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Minutaggio Under 19, il Barcellona domina. Le italiane arrancano: nessuna big tra le migliori

Piuttosto eloquente il dato sul minutaggio stagionale degli Under 19 nei top 5 campionati: l’Italia arranca.

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Yamal Barcellona

Minutaggio Under 19: c’è un dominatore incontrastato

La stagione 2025/26 ha consolidato la validità di una tesi: se nel resto dei campionati l’equazione giovani-risultati è garanzia di successo, in Italia si viaggia in direzione ostinata e contraria. E al di là dei talenti fuori scala, come Yamal o Doué, fa spavento la tendenza esattamente all’opposto nell’impiego dei giovani, che ci vede ancora una volta dalla parte sbagliata della storia…

Il Barcellona comanda, le italiane inseguono

È nella loro cultura, ed è probabilmente il tratto distintivo del loro modo di fare calcio. Stupisce ancora una volta però, la regolarità imbarazzante con cui La Masìa fornisce talento al Barcellona. La statistica ci racconta dunque di una propensione al cambiamento che diventa motore del successo, persino in Europa. Guardando ai top 5 campionati infatti, i “blaugrana” figurano al primo posto per minutaggio garantito agli Under 19, con più di 4500 minuti e con un distacco di circa 1700 dalla seconda in classifica. Ecco la prima sorpresa, l’Angers, che nonostante una classifica modesta si fida dei propri giovani e concede più di 2900 minuti ai propri U19. A breve distanza, seguono Lipsia (circa 2800) e Psg (più di 2600). A dimostrazione che, ad ogni livello, l’ambizione può essere accompagnata dalla crescita dei propri talenti.

In sostanza, nel resto d’Europa l’equazione si ribalta: l’utilizzo dei giovani non è inversamente proporzionale al risultato e non ne è un ostacolo, bensì un catalizzatore biologico. Lo dimostra il fatto che le migliori nella classifica di Ligue 1 e Liga siano all’interno della Top 5 europea, mentre nella Top 5 italiana non c’è nessuna tra le prime cinque in campionato. In testa infatti, troviamo il Parma con circa 1800 minuti; insegue, staccata di circa 700 minuti, l’Atalanta (in cui però è il solo Ahanor a rientrare nella statistica). Completa il podio l’Udinese con circa 1000, mentre il Genoa chiude la top 4 con circa 700.

Cosa ci dicono i numeri

Se lo scenario sembra abbastanza inquietante anche solo guardando i numeri, ci accorgiamo che interpretando le statistiche il contesto è ancor più preoccupante. La totale assenza di Juventus, Inter, Napoli, Milan, Roma Lazio da queste classifiche, indica una tendenza di sistema a sottovalutare il tema della crescita dei giovani. E la creazione delle Under 23, in questo senso, potrebbe diventare un ulteriore incentivo a parcheggiare i ragazzi a tempo indeterminato in una realtà che in alcuni casi potrebbe devitalizzarli, piuttosto che aiutare il loro percorso. Non si tratta dunque di un caso isolato: anche nel Bayern Monaco c’è spazio per un classe 2008 (Lennart Karl), che in stagione ha accumulato 1739 minuti e che è semplicemente dominante per contenuti tecnici, letture e presenza. Nel Dortmund invece stanno emergendo due italiani come Reggiani Inacio, entrambi classe 2008. A proposito del talento nostrano, per alcuni inesistente…

Un altro tema infatti, è la tendenza (che negli ultimi anni è diventata consuetudine) a lasciare il nostro ecosistema da parte dei giovani talenti italiani. I due del Borussia sono soltanto l’ultimo anello di una catena che si sta arricchendo di molti nomi, tra cui quello di Andrea Natali, classe 2008 di proprietà del Bayer Leverkusen, che ha frequentato La Masìa nel suo percorso di crescita in giro per l’Europa. Filippo Mané, centrale classe 2005, sta frequentando la prima squadra del Dortmund, Emanuel Benjamin, terzino sinistro classe 2007, è cresciuto nelle giovanili del Real Madrid da quando ha 15 anni. Infine, Guido Della Rovere (fantasista classe 2007) è in odore di esordio assoluto al Bayern Monaco, mentre Federico Coletta (18enne, jolly della trequarti) sta cercando minuti e fiducia al Benfica. 

Sono questi i nomi principali in una rosa di talenti che potenzialmente potrebbero concretizzare un passaggio di consegne nella Nazionale del futuro. A mancare, evidentemente, è un contesto capace di esaltarli.

Luca Ottaviano

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