arrivato il debutto, con 34 minuti all’attivo e una buona personalità nel reggere l’impatto della categoria. Il minutaggio si sta progressivamente alzando: 45 giri d’orologio contro il Torino, 58 contro il Genoa.

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