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Mancini guarda al futuro: i giovani italiani conquistano la Serie A, ma che non sia un fuoco di paglia

La prima giornata di Serie A lancia tanti giovani italiani: Mancini osserva i nuovi talenti in vista delle prossime convocazioni.

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Roberto Mancini
Roberto Mancini

Serie A, una prima giornata nel segno dei giovani

La prima giornata di Serie A ha offerto segnali incoraggianti sul fronte dei giovani, soprattutto italiani. Dopo anni nei quali trovare spazio per i talenti emergenti sembrava sempre più complicato, l’esordio stagionale ha mostrato una tendenza diversa: diversi allenatori hanno scelto di affidarsi a ragazzi giovanissimi, concedendo loro minuti importanti e, in alcuni casi, addirittura una maglia da titolare. Un’inversione di rotta che Roberto Mancini può osservare con particolare attenzione in vista delle prossime convocazioni della Nazionale.

Il commissario tecnico ha già iniziato il suo lavoro sul campo, assistendo a Parma-Cagliari e Bologna-Lazio. L’obiettivo è individuare nuovi profili da inserire nel gruppo azzurro, ma soprattutto capire quali giovani possano rappresentare il futuro dell’Italia. La speranza è che quanto visto nella prima giornata non sia soltanto il risultato di emergenze o assenze, bensì la conseguenza di una scelta precisa: puntare sui ragazzi e accompagnarli nella loro crescita.

Lontani e Romano, segnali importanti al Tardini

Tra le indicazioni più interessanti è arrivata quella di Parma-Cagliari. Nel Parma si è messo in evidenza Lontani, classe 2008 arrivato in estate a parametro zero dal Milan. Il giovane ha mostrato personalità, qualità tecnica e soprattutto la voglia di non rinunciare alla giocata anche dopo un errore. Un atteggiamento favorito dalla libertà concessagli da Cuesta, che gli ha permesso di giocare senza il timore di sbagliare. Al momento della sostituzione, l’applauso del Tardini ha rappresentato un riconoscimento significativo.

Dall’altra parte, invece, ha brillato Romano. Il centrocampista del Cagliari ha deciso la partita con una conclusione spettacolare dalla distanza e possiede anche il doppio passaporto, italiano e svizzero. Finora ha vestito le maglie delle selezioni giovanili elvetiche, ma una prestazione di questo livello potrebbe spingere Mancini a seguirlo ancora più da vicino.

Da San Siro a Como, altri nomi da monitorare

Nel successo dell’Inter contro il Monza era inevitabile soffermarsi su Pio Esposito, autore di una splendida rete di tacco. Il classe 2005 rappresenta già uno dei principali candidati per il futuro della Nazionale. Tuttavia, la sfida di San Siro ha regalato spunti interessanti anche sul fronte opposto. Juric ha infatti lanciato dal primo minuto Mout, Bakoune e Kouadio, tre giovani che hanno risposto positivamente e meritano di essere seguiti durante il campionato.

Altri segnali sono arrivati dall’Udinese, con il difensore centrale Palma, classe 2008, protagonista di una prova convincente, e dal Como, dove Liberali ha sfruttato bene il suo ingresso in campo. Sono profili ancora in fase di maturazione, ma proprio la possibilità di accumulare minuti in Serie A potrebbe accelerarne sensibilmente la crescita.

Cacciamani, Cisse e i talenti della nuova generazione

A Frosinone ha trovato spazio Fini, esterno già inserito nel giro dell’Italia Under 21, mentre Torino-Milan ha proposto altre due storie interessanti. Da una parte Cacciamani, classe 2007, ha mostrato qualità e intraprendenza; dall’altra Cisse, nato nel 2006, ha festeggiato l’esordio in Serie A con un gol pesantissimo, dando il via alla vittoria rossonera. Nel Torino hanno inoltre trovato spazio Fortini e Mascardi, oltre a Bartesaghi nei rossoneri, confermando quanto la nuova generazione stia iniziando a conquistare maggiore visibilità anche nelle squadre più importanti.

La Roma chiude il quadro con Lulli e Pisilli

Anche il Sassuolo ha scelto di puntare sui giovani, schierando dall’inizio Cinquegrano e Macchioni, rispettivamente terzino e centrale difensivo. A Roma, invece, si sono distinti due giocatori già più esperti come Pisilli e Ndour. Il primo ha avuto un ruolo importante nell’azione che ha portato al quarto gol giallorosso.

La sorpresa più significativa, però, è stata Lulli. Il classe 2007 è stato scelto da Gasperini come titolare sulla fascia destra e ha risposto con una prestazione di personalità. È proprio questo il segnale che Mancini spera di vedere con continuità: allenatori disposti a responsabilizzare i giovani e ragazzi pronti a sfruttare l’occasione. La prima giornata ha acceso una luce sul futuro azzurro. Ora servirà continuità per trasformare le promesse in certezze.

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