Seguici su

NotizieParma

Parma, ancora fiducia a Lontani e Konate: la linea green di Cuesta contro tutto e tutti

Il Parma perde all’esordio contro il Cagliari ma Cuesta manda segnali di una linea sempre più verde con Konate e Lontani.

Pubblicato

il

Simone Lontani

Lontani-Konate: Cuesta si affida ancora ai giovani talenti

Due prime volte, in palcoscenici importanti, che segnano l’avvio di un nuovo corso caratterizzato da un file rouge con il passato recente. Carlos Cuesta ha una particolare propensione per i giovani, e sta plasmando il suo Parma attorno a qualche aggiunta ragionata, consapevole e ben calibrata. In questo senso, Simone Lontani e Abdou Konate diventano veicolo di valori, di concetti espressi e di fiducia verso un futuro in cui il talento sarà nuovamente al centro dell’equazione. Proviamo a mettere sotto la lente d’ingrandimento le due partite inaugurali della stagione, vedendole dall’attica dei due esordienti.

Simone Lontani ai raggi X: i due esordi a confronto

Su Lontani, siamo sicuramente avvantaggiati da un esordio a dir poco folgorante, che ci dà tanti spunti di riflessione. Non solo per il dato ormai cavalcato da chiunque, ovvero la doppietta nel giorno del debutto assoluto tra i professionisti. Perché Parma-Catania, vissuta nell’ottica del classe 2008, è un capolavoro: ha dimostrato di essersi subito calato nel contesto e di conoscere certi concetti nell’attacco alla profondità e nella presenza in area. “Il primo gol è semplicemente tempismo”… neanche per sogno, non c’è niente di più riduttivo: l’ex Milan scommette sulla sponda del compagno e impatta con il destro (anche se il mancino sarebbe stato più conveniente per coordinazione), perché sa che direzionando con l’esterno può dare una traiettoria diversa e scavalcare il difensore sulla linea di porta.

Poco dopo, per raddoppiare segue la transizione innescata dal lancio su El Bilal Touré, e scommette nuovamente, stavolta affidandosi allo strappo del compagno. Quando il 16 si porta via il difensore, piazza il pallone sul secondo palo, dove dopo una corsa di circa quaranta metri c’è proprio il 2008 a scegliere nuovamente il destro per impattare in volée e infilare il 2-0. In sostanza, l’elemento fondamentale sembra essere quello della scelta, della capacità di intuire quando andare ad occupare quali spazi.

Contro il Cagliari, la conferma

Caratteristiche che il pubblico ha ritrovato anche nella partita contro il Cagliari, riservandogli una buona dose di applausi al termine dei suoi 75 minuti che hanno segnato l’esordio in Serie A. Stavolta però, è arrivato un po’ meno alla conclusione (1 solo tentativo fuori dallo specchio contro i 3 dentro la porta tentati contro il Catania) e ha sporcato le sue percentuali nei passaggi (69% di precisione su 16 tentativi totali).

Insomma, qualcosa è rivedibile, così come l’utilizzo limitato del mancino, ma anche l’ambiente sembra aver riconosciuto il suo talento. E Cuesta se lo coccola, dimostrando ancora una volta di non voler arretrare di un passo sulle sue posizioni, anche se risultano indigeste o divisive per una parte dell’opinione pubblica.

Abdou Konate: “il polpo” allunga i suoi tentacoli sulla prima squadra

Facciamo un breve identikit: Abdou-Salam Konate, centrocampista classe 2006 originario di Le Blanc-Mesnil ma con passaporto senegalese, è un giocatore che il Parma ha scoperto a piccole dosi. I ducali lo hanno pescato nell’estate 2022 dall’Esperance Aulnaysienne, piccolo club nel distretto di Seine-Saint Denis, a Parigi. Consolidatosi come colonna portante dell’Under 20 sia nell’anno della promozione in Primavera 1 (23 gare, 1 gol e 1 assist) che nella stagione da vice-campioni del massimo Campionato U20 (28 partite, 2 reti e 2 passaggi vincenti), il diciannovenne ha alzato ulteriormente l’asticella.

Nell’urgenza, la soluzione: da grande problem solver, Cuesta intuisce che nel suo centrocampo che ancora aspetta Keita e Nicolussi Caviglia a pieno regime, c’è bisogno di sostanza e geometrie. Caratteristiche che “il polpo” (così viene soprannominato) può dare: a farne le spese è subito il Catania, che subisce la sua estrema fisicità ma soprattutto la pulizia nella gestione del pallone. La prestazione è autorevole e ricca di contenuto: chiude con il 92% di precisione nei passaggi, l’80% di duelli vinti e la sensazione che si esalti nella pressione, perché gli dà lo stimolo per trovare soluzioni creative in uscita. Ed è qui che subentra il nickname: Konate somiglia effettivamente ad una piovra, che poggia le sue lunghe leve e si trascina per il campo alla ricerca di linee di passaggio da intercettare o di contatti fisici in cui imporsi di prepotenza.

Leggermente meno convincente la prova con il Cagliari, in cui è sembrato più appannato in costruzione (79% di precisione passaggi su 34 tentativi totali) e ha perso qualche possesso di troppo.

Google News Rimani aggiornato seguendoci su Google News!
SEGUICI

Continua a leggere le notizie di Mondo Primavera e segui la nostra pagina Facebook

Clicca per commentare

Tu cosa ne pensi?

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *