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Fiorentina: la “regina” della Regular season a caccia di un risultato storico
Fiorentina a centimetri da un traguardo che non taglia da 43 anni
Le gerarchie delineate dalla stagione regolare, sono state rispettate anche ai playoff: la finale per lo Scudetto Primavera vedrà di fronte Parma e Fiorentina. Le prime due della classe, forse le più regolari durante l’annata, probabilmente anche le più complete in quanto a concetti di gioco e soluzioni. Ma per dare valore ad un atto conclusivo, si deve riavvolgere il nastro e godersi ogni sfumatura di un viaggio partito da lontano. E dalle parti di Firenze, questo cammino è partito simbolicamente 43 anni fa: era il 1983, quando i viola alzavano l’ultimo Scudetto Primavera, il terzo della propria storia. Che sia arrivato il momento di spezzare una maledizione?
Il cammino della Fiorentina: regolarità come chiave di lettura
Il percorso della “viola” nella stagione è stato piuttosto… regolare. Tanti alti, pochi bassi, qualche rallentamento fisiologico e dovuto a brevi periodi di appannamento, ma anche manifestazioni di forza. Non a caso, i ragazzi di Galloppa hanno mantenuto la testa della classifica più a lungo di tutti: ben 17 giornate al primo posto, alternandosi con la Roma nella parte centrale e con il Parma nella volata finale. A spuntarla però è stata forse la squadra più continua, quella che ha dato più costanza alle proprie fiammate, diventate un vero e proprio fuoco capace di alimentare l’intera annata.
Nelle prime 16 giornate, arrivano 8 vittorie, 6 pareggi e 2 sconfitte. Qualche frenata in più nelle successive 22 partite, con 6 sconfitte a macchiare leggermente il percorso. Eppure, è proprio in questa seconda parte che la Fiorentina consolida le proprie ambizioni da titolo: successi autorevoli, goleade e una squadra che si stringe attorno ai propri leader. Il risultato finale è piuttosto interessante: 34 punti a girone, stessa media punti ma espressione e forma diverse. 29 gol fatti e 21 subìti in quello d’andata, ben 40 reti segnate e 27 incassate al ritorno. Si passa da una media di 1,52 gol per partita a 2,10 per gara disputata. Insomma, nella sua regolarità, la Fiorentina ha messo forza, consapevolezza e concetti nuovi nel 2026, aggredendo così il campionato e presentandosi da favorita in off season. E sta rispettando al momento le aspettative.
Daniele Galloppa: il segreto sotto gli occhi di tutti
Riconoscere il merito di un allenatore che è andato oltre i contenuti tecnici, oltre la semplice tattica o qualche mal di gola dovuto alle urla dalla panchina. Daniele Galloppa non è più un segreto, forse non lo è mai stato; eppure, aveva il compito più difficile di tutti. Il passaggio di consegne avvenuto nel luglio 2023, lo ha messo nella posizione di avere poco margine di errore: ereditava un gruppo che aveva già conosciuto il retrogusto dolce della vittoria, da una guida tecnica che è la più vincente nell’epoca contemporanea della Fiorentina Primavera. Il mandato di Alberto Aquilani, durato 1059 giorni, aveva portato i toscani a mettere in bacheca 5 trofei: due Supercoppe Primavera e tre Coppe Italia Primavera.
E quando abdica un condottiero che ha così tante stelle sulle mostrine, si può soltanto raccogliere lo stimolo e rispondere nel miglior modo possibile. Ebbene, il ciclo di Galloppa rappresenta forse la traduzione più fedele degli impulsi già dati da Aquilani. In continuità con il lavoro dell’attuale tecnico del Catanzaro, il classe 1985 ha preso in mano il gruppo e lo ha plasmato in funzione di concetti molto riconoscibili. Riaggressione, alzare il ritmo nella costruzione e soprattutto invadere la metà campo avversaria per riempire l’area.
Così facendo, in tre stagioni la Fiorentina ha completato un processo di transizione straordinario, che l’ha portata dove non arrivava da ben 11 anni: al primo posto in regular season. Si aggiunga a questo anche una Coppa Italia Primavera, vinta nel 2024, e la finale scudetto a cui i toscani sono appena arrivati. Adesso manca soltanto la firma per autenticare un vero e proprio capolavoro di programmazione e gestione.
Da Braschi a Conti: la Fiorentina è la squadra più lunga del torneo
Delle volte, la profondità della rosa può rivelarsi un’arma a doppio taglio. Ma quando l’identità è così forte, il gruppo supera qualsiasi discorso di tipo gerarchico, diventando una sinfonia in cui tutte le note sono messe nel punto giusto dello spartito. La Fiorentina ha il miglior attacco del campionato, capace di segnare 70 gol (circa 1,84 a partita) e di iscrivere a referto tanti marcatori diversi. La varietà di soluzioni è il tratto distintivo dei toscani, unito al senso di appartenenza di chi si conosce da tanto tempo.
Riccardo Braschi è il re dell’area di rigore, con 17 reti, 5 assist e una presenza che spaventa le difese e le costringe a trovare arrangiamenti che liberano spazi per i compagni. Ne hanno approfittato spesso: Giorgio Puzzoli, autore di 8 centri e 1 assist in 28 gare; Brando Mazzeo, agitatore con 5 gol e 4 passaggi vincenti; Mevale Kone, arma in più nel finale di stagione con 2 gol e 3 assist nelle ultime 5 gare; Gabriele Bertolini, girone di ritorno a minutaggio ridotto ma impatto super nei playoff, con il sigillo del 2-0 contro il Bologna.
Pericoli che arrivano dagli esterni, ma anche per vie centrali: Davide Atzeni è il coltellino svizzero, capace di galleggiare tra le linee o rimanere più bloccato sulla mediana. Nella sua stagione c’è anche un apporto offensivo da 2 gol e 4 assist. Infine, la variabile impazzita per eccellenza: Gabriele Conti è il jolly da giocarsi a partita, si esalta specialmente quando ha meno minuti a disposizione e condensa in 1404 minuti disputati ben 11 gol. Nella rosa, è il migliore per rapporto minutaggio-reti segnate: 1 ogni 127 giri d’orologio, meglio persino di Braschi, che segna 1 gol ogni 131 minuti.
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