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Fiorentina, Montenegro carica i viola: “Vogliamo restare in alto”

Luca Montenegro si prende la Fiorentina Primavera: crescita costante con Galloppa, duttilità in regia e fiducia sempre maggiore.

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Fiorentina, il play del futuro ha il 47 sulle spalle: Montenegro cresce con Galloppa

Nella Fiorentina che continua a inseguire obiettivi importanti, c’è un nome che si sta ritagliando un ruolo sempre più centrale: Luca Montenegro. Il centrocampista classe 2007, arrivato in estate dalla Ternana, ha impiegato poco tempo per entrare nei meccanismi della squadra di Daniele Galloppa, guadagnando fiducia e considerazione settimana dopo settimana. La sua crescita è evidente, così come la sua capacità di interpretare più compiti in mezzo al campo. Mediano, mezzala o regista basso, Montenegro è uno di quei profili che in un gruppo giovane ma già strutturato finiscono per diventare preziosi.

La fiducia di Galloppa

Già nei mesi scorsi Galloppa aveva speso parole importanti per lui, lasciando intendere quanto il club creda nel suo percorso. “Luca ha un grande futuro davanti”, aveva detto il tecnico viola, tracciando un identikit preciso del ragazzo. Montenegro si è infatti imposto soprattutto davanti alla difesa, in una zona delicata del campo dove servono personalità, ordine e pulizia tecnica. “Sa abbassarsi per costruire gioco, ha proprio le caratteristiche del play: qualità e fisicità”, aveva aggiunto l’allenatore. Un’investitura che conferma il valore di un centrocampista capace di dare equilibrio, ma anche di accompagnare la manovra.

Il peso delle partite che contano

Anche nelle gare più complesse, Montenegro ha mostrato di saper stare dentro la partita con lucidità. Dopo il successo contro il Bologna, pesante nella corsa al vertice, il centrocampista ha raccontato a violanews.com così il momento della squadra: “Una vittoria importantissima. Con i cambi abbiamo dato freschezza. Abbiamo trovato un Bologna organizzatissimo e non era semplice affrontarlo”. Parole che restituiscono bene l’idea della maturità del gruppo, ma anche la sua mentalità. Entrare a gara in corso, mantenere ordine e contribuire al ritmo della squadra non è un dettaglio: è uno dei segnali più chiari della sua affidabilità.

Pulizia tecnica e aggressività

Nel lavoro quotidiano, Galloppa insiste soprattutto su concetti ben definiti. Montenegro ha spiegato che il tecnico chiede costantemente precisione, pochi errori e qualità nella gestione del pallone. “Il mister ci ripete spesso di essere puliti tecnicamente, di sbagliare il meno possibile e di tenere alto il livello in mezzo al campo”. Ma non basta soltanto il palleggio. Per il centrocampista viola, l’identità della Fiorentina passa anche dall’intensità senza palla: aggressività, pressione e capacità di imporre il proprio ritmo. Una filosofia che esalta proprio le sue caratteristiche, perché abbina visione e corsa, letture e disponibilità al sacrificio.

Un percorso di crescita e ambizione

La stagione viola è stata fin qui di alto profilo. Dopo undici giornate in vetta, la Fiorentina è scivolata al secondo posto, ma resta pienamente dentro la corsa. Montenegro non si nasconde e guarda avanti con ambizione: la squadra vuole restare nelle zone più alte e giocarsi fino in fondo le proprie possibilità, con i playoff considerati il traguardo minimo. È una crescita che riguarda il collettivo, ma anche il suo percorso personale, iniziato da trequartista e sviluppato col tempo in una posizione più arretrata. Oggi individua nella visione di gioco il suo punto di forza principale, pur riconoscendo di dover migliorare ancora nell’uno contro uno difensivo.

Il 47, Pirlo e il legame col nonno

Dietro il numero 47 che porta sulle spalle c’è anche una storia familiare importante. Quel numero richiama infatti l’anno di nascita del nonno Tanino Montenegro, storico attaccante del Lecce, figura a cui Luca è profondamente legato. “È un grande orgoglio. Mi dice sempre di fare del mio meglio. Vuole che lo superi”. Un legame forte, che accompagna un ragazzo cresciuto con il modello di Andrea Pirlo e con un’ambizione precisa: arrivare più in alto possibile. Il presente è il Viola Park, vissuto come un’occasione speciale. Il futuro, invece, è ancora tutto da scrivere, ma la direzione sembra già molto chiara.

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