Seguici su

ParmaPrimavera 1

Cherubini sui giovani: “Solo il 2% arriva in Serie A, l’imbuto è stretto. Parma U23? Lo iscriverei in Serie D”

Federico Cherubini analizza la crisi dei giovani in Italia: dai dati sui talenti prodotti alla proposta delle seconde squadre in Serie D.

Pubblicato

il

Federico Cherubini Parma

Parma, le parole di Cherubini: giovani, Under 23 e strutture

Federico Cherubini, attuale amministratore delegato del Parma e tra i principali artefici del progetto Next Gen ai tempi della Juventus, ha scattato una fotografia impietosa del sistema calcio italiano durante il panel “I giovani nel sistema calcio italiano”.

Dalle statistiche sui calciatori prodotti rispetto alle altre potenze europee al problema delle infrastrutture, Cherubini ha indicato la strada delle seconde squadre e dell’accesso al gioco come uniche vie d’uscita per allargare un imbuto che, oggi, condanna al dimenticatoio la quasi totalità dei ragazzi in uscita dai vivai. Di seguito i passaggi salienti dell’intervento di Federico Cherubini.

Il confronto impietoso con l’Europa e il salto nel vuoto dopo la Primavera

“Volendo fare una fotografia oggettiva, guardiamo cosa abbiamo prodotto: in questo momento 190 calciatori che giocano nei top 5 campionati europei. 170 giocano in Italia, 20 negli altri 4 campionati. La Spagna ne ha 400, la Francia circa 300 e anche l’Inghilterra ne ha di più. I giocatori in prestito sono un fenomeno quasi completamente italiano. Cosa ha prodotto questo? Che quando si esce dalla Primavera il salto è troppo ampio, e circa il 2% trova una collocazione stabile in Serie A una volta uscito, l’imbuto si stringe troppo. Uno studio che abbiamo fatto mostra che la panchina profonda costa circa 10 milioni l’anno ai top club di Serie A, potremmo sostituirli con i giocatori delle seconde squadre. Abbiamo solo 4 seconde squadre, non dico che siamo un sistema ma andiamo in quella direzione”.

Seconde squadre e Serie D: la proposta per il Parma

“All’inizio nessuno voleva la seconda squadra della Juve in Serie C ed è un dibattito ancora attuale: non dobbiamo focalizzarci solo sulla Serie C, negli altri paesi europei il 60% delle seconde squadre giocano nel quarto livello. Dovremmo fare sistema e mettere insieme A, B, C e D. Se mi dessero la possibilità di iscrivere la seconda squadra del Parma la iscriverei in D, voglio sviluppare i giocatori che crescono da noi. Essere giovane non può diventare un aspetto legato al merito. Mettere le seconde squadre in D significherebbe parlare con la Serie D stessa e chiedere perché si mettono obblighi sui giovani: il risultato questo è che i giovani vengono pagati il triplo”.

Il problema dell’accesso al gioco e le infrastrutture

“Spesso si sente dire sia che mancano i centri sportivi sia che i ragazzi non giocano in strada: credo che dobbiamo pensare alle infrastrutture in maniera più ampia e parlare di accesso al gioco. Negli ultimi anni la Juventus ha portato 5 giocatori dall’attività di base alla prima squadra: c’è stata una caratteristica, ovvero il fatto che Gigi Milani per i giocatori a 11 anni avesse messo una navetta per andare a prendere i giocatori ad Aosta, Biella… Di quei 190 giocatori che dicevamo prima, i siciliani sono lo 0,9%, mentre la Lombardia ha il 30% di giocatori di alto livello: dove c’è accesso al gioco arrivano i calciatori. C’è un problema di mettere tutti i ragazzi nelle condizioni di giocare e allenarsi”.

Google News Rimani aggiornato seguendoci su Google News!
SEGUICI

Continua a leggere le notizie di Mondo Primavera e segui la nostra pagina Facebook

Clicca per commentare

Tu cosa ne pensi?

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *