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Del Piero sulla crisi del calcio italiano: “Il talento c’è, serve meno disfattismo”
Al Festival della Serie A, Alessandro Del Piero analizza il momento del calcio italiano: “Siamo pieni di talento, non serve essere negativi”.
Lo storico numero 10 difende il movimento: “Facile essere negativi dopo tre Mondiali saltati, ma nei momenti di crisi sappiamo rialzarci”
“Oggi non nascono più i Baggio, i Totti, i Del Piero”. È una delle frasi più ricorrenti nel panorama calcistico nazionale, tornata prepotentemente d’attualità in un periodo storico in cui l’Italia fa i conti con l’assenza dalle ultime tre edizioni del Mondiale. Proprio lo storico capitano della Juventus, Alessandro Del Piero, è stato l’ospite di punta della seconda giornata del Festival della Serie A in corso di svolgimento a Parma. Dal palco della manifestazione, l’ex numero dieci si è soffermato sul dibattito relativo alla presunta crisi di talento nel nostro Paese, offrendo una visione lucida e distante dai toni catastrofisti.
Alla domanda sul perché oggi sembri così difficile vedere l’emergere di nuovi campioni del suo calibro, Del Piero ha risposto difendendo il potenziale dello sport italiano, invitando a una valutazione più oggettiva dello stato delle cose: “Beh, oggi in Italia siamo pieni di talento. Anche in altri sport, penso al tennis a cui va un grande applauso. Per quanto riguarda il calcio, la prima cosa da fare è capire davvero dove siamo: cosa funziona e cosa no. Non serve essere troppo negativi: oggi è facile, dopo tre Mondiali senza l’Italia, esserlo”.
La tendenza al disfattismo e la forza nelle difficoltà: il richiamo al 1982 e al 2006
Sollecitato sul fatto che il disfattismo sia ormai diventato un tratto quasi culturale nel racconto sportivo nazionale, l’ex capitano bianconero ha ammesso la tendenza, ricordando però come la storia del calcio italiano sia ciclicamente caratterizzata da straordinarie rinascite nate proprio dalle situazioni più critiche e da un forte spirito d’unione: “Sì. Ma abbiamo costruito imprese incredibili. Nel 2006 eravamo nel pieno di una crisis, non solo per il momento che stavamo attraversando. Lo stesso nel 1982. Abbiamo vinto un Europeo nel 2021 in mezzo a due qualificazioni mondiali mancate. Abbiamo questa caratteristica, come italiani. Ci uniamo molto nei momenti di difficoltà”.
L’analisi di Del Piero suona come un chiaro invito a resettare le polemiche e a rimboccarsi le maniche, puntando sulle qualità umane e tecniche che, storicamente, non sono mai mancate all’interno del nostro movimento calcistico.
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