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Radu, un’estate di sorprese: dal rinnovo allo spiraglio aperto per la prima squadra… grazie a Perin
Dai miracoli con la Next Gen al rinnovo e lo spiraglio aperto sulla prima squadra: Riccardo Radu sta vivendo un’estate determinante
Juventus, Radu può approfittare delle… porte girevoli?
A Torino, sponda bianconera, i cancelli di Vinovo si stanno trasformando in… porte girevoli. Soltanto da pochi giorni, la Juventus ha risolto il rebus del nuovo difensore dei pali, affidandoli a Guglielmo Vicario e consumando di fatto l’ultimo decisivo strappo nei confronti di Di Gregorio e Perin. In particolare, il secondo sembra essere sempre più propenso a trasferirsi al Palermo, mentre la situazione dell’ex Monza rimane più complicata. E in questo intrigo, è pronto ad insinuarsi Riccardo Radu, portiere classe 2007 che si sta ritagliando un’occasione molto ghiotta, approfittando delle difficoltà nel definire delle gerarchie vere e proprie.
Radu e quel “sogno di mezza estate”…
Il piano ideale che si intreccia con la realtà, perché spesso ciò che vediamo come qualcosa di irraggiungibile, trova il modo per avverarsi. Solo qualche settimana fa, pensare a Riccardo Radu come vice-Vicario nella nuova Juventus di Spalletti assomigliava ad un vaniloquio visionario. Ora invece, il ribaltamento delle prospettive è totale: le gerarchie si sono completamente rovesciate, con l’addio di Perin ad offrire materialmente uno spiraglio in cui infilarsi con decisione.
E non sarebbe una scelta folle: in primis, c’è il rinnovo di contratto fino al 30 giugno 2028 a mostrare segnali di continuità nel suo processo di crescita e soprattutto di presenza e vicinanza della società. Il classe 2007 è considerato un patrimonio, uno dal grande potenziale; ed effettivamente, i primi mesi in Primavera danno degli indizi in questo senso. Nella stagione 25/26, partenda da riserva, Radu ha infilato una serie di prestazioni degne di note, accumulando 15 presenze totali tra tutte le competizioni e mantenendo la porta inviolata nel 33% delle partite giocate (5 clean sheat).
I due acuti che potrebbero aver convinto la Juventus
Ci sono due possibili eventi spartiacque nel 2026 di Riccardo Radu. Partiamo riavvolgendo il nastro allo scorso 28 aprile: lo scenario è quello della finale di Coppa Italia Primavera, tra Juventus e Atalanta. Non una partita come le altre, anzi, forse il palcoscenico più importante nella stagione piuttosto claudicante per i bianconeri. E il portiere risponde presente: intorno alla mezz’ora, mette il mantello e vola sull’incornata ravvicinata di Camara. Nella ripresa, Bono sterza verso l’interno e stringe con il destro sul primo palo, trovando la parata a mano aperta del rumeno, che la toglie dall’angolino. Non può nulla invece sulla testata di Isoa, che lo condanna all’ultimo pallone dei tempi regolamentari. Niente da fare ai rigori, con l’Atalanta che solleva la coppa.
Ancora più luccicante la prestazione nella consueta amichevole tra Juventus e Juventus Next Gen, nella cornice di un Allianz Stadium pronto a riaccogliere il suo presente e futuro, ricollegandosi al suo passato glorioso. Match dall’alto carico emotivo, specialmente se dall’altra parte ti trovi a dover parare le conclusioni di Yildiz e compagni. Ma il 2007 ha deciso di abbassare la saracinesca, e nel primo quarto d’ora è mostruoso con un doppio intervento su Kolo-Muani, prima di posizione e riflesso, poi di piede spostandosi su un lato con rapidità. Poco importa se Conceicao lo buca aprendo il mancino: su Cambiaso in uscita bassa è perfetto per tempi e precisione dell’intervento; sul 2-0 di McKennie sfiora il miracolo riguadagnando il centro dei pali; infine, sempre su Kolo-Muani è impeccabile uscendo dai pali. Un concentrato di esplosività, riflessi, presenza dentro e fuori dalla porta. Insomma, un segnale inequivocabile lanciato a Spalletti.
L’assist di Perin e Di Gregorio
Stiamo ancora parlando di portieri, ma stavolta l’assist è tanto involontario quanto potenzialmente decisivo. L’addio dell’ eterno secondo Perin (senza malizia, soltanto fredda cronaca del suo ruolo a Torino) e l’arrivo di Vicario, contribuiscono ad aprire una corsia verso la prima squadra. Con buona pace di Di Gregorio, anch’esso destinato a fare le valigie, e degli altri pari ruolo dell’Under 23, che non hanno dalla loro i segnali offerti ultimamente da Radu. Insomma, dalla Primavera alla Serie A, tutto nel giro di qualche mese: un salto che avrebbe dell’incredibile, a cui il classe 2007 deve credere con tutto sé stesso.
Luca Ottaviano
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