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Da Bouaddi a Mbaye, tanti astri nascenti: i 5 più giovani finora nel Mondiale 2026
Mondiali 2026, tanti nuovi protagonisti
Da teenager con la freddezza dei veterani, a fantasisti col pennello in mano, pronti a disegnare nuove traiettorie per la propria carriera. Il Mondiale 2026 è anche l’isola felice per i giovani talenti, che stanno riscoprendo la gioia di vivere il Campionato del Mondo da protagonisti. Scopriamo i 5 più giovani impiegati finora.
Mondiali 2026, il nuovo che avanza parla la lingua universale del talento
Dribbling ubriacanti, presenza, leadership nonostante l’età, ma soprattutto qualità. Non c’è palcoscenico migliore per esaltarsi, ma in cinque lo hanno fatto più presto di altri, sfruttando il contesto del Mondiale per mettere il proprio sulle mappe. Ecco i cinque giocatori più giovani ad aver già assaporato la rassegna mondiale 2026.
Kerim Alajbegovic (Bosnia)
Nostro malgrado, lo conosciamo molto bene. L’Italia è andata a sbattere contro il muro eretto dai difetti sistemici del nostro calcio, cedendo alla Bosnia il pass per il Mondiale. Ma all’interno della sciagurata notte di Zenica, i flash più accecanti li aveva dati un ragazzo con la maglia 19, che dal momento del suo ingresso in campo ha incantato. Ha talento, varietà di colpi e quell’indole da fantasista che è pienamente consapevole delle sue qualità. Proprio per questo, nella gara più importante della storia recente della propria Nazionale, si era messo un intero paese sulle spalle, prendendosi la maggior parte delle responsabilità offensive, giocando tanti uno contro uno, e segnando un rigore dal peso specifico gigantesco. Così. il suo esordio in Bosnia-Canada diventa la diretta conseguenza di ciò che il classe 2007 esprime nel rettangolo verde. Con il Salisburgo ha anche finito in crescendo una stagione da 13 gol e 4 assist, presentandosi nel miglior modo all’appuntamento finora più grande della sua carriera.
Ayyoub Bouaddi (Marocco)
Qualcuno, un giorno, riuscirà a capire come sia possibile avere quella freddezza, quella leadership e quella centralità nei destini del proprio paese, e abbinarla alla naturalezza di un veterano. C’è un solo grande dettaglio: immaginate di avere tutto questo ed essere al vostro primo mondiale, con una carta d’identità che recita “2 ottobre 2007“. Non sono errori di battitura, semplicemente parliamo di un ragazzo che ha l’abitudine di flirtare con i record di precocità. Sul modo in cui interpreta il ruolo, c’è poco da dire: classe, onnipresenza, attrazione magnetica verso il pallone, qualità nell’accompagnare la transizione e pulizia tecnica nella costruzione. Sul modo in cui domina le partite a 18 anni invece, c’è molto altro da aggiungere.
D’altronde, siamo davanti ad Ayyoub Bouaddi, un talento che a 16 anni e 3 giorni faceva il suo esordio assoluto tra i grandi e in Europa. In sostanza, uno che con il concetto di predestinazione ha un rapporto molto intenso, e che alla “veneranda” età di 18 anni ha già 96 partite ufficiali con i grandi alle spalle. E da domenica, al suo libro dei record si è aggiunto anche quello per l’esordio più giovane della sua nazionale in un Mondiale.
Hamza Abdelkarim (Egitto)
Su di lui, abbiamo già detto tanto: a 18 anni viene considerato il futuro dell’Egitto. E a supporto di questa tesi, nel momento che ha segnato il suo esordio assoluto in un Mondiale, ha raccolto il passaggio di consegne con Salah, che gli ha lasciato il posto in campo. In più, senza partite ufficiali alle spalle in “blaugrana”, ha spinto comunque il Barcellona a riscattarlo dall’Al Ahly per più di 1 milione di euro. Qualcosa vorrà pur dire… E intanto, Abdelkarim ha già messo 14 minuti nel suo conto personale con il Mondiale 2026, con la consapevolezza che nelle prossime partite potrebbero aumentare.
Ibrahim Mbaye (Senegal)
Nel Paris Saint Germain di Luis Enrique rappresenta il jolly, una scheggia impazzita che può spaccare le partite in corso d’opera. E al momento non potrebbe essere altrimenti, vista la concorrenza spietata nel reparto offensivo. Eppure, nella serata in cui ritrova da avversari molti suoi compagni di club, Ibrahim Mbaye ha provato a fargli uno scherzetto molto poco divertente. Nel giorno del suo esordio al Mondiale, scaglia un destro che fulmina Maignan e rimette per qualche secondo la partita in bilico. Insomma, parliamo di un altro classe 2008 con il vizio di arrivare in netto anticipo su traguardi che in molti non riescono a raggiungere in una carriera intera.
Gilberto Mora (Messico)
Cos’hanno in comune un talento messicano e… Pelé? La precocità. Gilberto Mora è infatti entrato a gamba tesa nella storia dei Mondiali, centrando il sesto debutto più giovane nella storia. E la particolarità è che avrebbe potuto superare il record di Edson Arantes Do Nascimiento, che lo ha bruciato sul tempo per soli 5 giorni. Insomma, grazie ad un grande scherzo del destino, che si è divertito a muovere i fili, Gilberto Mora ha potuto affiancare il proprio nome ad uno dei più grandi nella storia del gioco.
Luca Ottaviano
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