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Como, dalle parole di Fabregas al lavoro con l’U20 e l’U17: i giovani italiani al centro del futuro
Dallo sfogo di Fabregas alle parole di Suwarso: il Como vuole fare sul serio per quanto riguarda i giovani italiani.
Dall’appello di Fabregas al lavoro sulle under: il Como vuole aprirsi all’Italia
In qualche mese, sulle sponde del lago di Como è cambiata totalmente la narrazione. Le parole di Fabregas riecheggiano ancora, ma nel giusto contesto servono come spinta per un’inversione della tendenza. Così, per dare continuità alla promozione in Primavera 1, adesso i lariani puntano a intensificare il lavoro sui giovani italiani di prospettiva, come richiesto a gran voce dal proprio allenatore e dal calcio italiano.
Como, giovani italiani? Suwarso anticipa qualcosa di interessante
In casa Como, c’è un’etica del lavoro e una programmazione che impone una certa serietà quando si trattano alcuni argomenti. Così, una polemica che in molti casi potrebbe sembrare sterile, come la mancanza di talento italiano introdotta da Fabregas, diventa spunto di riflessione per il futuro. In particolare, ci ha pensato il presidente Mirwan Suwarso, in prima persona, a fare da eco al proprio allenatore. In un’intervista prima dell’estate, il patron dei lariani ha dato due impulsi interessanti, che vanno captati e interpretati a dovere. Anche i lombardi sono attenti al talento italiano, ma il costo e le modalità di pagamento troppo stringenti ne hanno per ora limitato la presenza nell’organico. E poi arriva l’elemento forse più interessante: quello dei 4 o 5 giovani che il Como si sta costruendo in casa.
I nomi di un Como… “made in Italy”
Da Baralla a Bonsignori
Proviamo dunque a delineare l’identikit di alcuni di loro: per quanto riguarda il primo profilo, tutti gli indizi ci portano ad Alessio Baralla. Cosa ci spinge ad esporci sul suo nome? In primis, l’investimento fatto a gennaio 2026: il classe 2008 è arrivato dall’Empoli in prestito con obbligo di riscatto per una cifra intorno ai 700 mila euro. Uno sforzo economico che è di per sé un attestato di stima, specialmente per un giocatore che al momento del suo arrivo al Como non era ancora maggiorenne.
Interno di centrocampo dinamico, mobile, capace di interscambiarsi coi compagni, per caratteristiche si cala perfettamente nel contesto di una squadra che dai suoi centrocampisti ricerca spunti, pensiero verticale e proprietà tecnica. Dal suo arrivo in U20, non ha più lasciato l’undici titolare, ed è stato un fattore nell’ultima parte della cavalcata verso il Primavera 1. E anche all’inizio di questa stagione si sta imponendo come leader tecnico, non avendo ancora saltato un minuto in Campionato.
E togliendo dall’equazione Mezsargs, che è stato un cheat code in Primavera ma è di origini lettoni ed è in prestito alla Folgore Caratese, non ci resta che fare un po’ di speculazioni sugli altri nomi in orbita prima squadra: l’investimento da 300 mila euro ci spinge ad accendere i riflettori anche su Lorenzo Bonsignori, 2007 ex Atalanta che appartiene a quella ormai celebre tradizione di esterni della “Dea” con progressione e agilità.
La nuova linfa dal proprio settore giovanile
Non solo il mercato, ma anche la programmazione e la visione dei propri talenti: Samuele Pisati, 2009 arrivato gratis la scorsa estate e subito accentratore in Primavera, grazie ai 6 gol in 26 presenze alla prima esperienza in U20. Le prime due gare dimostrano come anche in Primavera 1 il diciassettenne sia titolare e importante nello scacchiere. Anche Cristiano De Paoli, centrale difensivo classe 2008, ha cominciato riconfermando lo status da leader del reparto, dopo una stagione 25/26 da 18 presenze, 1 gol e 1 assist. E a proposito di talento cresciuto in casa, Matteo Albini scalpita dopo una stagione in cui ha completato il salto dall’Under 17 alla Primavera. 5 gol e 4 assist in 32 presenze lo scorso anno, Campione d’Europa con l’Italia U17 e un’esperienza ai Giochi del Mediterraneo conclusa la scorsa settimana con la Nazionale U18, uscita alle semifinali contro la Tunisia.
Un’ultimissima scommessa, più per il lungo periodo. è quella di Riccardo Cassano: Fabregas lo ha già ricoperto di elogi, certificando la presenza ingombrante degli occhi della prima squadra sul classe 2009. Lo spagnolo ha detto di lui che è “un play fantastico”, ma da qui a diventare un “crack” c’è un percorso di crescita da fare. Magari ripercorrendo le orme di Màximo Perrone, suo autentico idolo (per sua stessa ammissione), per il controllo che ha in campo. Al momento, ha giocato le prime due di Campionato Primavera 1 26/27 in due zone diverse, ma nella seconda uscita si è riappropriato della cabina di regia.
Il mercato ha portato altri tasselli nel mosaico
Non si chiude qui la parentesi sul restyling del Como: per aggiungere un tocco di tricolore infatti, il mercato potrebbe essere risolutore. Lo stesso Suwarso ha fatto il nome di Venturino, e il classe 2006 di proprietà del Genoa funzionerebbe come un assolo di Jimi Hendrix in un pezzo rock. Per il 19enne, la trequarti vuol dire libertà di espressione, e non c’è contesto migliore rispetto ad una squadra le cui chiavi sono in mano al giocatore più atipico e talentuoso, ovvero Nico Paz. La scelta però è ricaduta su Mattia Liberali, un profilo molto simile a Venturino. Rapidità di pensiero e con la palla al piede, il classe 2007 sta completando una maturazione tecnica che si compone anche di una stagione in Serie B a Catanzaro. Premiato ieri come miglior giovane della serie cadetta, l’ex Milan
Oltre a lui, sono arrivati anche Kevin Fustini dal Bologna e Leonardo Casati dal Monza. Il primo aspetta l’esordio in U20, dopo una stagione da 8 centri in 13 partite con l’Under 17 rossoblù. Per il secondo invece, all’attivo nel 26/27 c’è già l’esordio nel Primavera 1 e una scintillante doppietta con l’Under 18 dei lariani. Non male come biglietto da visita…
Infine, dal Cesena è stato acquistato Davide Zamagni per 150 mila euro, cifra non banale ma indicativa delle qualità del centrocampista, che nell’annata 25/26 ha indossato la fascia da capitano dei “cavallucci marini” e ha messo a referto 3 gol e 3 assist in 16 gare.
In sostanza, i lagunari si stanno aprendo delle nuove strade, che implicano una presenza più massiccia di italiani in futuro. Con buona pace di chi archiviava le parole di Fabregas come una protesta sterile e inconcludente…
Luca Ottaviano
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