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In Italia si chiede di puntare sul vivaio e poi… Percassi lancia un messaggio chiaro

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Percassi senza filtri: il Borussia ha “scippato” Inacio all’Atalanta

Procediamo per gradi: Borussia Dortmund-Atalanta comincia ancor prima del fischio d’inizio. Questo perché Luca Percassi, amministratore delegato della Dea, durante la conferenza immediatamente precedente al match lancia un grido di frustrazione, rabbia e disappunto. La pietra dello scandalo? Il passaggio di Samuele Inacio dai nerazzurri ai gialloneri, concretizzatosi nell’estate 2024 ma ancora oggi molto attuale, visto che rappresenta il motivo per cui il pranzo Uefa tra i due club non si è tenuto. Un incidente diplomatico che fa calare il gelo nei rapporti istituzionali tra le due squadre, oltre a creare i presupposti per una “guerra fredda” che potrebbe potenzialmente terminare nelle sedi legali opportune.

Inacio-Atalanta: Percassi non usa mezzi termini

Diretto, duro e calibrato al millimetro: Luca Percassi, nel pre-partita dell’andata dei playoff di Champions, sgancia una bomba mediatica potenzialmente detonante. “Penso che ci sia stata una grave mancanza di rispetto nei confronti dell’Atalanta. Oggi vediamo seduto in panchina del Dortmund un ragazzo cresciuto a Zingonia, tesserato della nostra squadra, che ha frequentato casa mia e il cui padre era stato portato a Bergamo durante la nostra prima parentesi in presidenza. Non voglio giudicare la scelta di un ragazzo, ma è grave che fino ad oggi non ci sia stata disponibilità da parte del Borussia a sedersi e risolvere. Abbiamo presentato una vertenza alla Fifa, perché non meritiamo di aver perso un ragazzo senza indennizzo“. Ma proviamo a riavvolgere il nastro per dare un po’ di contesto.

È il primo luglio 2024, quando Samuele Inacio diventa ufficialmente un nuovo giocatore del Borussia Dortmund. Ha compiuto 16 anni da circa tre mesi (mettete questo dato da parte, ci tornerà utile tra poco), e inoltre il suo trasferimento in Germania avviene a quanto pare senza indennizzo corrisposto all’Atalanta, club che fino a quel momento era titolare del suo cartellino. Ed è qui che entrano in gioco altre parole pronunciate da Luca Percassi: “C’è un periodo nel quale si può operare, loro si sono mossi molto prima, per questo crediamo di aver ragione anche dal punto di vista legale“. Di quale finestra temporale si parla?

Il caso citato da Percassi

Proviamo a delineare dei confini giuridici: nel Regolamento Status Trasferimenti della Fifa, all’articolo 19 commi 1 e 3, si cita il divieto di trasferimento e/o primo tesseramento per un calciatore minorenne in una federazione di un paese di cui non sia cittadino. Ci sono però delle eccezioni, tra cui il trasferimento da parte dei genitori nel paese per una motivazione non legata al calcio, oppure l’aver compiuto 16 anni di età (solo per club all’interno del territorio UE/UEE). Nel caso di Inacio, il tesseramento e il primo contratto da professionista sono arrivati proprio nell’estate 2024, il che rientrerebbe in una delle eccezioni di cui sopra (quella riguardante l’età al momento della firma). Eppure, Percassi denuncia una dinamica in cui il BVB si sarebbe mosso precedentemente rispetto ai tempi tecnici, alludendo forse a delle opere di convincimento arrivate prima del compimento dei 16 anni.

Dunque, premettendo come le nostre siano solo congetture in base al poco materiale che abbiamo, si ha la sensazione che la storia possa avere un seguito legale. In più, vogliamo citare un altro passaggio interessante, che solleva il tema allarmante dell’esodo dei baby fenomeni italiani. L’amministratore delegato dell’Atalanta ha infatti citato altri casi, come quello di Della Rovere (fantasista classe 2007 oggi al Bayern Monaco) e di un non meglio precisato “altro ragazzo che casualmente è arrivato in questa squadra (il Borussia Dortmund, NdR)”, con cui forse si riferiva a Luca Reggiani, centrale classe 2008 all’esordio assoluto in Champions proprio ieri.

Insomma, c’è tanto da elaborare. Nei prossimi giorni potremmo saperne di più, ma al momento rimane il messaggio lanciato da Percassi, che deve spingere ad una riflessione profonda.

Luca Ottaviano

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