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Il calcio dei grandi

Borussia e talenti italiani, la saga continua: Reggiani all’esordio da titolare col Dortmund

Il Borussia Dortmund l’ha fatto di nuovo: esordio assoluto in Champions League per il 2008 italiano Luca Reggiani

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Luca Reggiani

Borussia Dortmund, un altro talento italiano all’esordio assoluto

Filippo Mané e Samuele Inacio hanno fatto da apripista, confermando una splendida tendenza a tinte giallo-nere: il Borussia Dortmund crede nel talento made in Italy, e Luca Reggiani è soltanto l’ultimo anello di una lunga catena. Contro l’Atalanta, il classe 2008 ha fatto il suo esordio assoluto europeo, in una notte di Champions League che diventa il teatro di un sogno che si avvera.

L’ennesima scelta sbagliata del nostro movimento?

Dieci giorni per orientare una carriera: Reggiani (di cognome ma non di fatto, visto che proviene dalla provincia di Modena) ha appena vissuto il periodo più surreale e significativo nel suo percorso al Borussia Dortmund. Il 7 febbraio scorso firma il suo debutto assoluto tra i grandi, subentrando e giocando 1 solo minuto. Il 13 febbraio però, arriva il secondo indizio: replica, stavolta per un tempo intero, contro il Mainz. Infine, l’esordio assoluto in Champions League, da titolare, contro l’Atalanta. È la prova decisiva, che serve a smarcare qualsiasi ragionevole dubbio: il BVB punta nuovamente su un giovane talento col bollino del made in Italy, ma ormai lontano dai nostri radar da circa due stagioni.

La parte più curiosa di questa storia? Potremmo parlare di come il canale di comunicazione aperto dal Dortmund con l’Italia stia portando in giallonero molti dei volti della nostra Nazionale del futuro (si spera). Potremmo perfino citare la tendenza, strana secondo alcuni, di lanciarli perfino in palcoscenici importanti. Eppure, vogliamo mettere l’accento su un altro aspetto: Luca Reggiani è stato lasciato andare dal Sassuolo, e il prezzo è stato un’indennità di formazione, a cui va aggiunto un premio di formazione garantito dal contratto da professionista firmato nel 2024 dal calciatore. Tradotto: meno di 200 mila euro per assicurarsi un prospetto molto interessante, che oggi non sfigura in palcoscenici come la Champions League.

Le sue fonti di ispirazione e un percorso arrivato al momento determinante

Ha fatto i compiti a casa, Luca Reggiani, che dice di ispirarsi a Bastoni e di guardare con ammirazione Bonucci. Due nomi non casuali, perché rappresentano una colonna portante della Nazionale del presente e uno che ha ridefinito i confini del ruolo, specialmente con la maglia azzurra e con quella della Juventus. E in lui convive questa doppia natura da “stopper vecchio stile” e difensore raffinato, che strizza l’occhio a quella nuova scuola di centrali dai piedi educati, capaci di diventare registi aggiunti e di far partire la prima costruzione.

E la gara disputata in coppa contro l’Atalanta ci dimostra che siamo davanti ad un profilo molto interessante: 90 minuti ordinatissimi, senza sbavature, quasi col pilota automatico. L’attacco abbastanza appannato della “Dea” lo ha leggermente aiutato, ma il resto ce lo ha messo lui con le letture e la capacità di calarsi nel contesto con naturalezza, senza accusare il peso specifico della partita. Soprattutto, non perdendo lucidità nemmeno dopo l’ammonizione presa molto presto, al 18′ del primo tempo. Segnali forti, illuminanti, che confermano le ottime sensazioni che aveva dato a novembre con la maglia dell’Italia nel Mondiale U17, torneo vissuto con la fascia da capitano al braccio e con la leadership degna di un ministro della difesa. Quasi impeccabile per tutta la rassegna, qualche sbavatura soltanto in semifinale; ma sono nei ed imperfezioni che aiutano a diventare grandi.

Eppure, tutto questo non bastava al nostro ecosistema, che lo ha fatto uscire dalla porta sul retro permettendo invece al Borussia Dortmund di pescare un altro jolly dal nostro mazzo di talenti, che a detta di molti sarebbe limitato, ma che a quanto pare sa regalare tanti assi nella manica. Agli altri però, che sono evidentemente più in grado di noi di accompagnarli nel processo di crescita.

Luca Ottaviano

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